Che cosa succede in Russia?

Il terzo mandato di Putin al Cremlino è iniziato con gli scontri di domenica e lunedì e prosegue con gli arresti.
La (finta) democrazia verticale sfocerà in un regime (televisivo e) totalitario?
O quelli che osserviamo in questi giorni sono i colpi di coda di un sistema giunto al capolinea?
A queste domande Annaviva cercherà di rispondere domani sera a Milano (Libreria Popolare di via Tadino 18, ore 21) in un incontro organizzato con uno dei leader di Solidarnost, uno dei partiti d’opposizione al putinismo, Denis Bilunov.
Vi aspettiamo!

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Lettera a Putin (dall’aldilà)

Mentre sono qui ho la netta sensazione della presenza dell’angelo della morte. È ancora possibile che io riesca a sfuggirgli, ma ho paura che i miei piedi non siano più veloci come una volta. Penso che sia tempo che io dica qualche parola all’uomo che è responsabile della mia conduzione.
Potrai costringermi al silenzio, ma questo silenzio ti costerà caro. Hai adesso provato di essere il barbaro senza scrupoli che i tuoi più duri critici hanno sempre denunciato.
Hai dimostrato che non hai rispetto per la vita umana, per la libertà e per gli altri valori della civiltà.
Hai dimostrato che non meriti di occupare il posto che occupi e che non meriti la fiducia della gente civile.
Potrai far tacere un uomo, ma il rumore della protesta nel mondo ti riempirà le orecchie, signor Putin, fino alla fine dei tuoi giorni. Che Dio possa perdonarti per quello che hai fatto non solo ma me, ma alla mia amata Russia e al suo popolo.

Lettera aperta a Putin (divenuto presidente russo per la terza volta) dettata da Aleksandr Litvinenko sul letto di morte.
L’ex spia del KGB è stata uccisa nel 2006 http://en.wikipedia.org/wiki/Alexander_Litvinenko
Nessuno ha pagato per la sua morte, somministrata (a Londra, dove aveva ottenuto asilo e cittadinanza) da sgherri del regime, con una micidiale sostanza radioattiva, il Polonio 210.
RIP
Ad maiora

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Le pagine nomadi di Igort (Anna Politkovskaja e non solo) (photogallery)

Da domani (Festa della Vittoria sovietica) fino al 10 giugno, alla Triennale di Milano la mostra di disegni di Igort intitolata “Pagine nomadi”.
Il disegnatore Igor Tuveri ha viaggiato negli ultimi anni in tutta l’ex URSS. Da queste “immersioni” sono nati i Quaderni ucraini e i Quaderni russi.
In questi ultimi ha concentrato molta della sua attenzione su Anna Politkovskaja. A lei sono dedicati molti dei disegni in mostra.
Vedetela!
Ad maiora

Qui qualche scatto random.

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9 maggio, la vera festa di Vladimir Putin (photogallery)

Masha Gessen, nel suo “Putin, l’uomo senza volto” (Bompiani), parla di “una sorta di rimorso rivoluzionario” che si vive in Russia.

Ed è un rimorso che in questi giorni che anticipano la festa del 9 maggio – vittoria sovietica contro il nazismo, festa molto sentita in Russia – è ben visibile.

In tutti i negozi, ma anche sui muri di Mosca, si vedono manifesti che inneggiano alla vittoria.

Sono quelli che la Gessen chiama “simboli del nazionalismo sovietico”, che Putin ha rispolverato.

Qui una carrellata di immagini, di poster, di murales.

Ad maiora

Di ritorno da Mosca

Volo di ritorno da Mosca. Dietro di me tre toscani. Le voci sono giovani ma intravedo qualche capello bianco, girandomi.
Sono andati a trovare le loro fidanzatine russe, affittate per poche migliaia di rubli e scoperte, immagino, sui siti di appuntamento che compaiono sui motori di ricerca ogni volta che scrivete “Russia”,
Parlano senza freni, contando sul fatto che qui pochi mastichino l’italiano.
“Io comunque mi sono stufato”. “Sì anche io”. “La prossima volta cambiamo”. “Fa parte del gioco”. “Poi quelle non hanno un anima, pensano solo ai soldi”.
Mi infilo le cuffiette per non farmi salire la pressione. “Speriamo di tornare in tempo per il calcetto” sono le ultime parole che sento prima che Eminem schiacci tutto quello che c’è intorno.
Contento, io (dopo un corso accelerato di cirillico) di essere andato a Mosca a sostenere e seguire gli oppositori al putinismo, quello che ha creato la “tirannia della burocrazia” consentendo però di trasformare il paese in un enorme bordello, dove tutto ha un prezzo, anche la dignità.
A breve succederà lo stesso in Ucraina, per gli Europei.
Ma possibile che noi uomini dobbiamo sempre ridurci così?
Ad maiora

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