Neppure il tempo di archiviare il successo per 3-1 sul Venezia e l’Atalanta è già tornata al lavoro. Giovedì alle 21 alla New Balance Arena arriva il Pafos per la prima giornata della League Phase di Conference League. Maurizio Sarri deve fare i conti con un’infermeria sempre affollata e soprattutto con il nuovo problema muscolare accusato da Giorgio Scalvini.
Il difensore, uscito anzitempo ieri, nella partita costata la panchina a Stroppa, ha riportato un risentimento al flessore della coscia sinistra. La società ha comunicato che nelle prossime ore sarà sottoposto ad accertamenti diagnostico-strumentali per stabilire l’entità dell’infortunio. Giovedì non sarà della partita.
Per gli altri infortunati, Isak Hien ha effettuato terapie e lavoro in palestra, mentre Kamaldeen Sulemana ha seguito un programma personalizzato tra campo e palestra. Soltanto terapie per Odilon Kossounou e Thomas Pompei.
Per i giocatori impiegati contro il Venezia la seduta di martedì mattina è stata dedicata al recupero. Gli altri hanno lavorato sul campo con torello, attivazione tecnica, esercitazioni sulle combinazioni offensive e una partitella finale sette contro sette su campo ridotto.
Domani sarà già vigilia europea. L’Atalanta si allenerà alle 16.15 al Centro Bortolotti di Zingonia, con i primi quindici minuti aperti ai giornalisti.
Anche a Cipro l’attenzione è rivolta alla sfida di Bergamo. Il Pafos di Ricardo Sá Pinto arriva all’appuntamento europeo forte soprattutto della propria organizzazione difensiva.
Nelle prime quattro partite del campionato cipriota ha subito soltanto due reti e ha mantenuto la porta inviolata anche nella Supercoppa contro l’Omonia. Un rendimento che rappresenta uno dei punti di forza della squadra.
Lo staff tecnico ha concentrato parte del lavoro sulla fase offensiva, cercando di migliorare la precisione nelle conclusioni e la capacità di trasformare le occasioni create.
Per la trasferta italiana sono attesi circa 350 sostenitori del Pafos. La squadra arriverà domani per allenarsi allo stadio di Bergamo.
Ad maiora