Quasi novemila tifosi per un allenamento: l’Atalanta riparte dall’abbraccio della sua gente

Quasi novemila persone. In un martedì sera di agosto, con un caldo soffocante, lo stadio di Bergamo si riempie per un semplice allenamento. Ma, in fondo, di semplice c’è ben poco. Per la Curva Pisani e per il popolo nerazzurro “Oltre il risultato” non è uno slogan, ma un modo di vivere l’Atalanta. Così, dopo il divieto di trasferta imposto per le amichevoli all’estero contro Feyenoord e Schalke, migliaia di tifosi scelgono di essere comunque vicini alla squadra, trasformando una seduta di lavoro in una serata di appartenenza.

La squadra di Maurizio Sarri svolge una vera seduta di allenamento, durata oltre un’ora, davanti ai propri sostenitori. Dagli spalti, però, arriva un’altra dimostrazione di attaccamento: la Curva Pisani accompagna ogni esercizio con cori continui, senza praticamente concedersi pause, proseguendo anche dopo il rientro dei giocatori negli spogliatoi.

Nel corso della serata vengono esposti anche due striscioni, entrambi con un messaggio preciso. Il primo è rivolto direttamente alla società: «Una tifoseria che se chiamata in causa ha sempre risposto presente. Riportate gli atalantini in mezzo alla loro gente». Il riferimento è alle quattro amichevoli estive: due disputate a Zingonia a porte chiuse e due all’estero senza la possibilità, per i tifosi nerazzurri, di seguire la squadra. Un richiamo a ricostruire quel rapporto diretto tra squadra e popolo atalantino che da sempre rappresenta uno dei punti di forza del club.

Il secondo striscione è dedicato a Cristian Raimondi: «Cristian, serietà, esperienza, atalantinità. Ti rivogliamo con la squadra sotto la curva della tua città». Un messaggio che va oltre il semplice affetto personale. Per la Curva, Raimondi rappresentava un punto di riferimento bergamasco all’interno della prima squadra, una figura capace di fare da ponte tra spogliatoio e tifoseria. La sua assenza viene percepita come la perdita di un interlocutore importante.

Il finale è quello che tutti aspettano. Terminato l’allenamento, squadra e staff si portano sotto la Curva Pisani. Dalla balconata parte il tradizionale “Forza Atalanta”, al quale migliaia di tifosi rispondono all’unisono. È uno dei riti più sentiti del tifo nerazzurro e chiude una serata che, per molti aspetti, rappresenta un primo momento di contatto tra il nuovo corso tecnico e il popolo atalantino.

A differenza di altre occasioni, però, non c’è una vera e propria presentazione. Nessuno prende il microfono: né Maurizio Sarri, né il capitano, né il presidente Percassi. L’unico gesto simbolico arriva dall’allenatore toscano, che si avvicina a un giovane tifoso per regalargli il proprio cappellino.

Resta comunque l’immagine più significativa della serata: quasi novemila persone sugli spalti per assistere a un allenamento e una squadra che, al termine della seduta, va a raccogliere l’abbraccio della propria Curva. Un legame che gli striscioni esposti hanno ricordato essere prezioso e che tutti, società, squadra e tifosi, si augurano possa rafforzarsi ulteriormente nel corso della stagione.

Ad maiora

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