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#CiaoEzio. Le agenzie ricordano Ezio Trussoni

Le agenzie di stampa battono la notizia della scomparsa di Ezio

Ad maiora.

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(Omnimilano) Milano, 07 nov – “E’ stato al lavoro, in redazione, fino alla fine: Ezio Trussoni – sessantuno anni e da dieci anni alla guida della redazione della Tgr Lombardia – è morto all’improvviso, questa mattina, nella sua abitazione milanese”. lo comunica l’ufficio stampa Rai di Milano. Trussoni, in Rai dal 1978 e da tempo gravemente malato, non ha mai fatto mancare la sua presenza, la sua dedizione e la sua attenzione scrupolosa al tg e alle rubriche realizzate da quella che continuerà ad essere la “sua” redazione.

Una figura di riferimento – dice il Direttore della Tgr, Alessandro Casarin: “ha lavorato fino all’ultimo minuto. Un esempio per tutti noi di attaccamento alla vita e alla professione. lo ha fatto per sé, per la sua famiglia e per la redazione. e soprattutto per i giovani precari per i quali, mi ha ripetuto anche recentemente, vedeva un’azienda nuova dove tutti hanno una possibilità per farcela”.

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GIORNALISTI: E’ MORTO EZIO TRUSSONI

ERA RESPONSABILE DELLA TGR LOMBARDIA

(ANSA) – MILANO, 7 NOV – EZIO TRUSSONI, CAPO DELLA REDAZIONE

DEL TGR LOMBARDIA, E’ MORTO QUESTA MATTINA NELLA SUA ABITAZIONE

DI MILANO.

SESSANTUNO ANNI, IN RAI DAL 1978, DA DIECI ANNI ERA

RESPONSABILE DELLA REDAZIONE, DA TEMPO GRAVEMENTE MALATO, NON HA

MAI FATTO MANCARE LA SUA PRESENZA E ANCHE IERI HA PRESIEDUTO LA

RIUNIONE.

“UNA FIGURA DI RIFERIMENTO – DICE IL DIRETTORE DELLA TGR,

ALESSANDRO CASARIN -. HA LAVORATO FINO ALL’ULTIMO MINUTO. UN

ESEMPIO PER TUTTI NOI DI ATTACCAMENTO ALLA VITA E ALLA

PROFESSIONE. LO HA FATTO PER SE’, PER LA SUA FAMIGLIA E PER LA

REDAZIONE. E SOPRATTUTTO PER I GIOVANI PRECARI PER I QUALI, MI

HA RIPETUTO ANCHE RECENTEMENTE, VEDEVA UN’AZIENDA NUOVA DOVE

TUTTI HANNO UNA POSSIBILITA’ PER FARCELA”. (ANSA).

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GIORNALISTI: LUTTO IN REDAZIONE TGR LOMBARDIA, MORTO TRUSSONI =

Milano, 7 nov. – (Adnkronos) – E’ venuto a mancare questa

mattina, all’improvvso, nella sua abitazione di Milano Ezio Trussoni,

sessantuno anni e da dieci alla guida della redazione della Tgr

Lombardia. Ne da’ notizia la Rai, ricordando che , nonostante fosse da

tempo gravemente malato, “non ha mai fatto mancare la sua presenza, la

sua dedizione e la sua attenzione scrupolosa al Tg e alle rubriche

realizzate da quella che continuera’ ad essere la ‘sua’ redazione”.

“Una figura di riferimento” dice il direttore della Tgr,

Alessandro Casarin.”Ha lavorato fino all’ultimo minuto. Un esempio per

tutti noi di attaccamento alla vita e alla professione. Lo ha fatto

per se’, per la sua famiglia e per la redazione. E soprattutto per i

giovani precari per i quali, mi ha ripetuto anche recentemente, vedeva

un’azienda nuova dove tutti hanno una possibilita’ per farcela”.

La lezione di Ezio Trussoni

Non mi ricordo più la sua voce.
La Sla gliela aveva portata via da così tanto tempo.
Soffriva in silenzio.
Come i pesci.
Quando al raduno degli Alpini a Bergamo, nel 2010, si era messo a piangere non avevo capito il perché.
Lui sapeva invece che era l’inizio della fine.
Mi chiese di poter intervistare lui gli alpini di Aosta, dove sfilavano alcuni suoi amici, alcuni suoi ex commilitoni.
Poi, piano piano, ha perso la voce, ha smesso di camminare per i corridoi della Rai.
Ieri però era al tavolo della riunione di redazione.
Faceva una fatica assurda anche solo a scrivere il sommario. L’Ipad a volte parlava anche per lui.
Ma in un mondo sempre più veloce, è difficile stare al passo quando si è malati.
La nostra redazione, e di ciò va ringraziata la Rai (perché altrove l’avrebbero esodato dopo un minuto), ha vissuto per più di un anno con un capo il cui corpo andava ogni giorno spegnendosi.
Ora mi appresto ad andare in riunione di redazione.
La più difficile della mia vita.
Ad maiora

I funerali si svolgeranno domani 8 novembre alle 11 nella Chiesa di Santa Croce in via Sidoli.

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Ps. Per le condoglianze l’indirizzo è via Sismondi 6, 20133 MIlano. 20121107-091542.jpg

Ciao Ezio

Ciao Ezio.
Tu ho voluto un mare di bene.
Spero che dove sei ora tu possa di nuovo correre. E parlare.
RIP

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Una Tarantola per la Rai

Chi abbia letto “La tv che non c’è” di Gilberto Squizzato (minimum fax) sa di che tipo di governance avrebbe bisogno la Rai: esperti di comunicazione, lontani dalla spartizione politica.
Anna Maria Tarantola, vice d.g. di Bankitalia è sicuramente un tecnico, ma nella sua lunga carriera (partita in quel di Zorlesco, nel lodigiano, patria di Federico Bellin) manca qualunque contatto con tv o radio: http://qn.quotidiano.net/politica/2012/06/08/726210-anna-maria-tarantola-economista-guida-rai.shtml
Fino a questa mattina non c’era nemmeno una voce in Wikipedia. Ci sono invece, con quel nome disambiguo, film, romanzi e soprattutto ragni:
http://it.wikipedia.org/wiki/Tarantola

Qui comunque si trova un intervento (lombardo) della manager pubblica:

Immagino che un’economista verrà a fare tagli.
Una sola domanda mi verrebbe da fare a questo governo di tecnici random: ma perché non hanno messo un banchiere anche alla Difesa (anziché un ammiraglio)? Magari avrebbe fatto qualche pesante sforbiciata agli armamenti.
Ad maiora

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La copertina di Berlusconario

Berlusconario, non solo gaffe

Un volume dove vengono riassunte e pubblicate in fila, una dietro l’altra (assemblate per temi e commentate) tutte le frasi più rilevanti dell’attuale presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica italiana. “Berlusconario” è una sequela di gaffe (molte delle quali, a dire il vero volute) di SB. A curarlo per la casa editrice Melampo due giornalisti: Giovanni Belfiori e Giorgio Santelli.

Un volume che è interessante da leggere in questi giorni durante i quali si intravede la fine del ventennio berlusconiano (anche se il passaggio di consegne, temo, non sarà indolore). Una serie di frasi su cui si è costruito il mito berlusconiano e che ora – improvvisamente – sembra non riscuotere lo stesso successo di qualche anno fa. Ma si sa: molti italiani sono cortigiani, pronti a ridere alle battute dei potenti, capaci anche un istante dopo di sputargli in faccia una volta che il potente sia caduto a terra.

Nelle prime pagine del libro c’è una frase (tutt’altro che una gaffe) che il nostro pronunciò in Bulgaria il 18 aprile 2002: «Ho già avuto modo di dire che Santoro, Biagi e Luttazzi hanno fatto un uso della televisione pubblica, pagata con i soldi di tutti, criminoso; credo sia un preciso dovere della nuova dirigenza Rai di non permettere più che questo avvenga». Parole senza appello che portarono alla cacciata dei tre (anche se proprio in questi giorni gli allora dirigenti cercano di sminuire la portata di quell’editto).

Interessante, nell’anno del ritorno alla vittoria del Milan (vera grande macchina di propaganda: non a caso gli investimenti maggiori sono fatti con supposte e sperate finalità elettorali) alcune frasi che connotano bene i sentimenti di Berlusconi verso la sua squadra di calcio: «Il Papa è un uomo straordinario, ogni suo viaggio è come un gol. Ha la stessa idea vincente del mio Milan, che è poi l’idea di Dio: la vittoria del bene sul male». (30 marzo 1994); « Tutte le cose di cui mi occupo sono profane: ma il Milan è sacro» (27 luglio 1988). Ce ne è anche una che riassume due dei suoi grandi amori (o malattie a sentire l’ex moglie e i suoi amici):«Il Milan? È un affare di cuore, ma anche le belle donne costano». Una frase detta il 4 febbraio 1986 ma che l’ex presidente del Milan (è l’unica carica per cui abbia dovuto rinunciare in nome del conflitto d’interessi) avrebbe potuto pronunciare anche domenica scorsa mentre la maggioranza degli italiani votava e lui si riposava in Sardegna. Ma lui, come ebbe a dire il 13 luglio 2003 è «un galantuomo, una persona perbene,, un signore dalla moralità assoluta».

La bocciatura da parte degli elettori del legittimo impedimento, obbligherà il presidente del Consiglio a presenziare alle sedute dei numerosi processi in cui è incappato. Tanto da spingere ad affermare (9 ottobre 2009): « In assoluto il maggio perseguitato giudiziario della storia».

Le frasi roboanti sono sempre piaciute al nostro presidente. Capace di indignare persino uno come Vespa di fronte a questa affermazione: «Credo sinceramente di essere di gran lunga il miglior presidente del Consiglio che l’Italia abbia potuto avere nei 150 anni della sua storia.». (10 settembre 2009.)

Oltre a quelle sul Milan, per il sottoscritto, quelle più gustose sono le frasi relative alla Russia e alla Cecenia. La difesa berlusconiana dell’amico Putin è senza vergogna: «Voi comunisti non cambiate mai. Putin è fieramente anticomunista perché ha subito l’assedio di Stalingrado e ha avuto la famiglia sterminata» (23 dicembre 2006). Frase che spinge Belfiori e Santelli a precisare: «Peccato che l’assedio di Stalingrado avvenne nel 1942, Putin è nato nel 1952 e i suoi genitori sono sopravvissuti alla guerra. E soprattutto l’amico Putin fu agente segreto e dirigente del Kgb dal 1975 al 1991». In ogni caso l’assedio fu nazista e quindi semmai sarebbe diventato antifascista, antinazista.

Lascia invece senza parole, rileggere quanto Berlusconi disse il 7 novembre 2003, nella veste di Presidente di turno dell’Unione europea: «In Cecenia c’è stata un’attività terroristica che ha prodotto molti attentati anche nei confronti dei cittadini russi. Non c’è mai stata una risposta corrispondente da parte della Federazione russa che ha subito questi attentati senza nessuna reazione». (7 novembre 2003). Lo dice nella veste di Presidente di turno dell’Unione europea. Volutamente ignaro delle numerose sentenze europee sulle violazioni dei diritti umani commesse dall’esercito russo nel Caucaso.

Il libro, pieno di commenti sagaci, che sarebbe perfetto per l’Ipad. I numerosi riferimenti a youtube sarebbero fantastici se con un doppio tocco di indice si potesse vedere l’abbraccio tra Berlusconi e Bush (con tanto di crollo del palco) o la Regina inglese che lo rimprovera perché cerca di attirare, urlando Obamaaa, l’attenzione dell’attuale presidente americano. Non l’aveva ancora preso da parte per raccontargli la dittatura dei magistrati di sinistra in Italia. Ma questo sarà forse materia di altri libri. Magari digitali.

Ad maiora

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Giovanni Belfiori e Giorgio Santelli

Berlusconario

Melampo editore

Milano, 2010

Pagg. 232

Euro: 13

www.melampoeditore.it