Contestata dalle associazioni dei diritti umani e dal movimento LGBT è entrata in vigore oggi la legge omofobia approvata dal comune di San Pietroburgo:
http://tv.ibtimes.com/anti-gay-law-to-take-effect-in-russia-s-second-city-st-petersburg/4200.html
È stata lanciata una campagna internazionale di boicottaggio della città (che ha dato i natali a macho Putin).
Ad maiora
San Pietroburgo
Leggi omofobe a San Pietroburgo. La repressione del dissenso (video)
Visto che il sindaco di San Pietroburgo ha firmato la legge che considera reato “scrivere, parlare o discutere dell’omosessualità” (fatto di una gravittà inaudita da punire con un ammenda fino a un milione di rubli) ripubblichiamo questo video.
Mentre i politici discutevano in aula, un eroico militante esponeva un cartello con scritto: “Hitler ha cominciato con le leggi anti-gay”:
E’ stato arrestato.
San Pietroburgo, amministrata da Russia Unita, è la città di Vladimir Putin e Dmitri Medvedev.
Qui linvito a boicottare la città russa: http://cinemaglbtverona.blogspot.com/2012/03/boycott-st-petersbourg.html
Ad maiora
Il sindaco di San Pietroburgo firma la legge omofoba
E alla fine il simpatico sindaco di San Pietroburgo decide di firmare la leggi contro “la propaganda omosessuale”. Modo per nascondere un provvedimento davvero omofobo:
http://www.rferl.org/content/st_petersburg_homosexuality_law/24512104.html
Avanti così…
Per fortuna, come si vede dalla foto che accompagna questo post, la reazione non manca.
Non resteremo in silenzio: http://www.youtube.com/watch?v=Hmucr0l1wUA&feature=youtube_gdata_player
Ad maiora!!!
Putin irride l’opposizione. Che insiste: via il presidente della Commissione elettorale
Il primo ministro russo Vladimir Putin ha respinto le richieste di colloqui con i leader dell’opposizione che hanno portato decine di migliaia di persone in piazza per chiedere la fine del putinismo.
Vladimir Putin, incontrando i giornalisti, ha detto di non sapere cosa vogliano i manifestanti cui si è rivolto in modo – more solito – sprezzante: “Dovrebbero formulare una sorta di piattaforma comune e una posizione comune, in modo che sia possibile capire a cosa ambiscano”. “C’è una piattaforma comune? No. Chi è lì per parlare e di cosa?’.
Putin non è stupido. Sa che la sorta di Cln nato nelle piazze moscovite è estremamente eterogeneo e ha un punto principale di aggregazione: il desiderio che Putin torni nella sua dacia dove potrà esercitarsi nelle attività ginniche che preferisce.
La seconda richiesta collettiva delle opposizioni è quella di ripetere le elezioni politiche viziate da numerosi ed evidenti brogli. Occorrerebbe anche cambiare legge elettorale. Il porcellum russo è peggio che una porcata e, oltre allo sbarramento del 7%, impedisce aggregazioni prelettorali e di fatto la nascita di nuovi partiti.
Le opposizioni chiedono però soprattutto, in queste ore, una vittima simbolica, ossia la testa di chi guida la commissione elettorale:
http://www.tmnews.it/web/sezioni/nuovaeuropa/PN_20111224_00094_NE.shtml
Vladimir Churov, presidente della Commissione elettorale, è d’altronde un putiniano di ferro. Ha lavorato al Comune di Pietroburgo e poi con Vladimir Putin. E’ stato anche membro della Duma per il partito “liberale” di Zhirinovskij.
Essendo laureato in fisica, per poter nominare Churov a guidare la commissione elettorale, lo staff di Putin ha dovuto cambiare la norma che prevedeva una laurea in legge per ricoprire quell’incarico.
Putin sta d’altronde cercando di serrare le fila per arrivare indenne alle presidenziali di marzo quando spera di conquistare il terzo mandato (non consecutivo).
Churov, rimanendo al suo posto, potrebbe dare quell’aiutino che permetta al buon Vladimir di evitare un imbarazzante ballottaggio.
Ad maiora.
L’arresto di Nemtsov non ferma la Strategia 31
La polizia russa ha arrestato questo pomeriggio Boris Nemtsov, esponente di spicco dell’opposizione, durante una manifestazione di protesta a Mosca. Le forze di sicurezza hanno fermato anche altre persone che chiedevano un ‘Parlamento libero e aperto anche alle opposizioni’ e distribuendo volantini critici nei confronti di Putin. Decine di manifestanti hanno poi urlato lo slogan:’La Russia senza Putin’.
Ieri d’altronde il primo ministro era stato chiaro: manganellate a chi manifesta oggi in nome della libertà di riunione.
Ma chi è Boris Nemstov, diventato uno dei più critici oppositori del governo Putin? Nato a Soci nel 1959 da una famiglia ebraica venne battezzato dalla nonna, diventando ortodosso. Laureatosi in Fisica, guidò nel 1986 le manifestazioni di protesta contro il nucleare dopo la tragedia di Chernobyl. Attivo politicamente nella fine dell’Unione sovietica si schierò con Eltsin durante il fallito golpe, ottenendo in cambio la nomina a vice primo ministro tra il 1997 e il 1998. Liberale, nel 1999 è tra i fondatori dell’Unione delle forze di destra, partito politico che non otterrà mai grandi successi elettorali, forse anche per i brogli. Di quel movimento divenne anche il leader e partecipò alle trattative per la liberazione degli spettatori del Nord-Ost (insieme ad Anna Politkovskaja), poi risolto brutalmente dalle forze di sicurezza russe.
Nel 2004 Nemtsov si scava la fossa da solo con un appello alla maggioranza della Duma per evitare i rischi di una dittatura putiniana. Sostiene pure Yushenko nella sua rivoluzione arancione in Ucraina, divenendone consigliere economico. Scompare dalle scene televisive e politiche. Per ricomparire solo quando lo prelevano gli Omon.
L’arresto di oggi non è infatti il primo. Era già finito in cella nel 2007 sempre per quella che da noi si chiama “adunata sediziosa” (la stessa contestata agli ultrà di Alzano Lombardo).
È tra i primi firmatari dell’appello “Putin via di qui”.
Stasera in solidarietà con i democratici che a Mosca e San Pietroburgo ogni 31 del mese manifestano per il diritto alla libertà di riunione e di parola, Annaviva fa un presidio a Milano. Manifestazioni davanti alle ambasciate russe sono in corso in tutto il mondo.
Questo il blog russo che spiega la “strategia 31”:
Le persone arrestate oggi a Mosca sono 70 (settanta). Un nuovo record per la Russia di Putin.

