Martedì presentiamo a Milano il mio nuovo libro Anticorpi alla videocrazia.
Il 22 gennaio alle 21 verrà presentato allo Spazio Melampo con Martini e Paragone.
Non mancate!
Ad maiora
Comunicazioni
Tra una settimana il mio nuovo libro: “Anticorpi alla videocrazia”
Lo edita la Cavallotti University Press: http://www.cavallottiuniversitypress.it/libro_2.htmcopertina_Videocrazia
Lo presentiamo la sera di martedì 22 gennaio a Milano, allo Spazio Melampo, con Martini e Paragone: http://www.cavallottiuniversitypress.it/pdf/presentazione_Milano.pdf
E’ qualcosa di più di un manuale universitario.
Non essendo io saggio, qualcosa di meno di un “saggio”.
Leggetelo, se vi va.
Venite alla presentazione, se potete.
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A #Unimi un corso di aggiornamento sul giornalismo tv
Le iscrizioni entro il 21 gennaio: http://www.giornalismo.unimi.it/?q=corso-di-aggiornamento-video-digitale-e-giornalismo-tv
(Vi insegno anche io, se la cosa interessa)
C’è anche un corso di aggiornamento su norme e divieti per il web (ka scadenza qui è più ravvicinata):
http://www.giornalismo.unimi.it/?q=corso-di-aggiornamento-norme-e-divieti-del-web
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#GanGnam in #Greenpeace Style
Dopo il dissidente cinese Weiwei anche Greenpeace “usa” il tormentone del rapper sudcoreano Psy, per salvare gli oceani.
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La #tv e l’affondamento della #Costa #Concordia al centro di una tesi #unimi
Le aziende e i mass media nei momenti di crisi. Di questo si occupa la tesi di laurea magistrale di Marta Frosi che oggi viene discussa alla Statale di Milano (correlatrice la prof. Ilaria Cutica).
Un lavoro che ha analizzato la vicenda dai due punti di vista confliggenti: quello dell’azienda che cerca di sopravvivere a eventi eccezionali e imprevisti. E quello dei media, delle televisioni in particolare, che su quei momenti fanno invece ascolti, che hanno l’occasione per approfondire, o meglio spettacolarizzare gli eventi Spettacolarizzare è il verbo che meglio di ogni altro racconta il livello in cui dibatte la comunicazione televisiva italiana, impegnata a drammatizzare le notizie meteo – dimenticando i cambiamenti climatici – e a trasformare in “notizie” la maternità di Kate e Belen. Dimenticando (scientemente) fatti ben più rilevanti.
Marta Frosi nella sua tesi ha spiegato come un’azienda dovrebbe prepararsi di fronte alle emergenze creando uno staff che sappia che mosse fare nel momento del bisogno. Quando succedono eventi eccezionali infatti i giornalisti non hanno il tempo (né la voglia) di seguire i ritmi e le gerarchie aziendali. Quando la “muta” di cronisti si muove, è pronta a sbranare chiunque pur di portare a casa notizie e scoop o simil tali.
La Frosi nel suo lavoro analizza come l’ufficio stampa dovrebbe muoversi in quel contesto, utilizzando anche i nuovi sistemi comunicativi legati alla Rete che permettono anche di rivolgersi direttamente agli utenti.
Per poter valutare al meglio tale teoria, la tesi affronta il caso dell’affondamento della Costa Concordia, al largo del Giglio.
Una vicenda conosciuta in tutto il mondo (a bordo infatti erano ospitati passeggeri e personale proveniente da ogni dove) che ha causato, lo scorso 13 gennaio, 30 morti e due (tuttora) dispersi.
La tesi non affronta gli aspetti legali o tecnici. Ma semplicemente la reazione delle televisioni rispetto al semi-affondamento della nave da crociera e il comportamento dell’azienda, la Costa Crociere, che era ed è la principale compagnia europea del settore.
Sul fronte del media si avrà un picco di interesse iniziale seguito poi, inevitabilmente da un brusco calo di interesse. È interessante l’analisi su come l’informazione televisiva abbia influenzato l’opinione pubblica. Trovando, de facto, un unico capro espiatorio, il comandante Schettino (perfetto per questo ruolo, peraltro) lasciando in secondo piano la Costa. Che pur senza grandi sforzi (e con qualche errore, come interviste negate o le mancate informazioni sul sito) ha mantenuta intatta la propria immagine. Il bene più importante in questa era di Videocrazia.
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