La norma sulla libertà di libertà di riunione nella Costituzione russa è di una semplicità imbarazzante: “I cittadini della Federazione russa hanno il diritto di riunirsi pacificamente, senz’armi, di tenere riunioni, comizi e dimostrazioni, cortei e picchetti”.
Cita persino i picchetti l’articolo 31, tra le norme più violate dalla tirannide putiniana.
In questi anni sono stati talmente tanti i divieti alla libertà di riunirsi che le opposizioni hanno lanciato una campagna che ha preso il nome proprio dall’articolo costituzionale: Strategia 31.
Eppure.
Eppure la Duma ha approvato nella notte una legge (che ricorda quelle del Tulps fascista del 1931) che limita fortemente e ulteriormente il diritto a riunirsi liberamente. Con 241 sì e 147 no la Camera bassa russ ha approvato le norme che modificano de facto l’art.31 della Costituzione. Rendendolo ancora più vuoto. Ora la norma passerà per la ratifica al Senato, vera falange putiniana, non elettiva.
Da oggi in poi saranno ancora più pesanti le sanzioni verso chi organizza manifestazioni non autorizzate (la gran parte, in realtà).
La multa sale a 300mila rubli (7300 euro). Fino a ieri era di soli 2000 rubli (50 euro). Cifre che diverranno insostenibili per l’opposizione anti-Putin che si prepara a scendere in piazza martedì 12 giugno. Data nella quale in Russia si festeggia l’indipendenza. Evitate di andare in vacanza a Mosca in questi giorni. La paura delle manifestazioni dei cattivoni dell’opposizione ha spinto il – pauroso – regime putiniano a chiudere per 4 giorni 4 la Piazza Rossa: dall’8 al 12 giugno.
Ad maiora
I tibetani si danno fuoco? La Cina chiude le frontiere ai turisti
La Cina reagisce – a suo modo – all’ondata di suicidi politici di cittadini tibetani che ora si immolano anche nelle zone occupate dal regime comunista nel 1950.
Pechino ha chiuso il Tibet ai turisti.
La misura a seguito anche degli arresti di decine di tibetani.
Forse cercano in questo modo di evitare che si diano fuoco nella pubblica piazza.
Le immolazioni si sesseguono infatti anche a Lhasa.
Il tutto mentre il Dalai Lama sta per arrivare a Milano.
Ad maiora
L’Ucraina sconfitta dalla Turchia, mentre la Rada accoglie la nazionale russa parlando la sua lingua
L’Ucraina si prepara – a suo modo – agli Europei di calcio, al via tra pochi giorni.
La squadra che – insieme alla Polonia – li ospiterà, ieri ha perso 2-0 l’ultima amichevole con la Turchia (il mitico coach Oleh Blokhin ha dato la colpa a un’intossicazione alimentare). In gol Erkin e Pektemek. In campo l’indimenticato Shevchenko.
Intanto il parlamento ucraino (la Rada) ha approvato, in prima lettura, la legge che rende il russo la seconda lingua di stato.
Dura la reazione dell’opposizione che ha manifestato in piazza, dove ci sono stati scontri, fuori e dentro l’aula:
234 i voti a favore su 450 deputati. Il russo come lingua di stato era stata d’altronde una delle promesse elettorali del presidente (filo-russo e russofono) Viktor Yanukovich, accusato da sempre di pendere più dalla parte di Mosca che da quella di Bruxelles.
In Ucraina (soprattutto quella orientale, da cui proviene l’attuale presidente) tanti prediligono la lingua russa a quella ucraina. Anche perché qui è molto grande la comunità russa.
Intanto, mentre migliaia di tifosi si preparano a invadere le città ucraine (purtroppo anche a caccia di prostitute) nelle carceri del regime continua a essere detenuta Yulia Tymoshenko.
Per ora la mini-mobilitazione internazionale, non ha fatto cambiare atteggiamento a chi guida il paese.
Ad maiora
Borse di studio “Giorgio Ambrosoli” e “Giovanni Marra”
Ricevo dal Comune di Milano il comunicato relativo al bando per le borse di studio dedicate a Giorgio Ambrosoli e Giovanni Marra.
Le richieste vanno mandate entro il 15 giugno.
Ad maiora.
……………
I tre riconoscimenti ‘Giorgio Ambrosoli’, del valore di 5.163 euro ciascuno (al lordo delle ritenute di legge), sono destinati a giovani laureati o ricercatori che, nelle loro tesi discusse tra il 1° marzo 2011 e il 29 febbraio 2012, abbiano approfondito il tema “sempre più vitale per una Nazione libera e democratica” dell’etica applicata all’attività economica e, in particolare: i fenomeni di corruzione che inquinano la vita economica nella sfera pubblica e privata; il rapporto tra economia legale ed economia criminale anche di stampo mafioso; i rimedi atti a contrastare comportamenti criminosi, illegali e contrari all’etica.
Al bando ‘Giovanni Marra’, invece, che prevede tre premi da 5mila euro ciascuno (al lordo delle ritenute di legge), potranno partecipare ricercatori o neolaureati tra il 1° maggio 2011 e il 30 aprile 2012 con tesi sulle logiche e gli strumenti di responsabilità sociale nel settore pubblico, privato o nelle organizzazioni di privato sociale.
Le tesi saranno esaminate da una giuria appositamente nominata e premiate in una cerimonia pubblica a Palazzo Marino.
Le domande di partecipazione (corredate da una copia della tesi di laurea con un sommario di 100 righe) dovranno pervenire entro il 15 giugno 2012 al Comune di Milano (Gabinetto del Sindaco – Ufficio Affari legali, Incarichi e Nomine, piazza della Scala 2, 20121 Milano).
Copie integrali dei bandi sono pubblicate sull’Albo pretorio on line del Comune di Milano e sul sito www.comune.milano.it (Servizi on line – Area Bandi). Sono inoltre disponibili presso l’Ufficio Affari legali, Incarichi e Nomine del Gabinetto del Sindaco in piazza della Scala 2, o presso la sede dell’Urban Center in Galleria Vittorio Emanuele.
Annaviva esulta: Ivan Kostin è libero! Non sarà estradato in Russia
Annaviva ne era certa: non sussistevano motivi per estradare Ivan Kostin in Russia. L’imprenditore, accusato in madrepatria di approvazione indebita, era sicuramente uno dei numerosissimi cittadini russi finito nei guai solo perché inviso a qualche potentato locale.
Lo avevamo sostenuto a più riprese.
Intervistando Kostin a Roma, dove – dopo qualche mese a San Vittore – era agli arresti domiciliari, in attesa dell’estradizione:
Invitando la moglie e il giornalista Grigori Pasko a Milano il giorno della prima udienza di estradizione:
Già a marzo i giudici avevano chiedo un supplemento di informazioni alle autorità russe, non giudicando sufficienti le carte trasmesse da Mosca: difficile per chiunque credere che Ivan avesse portato via, dall’azienda fondata dal padre, centinaia di litri di cognac invecchiato per sostituirlo con quello giovane e lucrare (milioni di rubli) grazie a questa operazione, senza che nessuno se ne accorgesse.
Per Annaviva valeva lo stesso discorso, più in piccolo, che riguarda il prigioniero politico Mikhail Khodorkovskij: si contestano reati fiscali per nascondere motivi molto più abbietti.
Ora è arrivata la sentenza della Corte d’appello di Milano, chiamata a decidere sull’estradizione dato che Kostin, del tutto ignaro del mandato di cattura, era stato arrestato proprio a Milano, dove era venuto a seguire una fiera del vino; proveniva da Israele dove abitava da anni con moglie e figli e dove nessuna autorità aveva mai pensato di arrestarlo per rispedirlo in madre patria.
La Corte ha appena rigettato l’istanza di estradizione!
Kostin è ora libero anche se non potrà lasciare il paese prima di 15 giorni.
I giudici milanesi hanno negato che dietro la persecuzione giudiziaria ci fossero motivi politici. Certo, Ivan non è un “prigioniero politico”, ma bisognerebbe capire il contesto in cui nascono queste accuse, questi processi.
Un terzo delle persone in carcere in Russia ci finiscono per reati “economici”. E sono per lo più imprenditori e affaristi.
Comunque, la Corte d’appello milanese, pur non valutando la sussistenza di ragioni politiche, ha valutato insufficienti le prove prodotte per estradare Ivan in Russia.
Ora ci auguriamo che questi 15 giorni passimo in un soffio e che Ivam possa subito tornare in Israele ad abbracciare moglie e figli.
Così eviterà quel destino che Grigori Pasko (amico giornalista finito nelle celle del regime putiniano) prevede per i suoi connazionali nel bellissimo “Come sopravvivere alle prigioni in Russia” (Bollati Boringhieri, 2010): «Gli abitanti della Russia si dividono in due categorie: chi sta in galera e chi si prepara ad andarci».
Un libro che consiglio a tutti i giudici che valuteranno i prossimi casi di estradizione verso la Russia di Putin.
Ad maiora.
