Hanno sfidato pioggia e freddo. Iniziano così oggi molti articolo sulla Maratona milanese di ieri.
Scritti da chi non ha capito che, per chi corre, la sfida è con se stessi.
Stamattina, in diretta per Buongiorno regione, parlavo con Antonio La Torre (già allenatore del campione olimpico Brugnetti, ora allenatore degli allenatori e docente in Statale: http://www.scienzemotorie.unimi.it/Facolta/Personale/DocentiRicercatori/LATORRE-ANTONIO-85S_ITA_HTML.html) e con Antonio Ruzzo, collega de Il Giornale dove cura – per passione e perché maratoneta – un bel blog sulla corsa: http://blog.ilgiornale.it/ruzzo/).
Sarà sicuramente una moda quella del running, ma una moda salutare.
Le staffette alla Milan Marathon sono raddoppiate nel giro di un anno (con evidenti bug nell’organizzazione). Anche grazie al blocco del traffico. Precedentemente la maratona milanese infatti era nota in tutto il mondo (ed evitata per questo) perché i 42 km erano accompagnati da un ininterrotto suono di clacson.
Per chi si voglia cimentare, consiglio il libro che a mia volta mi è stato consigliato da un maratoneta. È una sorta di Bibbia zen: Murakami Haruki, L’arte di correre, Einaudi.
Ad maiora
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Matrimonio e pregiudizio
Ad Astrakhan la rivolta continua
I giornali italiani continuano a ignorare quel che succede ad Astrakhan.
Nella capitale del caviale si concentra da qualche giorno l’opposizione al putinismo.
Con meccanismi da rivoluzione arancione per contestare le elezioni comunali sono comparse le tende in piazza: http://www.csmonitor.com/World/Europe/2012/0412/After-election-setback-anti-Putin-opposition-takes-struggle-to-the-provinces
Qui si sono concentrati gli oppositori da tutte le Russie:
http://www.themoscowtimes.com/news/article/astrakhan-electrifies-the-opposition/456439.html
“Le persone sentono che ogni cambiamento è possibile”, dice Oleg Shein, candidato sconfitto che fa lo sciopero della fame da un mese:
Ad maiora
Domani a Buongiorno Regione la Broni-Mortara
Il terremoto aquilano e quel peso sul cuore
Oggi come allora avevo il turno di alba. E stamattina come tre anni fa, sentire la notizia del terremoto aquilano al Gr1 delle 5 mi ha dato un colpo al cuore.
Mano a mano che passarono le ore si capì la gravità di quell’onda tellurica. Diedi immediata disponibilità e, nel volgere di qualche giorno, partii verso l’Aquila insieme al collega e amico Ermanno Generali.
Oltre ai servizi per la Rai, da quel giorno partì in qualche modo questo blog. Queste le mie impressioni d’allora su Onna:
http://sites.google.com/site/andreariscassiit/le-foto-di-onna
Ci sono tornato con gli studenti di gironalismo in Abruzzo. Perché, dopo la violenza della natura, quella “umana” della mancata ricostruzione (ma anche del mancato allarme alla popolazione) è diventato un altro buco nero del nostro paese.
Mentre i giovani cronisti battevano in lungo e in largo l’Abruzzo, io andai a Sulmona per la presentazione di un libro che non ho mai dimenticato:
https://andreariscassi.wordpress.com/2010/12/18/morire-per-un-30-nel-paese-delle-veline/
In Abruzzo (perché è dal letame che nascono i fiori) ora ho molti amici.
Gli stessi a cui penso in questo 6 aprile.
Domandandomi ogni volta come fece qualcuno, quel giorno, a ridere.
E come hanno fatto, tanti altri, in questi anni a dormire sonni sereni.
Ad maiora
Ps. Quando in queste ore sento parlare di “terremoto nella Lega” mi vengono i brividi.
Ma non si può pensare prima di usare queste metafore??




