Costa Concordia

Da Cicciolina alla Costa Concordia, mentre Thuram viene accusato di violenza domestica

CicciolinaQualche notizia “italiana” qua e là sui quotidiani stranieri online.
L’unico che questa mattina apre con un post sulla penisola è il Miami Herald che racconta dell’operazione per raddrizzare la Costa Concordia, che prenderà il via lunedì.
Il blog di Le Monde dedicato al Bel Paese dedica invece la sua attenzione al ritorno di Cicciolina.
Più interessante, a mio avviso, lo stop all’importazione di pollame e uova italiane deciso dalle autorità elvetiche per cercare di fermare l’aviaria. Ne riferisce il Corriere del Ticino.
Chiudo con le notizie sportive o che riguardano sportivi che abbiano legami con l’Italia. La prima, triste, concerne l’ex difensore di Parma e Juve Lilian Thuram accusato di violenza domestica. La storia sul calciatore (ambasciatore dell’Unicef) campeggia su Le Figaro.
Al Arabiya racconta invece la storia della relazione tra Aida Yespica e il calciatore (islamico) Özil.

Nella giornata di Inter-Juve chiudo con Palacio che trova spazio sull’argentina Nacion.

Ad maiora

La #tv e l’affondamento della #Costa #Concordia al centro di una tesi #unimi

Le aziende e i mass media nei momenti di crisi. Di questo si occupa la tesi di laurea magistrale di Marta Frosi che oggi viene discussa alla Statale di Milano (correlatrice la prof. Ilaria Cutica).
Un lavoro che ha analizzato la vicenda dai due punti di vista confliggenti: quello dell’azienda che cerca di sopravvivere a eventi eccezionali e imprevisti. E quello dei media, delle televisioni in particolare, che su quei momenti fanno invece ascolti, che hanno l’occasione per approfondire, o meglio spettacolarizzare gli eventi Spettacolarizzare è il verbo che meglio di ogni altro racconta il livello in cui dibatte la comunicazione televisiva italiana, impegnata a drammatizzare le notizie meteo – dimenticando i cambiamenti climatici – e a trasformare in “notizie” la maternità di Kate e Belen. Dimenticando (scientemente) fatti ben più rilevanti.
Marta Frosi nella sua tesi ha spiegato come un’azienda dovrebbe prepararsi di fronte alle emergenze creando uno staff che sappia che mosse fare nel momento del bisogno. Quando succedono eventi eccezionali infatti i giornalisti non hanno il tempo (né la voglia) di seguire i ritmi e le gerarchie aziendali. Quando la “muta” di cronisti si muove, è pronta a sbranare chiunque pur di portare a casa notizie e scoop o simil tali.
La Frosi nel suo lavoro analizza come l’ufficio stampa dovrebbe muoversi in quel contesto, utilizzando anche i nuovi sistemi comunicativi legati alla Rete che permettono anche di rivolgersi direttamente agli utenti.
Per poter valutare al meglio tale teoria, la tesi affronta il caso dell’affondamento della Costa Concordia, al largo del Giglio.
Una vicenda conosciuta in tutto il mondo (a bordo infatti erano ospitati passeggeri e personale proveniente da ogni dove) che ha causato, lo scorso 13 gennaio, 30 morti e due (tuttora) dispersi.
La tesi non affronta gli aspetti legali o tecnici. Ma semplicemente la reazione delle televisioni rispetto al semi-affondamento della nave da crociera e il comportamento dell’azienda, la Costa Crociere, che era ed è la principale compagnia europea del settore.
Sul fronte del media si avrà un picco di interesse iniziale seguito poi, inevitabilmente da un brusco calo di interesse. È interessante l’analisi su come l’informazione televisiva abbia influenzato l’opinione pubblica. Trovando, de facto, un unico capro espiatorio, il comandante Schettino (perfetto per questo ruolo, peraltro) lasciando in secondo piano la Costa. Che pur senza grandi sforzi (e con qualche errore, come interviste negate o le mancate informazioni sul sito) ha mantenuta intatta la propria immagine. Il bene più importante in questa era di Videocrazia.
Ad maiora

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Dalle Torri Gemelle alla Costa Concordia: impariamo a disobbedire

Sulla vicenda della Costa Concordia si sono spese già troppe parole.

Ne aggiungo poche anche io.

Solo per sottolineare che l’effetto Schettino eliminerà, per qualche tempo, dal nostro parlare, tutte le espressioni figurate “marinaresche”. Addio ad esempio a Essere sulla plancia di comando (cambieranno anche il titolo di Zack e e Cody?) o Tenere la barra a dritta.

Segno dei tempi.

Ma è la scena mandata in onda da Rainews che mi ha fatto venire in mente quanto successe alle Torri Gemelle.

Questo il video retwittato dal Tg3:

Inutile dire che chi, ubbidendo all’autorità (gli Schettino sono più diffusi di quanto si possa e si voglia ammettere) tornò in cabina (come la coppia in viaggio di nozze, messa in salvo dopo un giorno) ha rischiato la vita.

Il grande Eduardo Galeano ricorda un episodio forse secondario, ma certo istruttivo dell’attentato dell’11 settembre: “Pochi lo sanno, ma quando l’aereo ha investito la seconda Torre gli altoparlanti all’interno dell’edificio hanno iniziato a diffondere istruzioni per far tornare gli impiegati ai loro posti. Tutti avevano cominciato a correre giù per le scale, disperati, cercando di scappare, eppure gli altoparlanti hanno trasmesso l’ordine di tornare indietro … Beh, si sono salvati quelli che hanno disobbedito. Io credo che il punto sia qui: in un mondo alla rovescia, dove anche gli ordini sono dati alla rovescia. È indispensabile saper disobbedire. Sono ordini nemici della vita umana, della natura, dei valori più belli in cui possiamo credere. Dobbiamo imparare a disobbedire con astuzia, con abilità, per riuscire a scovare quelle piccole crepe a partire dalle quali è possibile scardinare il sistema”.

Imparare a disobbedire.

Per salvarsi dagli Schettino che ci circondano.

Ad maiora