Magari a pochi importa qualcosa di quel che sta accadendo in Russia. Ma io insisto.
Il 6 maggio alla famosa Marcia dei Milioni (io ero lì a seguirla per questo blog) hanno arrestato un botto di gente (400 manifestanti).
La procura (non proprio indipendente rispetto al tiranno Putin) ha deciso di indagare sugli organizzatori della Marcia, finita con scontri tra manifestanti e forze speciali (gli Omon, tali di nome e di fatto).
Alcuni sono ancora al gabbio e quindi i dissidenti hanno organizzato varie forme di protesta.
L’ultima davvero pop con picchetti fatti da una sola persona.
In Russia (come d’altronde in Unione sovietica) non sono mai piaciuti gli eroi solitari, peggio se ironici.
E così per quelle proteste di tanti singoli cittadini, sono scattate le manette per 200. Tra loro anche i leader della protesta anti-putiniana.
In camera di sicurezza anche il blogger Navalny, il più votato nelle primarie delle opposizioni.
Poi sono stati tutti scarcerati.
Uno dei capi, Udaltsov (contro il quale si sono scatenate le TV del regime) è accusato quasi di tentativo golpe.
No, no.
Davvero un bel paese. Spero che anche il prossimo governo italiano faccia la politica estera della lingua in bocca con Putin. Perché c’è sempre da imparare.
Ad maiora
Serghei Udaltsov
L’opposizione russa in piazza oggi
Opposizione russa contro Putin e il suo regime in piazza oggi.
Malgrado le minacce, malgrado le perquisizioni di ieri.
Non dovrebbe partecipare uno dei leader anti-putiniani Serghei Udaltsov che proprio oggi, stranamente, verrà interrogato:
http://www.rferl.org/content/opposition-protest-moscow/24611192.html
È la prima manifestazione dopo l’insediamento di Putin al Cremlino.
Per seguirla sui social network questo è l’hashtag: #12июня
L’ultima, a maggio, si concluse con scontri con le forze dell’ordine e centinaia di arresti.
Ad maiora
#OccupyKremlin.Per Navalny e Udaltsov 15 giorni di cella
Il blogger Alexei Navalny e il leader del Fronte di Sinistra, Sergei Udaltsov, due
leader dell’opposizione russa, sono stati condannati a 15 giorni di carcere per aver disobbedito polizia durante le iniziative di protesta contro il presidente Vladimir Putin.
I due sono stati processati per “disobbedienza al ordini della polizia.
Sono stati arrestati all’alba di mercoledì, quarto giorno di proteste a Mosca.
Cinquanta persone sono state fermate nelle stesse manifestazioni, ha riferito
Navalny, aggiungendo che “molti di loro sono stati poi rilasciati”.
Nessuno di loro ha opposto resistenza.
Da domenica la polizia ha arrestato centinaia di persone dopo le proteste seguite alla Marcia dei milioni.
Non si sono infatti più fermate le iniziative di disobbedienza delle opposizioni che hanno organizzato una serie di manifestazioni non autorizzate intorno al Cremlino.
Chi manifesta dice che non sta compiendo alcun reato, dato che non viene pronunciato nessuno slogan politico o issato alcun manifesto. Sono solo pacifici e silenzioni sit-in o “camminate nella notte di Mosca”, come le ha definite Udaltsov.
Di quel che sta accadendo a Mosca e in Russia parleremo stasera, in un’iniziativa di Annaviva, con Denis BIlunov, uno dei leader di Solidarnost, partito d’opposizione a Putin.
Alle 21 alla Libreria popolare di via Tadino 18, a Milano.
A stasera!
#occupyKremlin Scarcerati tutti gli oppositori. Che sabato tornano in piazza
La polizia di Mosca ha rilasciato tutti i manifestanti (ben 250 persone) arrestati ieri durante le manifestazioni post-elettorali.
Gli oppositori sono stati infatti solo denunciati per mere violazioni amministrative.
Il movimento democratico non ha comunque intenzione di fare passi indietro.
Ci si prepara a una manifestazione di massa per sabato 10 marzo.
Ad annunciarlo, poco dopo essere stato scarcerato, Serghei Udaltsov, leader del Fronte di Sinistra.
L’idea è un corteo lungo il viale Kutuzovski, dal Parco della Vittoria al Novi Arbat, passando quindi davanti alla sede del governo, lungo l’arteria usata normalmente dal premier Putin e dal presidente Medvedev per spostarsi dalle loro residenze ai luoghi di lavoro.
Vedremo se sarà autorizzata e quali le reazioni del regime che, dopo mesi di tolleranza, sembra pensare a una fase bielorussa, con arresti di massa. L’immediata scarcerazione di tutti i fermati segnala comunque che le idee non sono ancora chiare.
Se si voleva spaventare il movimento, questi temporanei fermi di polizia credo non faranno altro che rafforzarlo. Lo scorso dicembre, i 15 giorni di cella di Navaly (che ieri dal cellulare di polizia ha continuato a scrivere tweet al vetriolo e scattare foto agli amici arrestati), ne hanno indubbiamente rafforzato l’immagine pubblica. E lo stesso discorso vale per Udaltsov.
Ad maiora
Ps. Vedo che i giornali di tutto il mondo (e i nostri non fanno eccezioni) danno grande risalto all’iniziativa di Medvedev per riaprire il caso Khodorkovskij.
A nessuno è venuta questa domanda: come mai, dopo quattro anni al Cremlino, si è occupato di questo caso a fine mandato?
A me sembra solo propaganda.


