Tibet

#Tibet Prima immolazione di dicembre

Nuova immolazione, la
novantunesima dal 2009, nella Cina occidentale, per protestare contro l’occupazione cinese del Tibet.
Sungdue Kyab, di soli 17
anni, si è dato fuoco ieri davanti al
monastero di Bora a Labrang, nella
provincia del Gansu.
Il ragazzo prima di darsi fuoco ha urlato slogan per chiedere il ritorno del Dalai Lama e la fine della occupazione cinese.
Secondo alcune fonti, sarebbe ancora vivo, ma in fin di vita, in un ospedale. Ai monaci buddisti è stato impedito di vederlo.
È la prima immolazione di dicembre.
Nel solo mese di novembre (e nel quasi silenzio generale) si sono tolti la vita per protesta 28 tibetani.
Sono 77 dall’inizio del 2012.
Ad maiora

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#FreeTibet Altri due ragazzi si immolano per protesta

Una giovane donna si data fuoco ieri in Cina occidentale, portando a 74 il numero di queste forme di protesta dal 2009.

Tenzin Dolma, questo il nome della ragazza di 23 anni, residente nel villaggio di Tsenmo Goge, nella provincia occidentale del Qinghai, si è immolata

nei pressi di un tempio, urlando slogan per il Tibet libero e per il ritorno del Dalai Lama. La donna è  morta sul colpo e si è data fuoco nell’area che ha visto più immolazioni in questi mesi.

Poche ore prima del sacrificio di Dolma, un ragazzo, Khambum Gyal di 18 anni (ma alcune notizie dicono ne abbia solo 14) si è dato fuoco ed è morto nella stessa contea di  Rebgong/Tongren davanti al monastero di Rongwo.  In seguito a questa forma di protesta estrema, l’area è stata isolata dal resto della Cina.

Dall’inizio di quest’anno, sono già 60 le immolazioni per la causa tibetana.

Qui la fonte:

http://www.rfa.org/english/news/tibet/rebgong-11152012130853.html

Questo invece il sito di Free Tibet: http://www.freetibet.org/

Ad maiora

I tibetani si danno fuoco? La Cina chiude le frontiere ai turisti

La Cina reagisce – a suo modo –  all’ondata di suicidi politici di cittadini tibetani che ora si immolano anche nelle zone occupate dal regime comunista nel 1950.

Pechino ha chiuso il Tibet ai turisti.

La misura a seguito anche degli arresti di decine di tibetani.

Forse cercano in questo modo di evitare che si diano fuoco nella pubblica piazza.

Le immolazioni si sesseguono infatti anche a Lhasa.

Il tutto mentre il Dalai Lama sta per arrivare a Milano.

Ad maiora

Cina, altre due immolazioni pro-Tibet

Altri due tibetani, due ragazzi di venti anni, si sono dati fuoco per denunciare la repressione cinese in Tibet. 

A confermarlo la Campagna Internazionale per il Tibet, organizzazione umanitaria con sede negli Stati Uniti:

http://www.savetibet.org/media-center/ict-news-reports/two-young-tibetan-men-self-immolate-together

L’immolazione a Barma, citta’ della Cina sud-occidentale. 

Sonam e Choephak Kyap, entrambi laici si sono dati fuoco davanti a un monastero invocando libertà per la loro terra.

Sale così a 35 il totale dei tibetani che dall’inizio del 2011 si sono immolati per protesta. Si tratta per lo più di monaci o monache buddhisti.

Proprio ieri a Lhasa, capitale del Tibet (occupato dalla Cina), le autorità filo-cinesi hanno pubblicamente elogiato 6.773 religiosi buddhisti collaborazionisti definiti “patriottici e rispettosi della legge”.