Serata di Annaviva nel lodigiano.
Con Luca Bertoni e Marina Davydova.
Ore 21 alla sala conferenze del Comune di Tavazzano.
Vi aspettiamo.
Quando invito i miei studenti a guardare la tv del pomeriggio, non lo faccio per sadismo, ma perché spesso influenzano più l’opinione pubblico che il tg. E spesso anticipano i cambiamenti di umore. Ad esempio verso la Chiesa cattolica.
Oggi ospiti di Mara Venier c’erano due parenti di giovani vittime: Emanuela Orlandi ed Elisa Claps. I
Il fratello di Emanuela, Pietro (nella foto), ha raccontato la clamorosa manifestazione organizzata in Vaticano domenica scorsa, per chiedere verità e giustizia sulla giovane scomparsa 29 anni fa.
Il fratello di Elisa, Gildo, ha denunciato a sua volta i silenzi degli uomini della Curia. Sua sorella è stata trovata (assassinata nel 1993) nella Chiesa della Trinità di Potenza e la principale preoccupazione delle autorità ecclesiastiche sembra quella di riaprire la struttura alle funzioni religiose.
Due storie che si intrecciano e che raccontano da un lato il peso di mille misteri che ci portiamo dietro, ma dall’altro quella parte del paese che non abbassa mai la testa, che non si arrende. Nemmeno davanti al Papa.
Pietro Orlandi, commentando, il silenzio pontificio di domenica, si è detto certo che le loro istanze saranno accolte più in alto.
Le vicende della Orlandi e della Claps sono un cavallo di battaglia di Chi l’ha visto e di Federica Sciarelli. Vederli raccontati, senza filtri e freni, in diretta sul pomeriggio di Rai1 segnala che parte del sistema, politico-ecclesiale, si sta davvero sgretolando.
Ad maiora
Ps. Chissà se il maggiordomo ha fotocopiato anche qualche lettera su queste due vicende. Speriamo.
Chiarelettere risponde alle accuse di ricettazione per il libro di Nuzzi.
C’è chi fa il maggiordomo (sempre che sia lui – o solo lui – il colpevole), chi il giornalista.
Ecco il comunicato.
Ad maiora
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La casa editrice Chiarelettere in seguito alle polemiche suscitate dalla pubblicazione del libro “Sua Santità” di Gianluigi Nuzzi tiene a precisare che il suo autore, lungi dall’aver ricettato alcunché, ha svolto il suo dovere di giornalista portando a conoscenza della pubblica opinione documenti di interesse generale nel rispetto delle norme vigenti in Italia e in Europa.
Stupiscono pertanto alcune dichiarazioni tese a invitare il governo italiano ad appropriarsi di un ruolo che non gli compete in uno stato democratico e di conseguenza appaiono fuori luogo le interrogazioni parlamentari annunciate da alcuni esponenti del mondo politico dai quali, viceversa, ci si aspetterebbe una ferma presa di posizione in difesa della libertà di stampa.
Stupiscono altrettanto le continue accuse di ricettazione, evidentemente volte a diffamare la casa editrice e il suo autore, e in merito alle quali va ricordato che la Suprema Corte di Cassazione, anche con riferimento all’art. 21 della Costituzione, ha più volte escluso che la ricezione di documenti riservati, e in ipotesi sottratti da terzi al legittimo proprietario da parte di un giornalista, possa essere considerata reato.
Inoltre la Corte europea dei diritti dell’Uomo, in applicazione dell’art. 10 della Convenzione, ha più volte garantito e tutelato il diritto dei giornalisti di porre in circolazione notizie riservate o sottoposte a segreto, al punto da aver condannato Stati membri per la posizione assunta nei confronti di soggetti che avevano fatto il loro mestiere attingendo a fonti segrete o riservate.
Chiarelettere Editore
Questo il comunicato stampa dopo la presentazione (alla Camera) della richiesta di un Freedom of Information Act anche nel nostro paese.
Ad maiora
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L’”Iniziativa per un Freedom of Information Act in Italia” ha chiesto un incontro urgente con il Presidente del Consiglio Mario Monti. Nella conferenza stampa tenutasi oggi presso la della Camera dei Deputati, l’Iniziativa – che raggruppa 74 tra associazioni, giornalisti della carta stampata e del Web, giuristi e tecnici della pubblica amministrazione, politici, professori universitari e singoli cittadini – ha presentato in sede istituzionale la “domanda di trasparenza” che si manifesta fortemente in varie forme nell’opinione pubblica in tutto il Paese. L’Italia, di fatto, non prevede la totale trasparenza degli atti della pubblica amministrazione. Questa mancanza è un ostacolo al buon governo della cosa pubblica nel pieno della attuale crisi. Da qui l’urgenza di questa riforma a costo zero. L’Iniziativa ha lanciato un appello a tutti i cittadini e gruppi che potranno aderire attraverso il sito http://www.foia.it. Di seguito il testo dell’appello. Noi riteniamo che uno dei mali, e tra i più gravi, che colpisce la nostra Repubblica sia il cattivo rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, e l’attuale legislazione che fa della pubblica amministrazione un corpo separato e opaco. Riteniamo essenziale il riconoscimento del diritto di tutti di chiedere conto delle scelte e dei risultati del lavoro amministrativo, con una legge sul modello del Freedom of Information Act presente in moltissimi paesi democratici. Vogliamo quindi l’introduzione, anche nella disciplina italiana, dell’obbligo per la pubblica amministrazione di rendere trasparenti i propri atti. Consideriamo che un passo fondamentale sarebbe anche l’introduzione in Italia della Convenzione del Consiglio d’Europa del 18 giugno 2009 sul diritto di accesso ai documenti ufficiali, così da garantire «il diritto di ognuno, senza discriminazioni di alcun tipo, all’accesso, su semplice richiesta, dei documenti detenuti dalle pubbliche autorità». È fondamentale per uno stato democratico che – come è scritto nella stessa Convenzione – il cittadino si formi «una opinione sullo stato della società e sulle autorità pubbliche» e rafforzi «l’integrità, l’efficienza, l’efficacia e la responsabilità delle autorità pubbliche favorendo così l’affermazione della loro legittimità». Consapevoli che l’assenza di un rapporto paritario tra cittadino e pubblica amministrazione ha un peso crescente nel progressivo declino della nostra Repubblica, chiediamo che una nuova normativa in grado di garantire il diritto di accesso alle informazioni della pubblica amministrazione entri con urgenza nell’agenda governativa e parlamentare.
Oggi la conferenza stampa (a Roma) per il Foia anche in Italia.
Qui il comunicato della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), il sindacato dei giornalisti.
Ad maiora.
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Oggi, martedì 29 maggio alle ore 13, conferenza stampa alla Camera dei deputati per illustrare l’iniziativa “Freedom of Information Act anche in Italia”.
Sarà, infatti, presentata in sede istituzionale la richiesta di avere per legge, come in moltissimi paesi democratici, la totale trasparenza di tutti gli atti delle pubbliche amministrazioni.
Nonostante affermazioni di principio, nella realtà l’accesso alle informazioni e’ permesso solo a chi ha ‘un interesse personale e concreto’. Una norma attualmente in vigore afferma, addirittura, che tale accesso non può essere finalizzato ad un controllo delle attività amministrative. Il contrario di quanto serve per favorire un ‘buon governo’ della cosa pubblica.
L’‘Iniziativa’, attraverso il sito http://www.foia.it, si apre all’adesione e alla collaborazione di tutti, cittadini e associazioni.
Alle linee normative sta già lavorando un gruppo di giuristi e tecnici tra i quali Elena Aga Rossi, Gregorio Arena, Giulia Barrera, Enzo Cheli, Giuseppe Fiengo, Mariella Guercio, Pietro Ichino, Valerio Onida, Stefano Passigli, tutte personalità che fanno già parte dei settanta promotori dell’iniziativa.