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Mafia a Milano. Un cancro da estirpare

Dopo che molti, per anni, hanno nascosto la testa sotto la sabbia, ora finalmente sembra non sia più un tabù parlare di mafia nel nord Italia. Chi voglia scoprire la genesi delle infiltrazioni in quella che è la principale città padana (e nel suo hinterland), non può non leggere il lavoro di Mario Portanova, Giampiero Rossi e Franco Stefanoni che ha un titolo che non lascia dubbi: “Mafia a Milano” (Melampo). Il libro ha una bella introduzione di Nando dalla Chiesa, da sempre è impegnato su questi temi e ora alla guida della commissione antimafia decisa dal Comune di Milano (dopo che la precedente amministrazione aveva, diciamo così, glissato). Scrive Nando: «Negare l’esistenza – larga, radicata, influente – della mafia a Milano significa espellere il principio di verità dal proprio sistema di pensiero».

Sessant’anni di affari e delitti è il sottotitolo del volume che svela che – lungo le cinquecento pagine – non vengono analizzate solo le ultime vicende, ma si spiegano le origini delle infiltrazioni mafiose nell’ex capitale morale, la loro “resistibile ascesa”. Iniziata col domicilio coatto dei mafiosi al nord, i cui effetti vengono spiegati così dal giudice Cesare Terranova (poi assassinato dalla mafia): «Noi siciliani con questa misura del soggiorno obbligato abbiamo attuato una vera e propria esportazione di bacilli. Lanciare per l’Italia questi delinquenti ha significato fecondare zone ancora estranee al fenomeno mafioso».

Il volume si chiude con una bella citazione del pm Mario Venditti (che si è occupato più volte delle attività economiche della ‘ndrangheta al nord) che riassume un po’ tutto l’atteggiamento di quella zona grigia che non ha respinto quei bacilli, anzi si è a loro adeguata: «Gli imprenditori del nord devono stare attenti a non fare la fine della nobiltà terriera siciliana, che pensava di usare la mafia e invece ne è stata inghiottita».

Ci sono state, fin dai tempi di Epaminonda piccole guerre di mafia anche al nord (anche in Lombardia, dove gli affiliati sarebbero ventimila), ma niente a che vedere con quel che succede in certe aree del centro sud. Il perché lo spiega il sostituto procuratore Francesco Di Maggio: «La mafia ha tutto l’interesse a tenere tranquilla la piazza. La mafia può tollerare singole manifestazioni di criminalità, ma non consente situazioni eclatanti, perché Milano è la piazza finanziaria maggiore d’Italia e in questa città non ci deve essere, assolutamente, uno scontro aperto».

Per questo Rossi, Portanova e Stefanoni seguono principalmente la scia dei soldi, che arriva dallo spaccio di cocaina ed eroina (ora, complice la crisi, tornata di moda), dalla prostituzione ma che poi confluisce nel movimento terra e nei grandi cantieri di una regione che ha più gru che campanili. Di qui l’interesse di certi politicanti che, pur di farsi eleggere, si fanno sponsorizzare (o proteggere come è successo ad alcuni imprenditori poi divenuti famosi che si servivano di stallieri pregiudicati) da amici degli amici. Un quadro che ben conosciamo ma che spesso non viene imposto, ma accolto – da alcuni, costruttori e amministratori in primis – a braccia aperte. L’altro lato della medaglia lo spiega in modo sagace Agostino Abate, sostituto procuratore a Varese: «Non si possono avere i soldi della mafia senza avere anche la mafia». E i suoi sistemi. Saverio Morabito, killer pentito, spiega ai giudici: «Anche a Buccinasco e Corsico l’omertà è alla base di tutto, è una nozione fondamentale, uno deve avere la perspicacia di capire, intuire, ma mai fare una domanda specifica, perché altrimenti potrebbe apparire troppo curioso e le persone troppo curiose non piacciono a nessuno».

«Milano – spiega il consigliere Vincenzo Macrì nella relazione della Procura antimafia del 2009 –  è diventata la “capitale della ‘ndrangheta, quanto meno sotto il profilo economico e finanziario». Qui donne coraggiose come Lea Garofalo vengono rapite e sciolte nell’acido.

Eppure questa è una città che è stata ed è capace di reagire. Dai tempi di Giorgio Ambrosoli («una persona che se l’andava cercando» come elegantemente ha detto un amico di Sindona) fino a quelli odierni che vedono Libera molto attiva a Milano e in Lombardia. Associazioni antimafia e cittadini (le cui attività sono raccontate nella parte finale del libro) che sono il vero vaccino per sconfiggere, anche tra le nebbie del nord, il cancro mafioso.

Ad maiora

……………

Mario Portanova, Giampiero Rossi e Franco Stefanoni

Mafia a Milano

Melampo

Milano, 2011

Pagg. 491

Euro 18,50

Lux, il locale non c’è più ma la scritta è sempre lì

Un locale milanese è stato chiuso dall’autorità giudiziaria. Ma la vecchia insegna fa ancora bella mostra di sé.

Parliamo di Lux, poi Moscati, sequestrato dai giudici qualche mese fa:

https://andreariscassi.wordpress.com/2011/08/04/da-molina-a-lux-una-parabola-milanese/

La scritta del bar, in caratteri runici, con evidenti richiami a quella di “Dux” (Dux mea Lux si diceva d’altronde) è ancora lì all’angolo tra via Canonica e via Moscati. Tra una zona della movida e la China town milanese.

Il locale è ora in affitto.

Chissà se i nuovi proprietari toglieranno quel logo.

O se ci penserà qualun altro.

Ad maiora.

L’Anpi ricorda Giorgio Bocca, partigiano e giornalista

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo ricordo dell’Associazione nazionale partigiani d’Italia di Milano per Giorgio Bocca, morto ieri nella sua casa milanese (nella foto con un altro giornalista e partigiano, Enzo Biagi).

R.I.P.

Ad maiora.

………………

L’ANPI Provinciale di Milano si unisce al profondo dolore dei familiari, degli antifascisti, del giornalismo italiano e di tutto il mondo della cultura per la scomparsa di Giorgio Bocca, partigiano, giornalista, scrittore. 

Nativo di Cuneo e cresciuto in una famiglia della borghesia piemontese, nel 1943 Bocca decide di aderire, nella clandestinità, al Partito d’azione. A questa scelta lo induce l’esempio dell’amico Benedetto Dalmastro assai vicino a Tancredi “Duccio” Galimberti.

L’8 settembre, alla firma dell’armistizio, raggiunge con Dalmastro e un gruppo di compagni, dopo aver raccolto le armi abbandonate nelle caserme di Cuneo, la frazione Frise di Monterosso Grana. Nasce così il primo nucleo della locale banda partigiana di “Italia Libera”. Comandante di banda della formazione in Valle Maira, nella primavera del 1944 Bocca é inviato a stabilire le basi della Brigata Giustizia e Libertà “Rolando Besana” in Valle Varaita e ne diviene il comandante. Il 5 maggio 1944, con Benedetto Dalmastro, Luigi Ventre e Costanzo Picco partecipa a un incontro tra partigiani italiani e francesi organizzato il 12 maggio 1944 a Colle Sautron. All’incontro faranno seguito le intese politico-militari tra i due movimenti, stipulate  il 22 maggio e il 30 maggio 1944.

Nei primi giorni del 1945 Bocca è nominato comandante della decima divisione Langhe delle formazioni “Giustizia e Libertà”. Torna quindi in Val Maira, divenendo commissario politico della seconda Divisione “Giustizia e Libertà”. Tra le sue numerose azioni, si ricorda quella che tra il 12 e 13 aprile 1945 conduce alla cattura, nella cittadina di Busca, della compagnia controcarro della Divisione “Littorio” della Repubblica Sociale Italiana.

Per l’attività partigiana Giorgio Bocca riceve la Medaglia d’Argento al valor militare. Dopo la Liberazione, Bocca si avvia alla carriera di giornalista, dapprima a Torino, nel quotidiano di Giustizia e Libertà e quindi, a Milano, come redattore del settimanale “Europeo” e come corrispondente del quotidiano torinese “La Gazzetta del Popolo”.

Quando nasce “Il Giorno”, nel 1956, ne diviene inviato. Nel 1976 è tra i fondatori del quotidiano “la Repubblica”. Il suo è un giornalismo militante, che attraverso reportage, inchieste, commenti e interviste, si propone di denunciare i guasti della società italiana. La sua critica si accentua negli anni più recenti, forte di una scrittura semplice ma dura, concreta e aspra, di intensa comunicazione, sostenuta da un’alta moralità e da un legame mai interrotto con l’esperienza resistenziale.

I suoi articoli sono diventati, spesso, traccia e ossatura dei suoi numerosi libri, tra reportage, ricerca storica, pamphlet e autobiografia.

Lo ricorderemo sempre tra le figure di spicco del movimento partigiano e per essere  rimasto sempre coerente a quella sua fondamentale scelta di campo per la libertà e la democrazia maturata durante la Resistenza.

Una via per Anna Politkovskaja a Milano. Prosegue la sottoscrizione

La raccolta firme di Annaviva per chiedere al sindaco Pisapia e alla nuova amministrazione di Milano di dedicare una strada o una piazza della città che ospiterà l’Expo ad Anna Politkovskaja prosegue.

Pubblichiamo qui di seguito l’elenco dei firmatari (che procede verso quota 500) e invitiamo tutta firmare e a far firmare.

Ad maiora.

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VOGLIAMO UNA VIA PER ANNA POLITKOVSKAJA!

Milano nel 2015 sarà – grazie all’Expo – una vetrina internazionale.
La città che ha nel proprio gonfalone Sant’Ambrogio e che ha dato i natali a Manzoni e Beccaria ha l’occasione per non far dimenticare, oltre alla fame del mondo, il rispetto dei diritti umani e della libertà di stampa.
In questi anni, una figura più di altre, ha rappresentato a livello mondiale il giornalismo “dalla schiena dritta”: Anna Politkovskaja.
Per mettere a tacere la coraggiosa giornalista russa non sono bastate le minacce, gli arresti, gli avvelenamenti, i finti plotoni di esecuzione, l’isolamento.
5 anni fa, il 7 ottobre del 2006, è stata assassinata nel portone di casa sua. La giustizia russa sta tentando – pur tra molti tentennamenti – di trovare chi le abbia materialmente sparato. Mentre resta (e forse resterà) un fitto mistero sui mandanti.
“Io vedo tutto, questo è il problema” scriveva Anna Politkovskaja, uccisa solo perché voleva fare il suo mestiere: la giornalista.
Milano ha dedicato i propri giardini pubblici a Indro Montanelli, mentre ha platealmente mancato la consegna dell’Ambrogino d’oro a un altro dei suoi figli adottivi: Enzo Biagi.
Ora c’è un’occasione di riscatto.
Nel 2009, dopo una raccolta firme on line e una mobilitazione popolare (organizzate da Annaviva e Gariwo), Palazzo Marino ha dedicato ad Anna Politkovskaja un albero nel Giardino dei Giusti al Monte Stella. Altre città italiane hanno seguito questo esempio (da Brescia a Genova).
Oggi, noi firmatari di questo appello, chiediamo al Comune di Milano e al sindaco Pisapia di fare un passo in più, di mettere la città al pari di altre nel mondo, da Roma a Tbilisi, da Tolosa a Ferrara.
Dedicando ad Anna Politkovskaja una via o una piazza della comune che tra pochi anni ospiterà l’Esposizione universale.
Se davvero un vento nuovo soffia sulla “capitale morale”, crediamo che questa sia l’occasione giusta per dimostrarlo.
A tutto il mondo.

Per aderire, mandare una mail specificando nome, cognome e professione a questo indirizzo:
unaviaperanna@gmail.com

Dopo aver firmato, se vi va, fate girare l’appello!

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Valeria Abis, fotografa
Mattia Abdu Ismahil, consigliere zona 1
Franco Abruzzo, giornalista
Alessandro Achilli, dottorando
Domenico Affinito, vice presidente Rsf, Reporter senza frontiere Italia
Maurizio Agazzi, dirigente
Lucia Agrati, operatrice sociale
Claudio Aiolfi, geologo
Valentina Saverio Aiuola, imprenditrice
Marco Alberio, assistente di ricerca
Emanuela Alberti, insegnante
Elena Alberti Nulli, vignaiola e poeta
Alessandro Aleotti
Marta Allevato, giornalista
Giuseppe Amoroso
Sara Anderlini, impiegata
Andrea Andreoli, consulente
Gaia Anodal, studentessa
Maria Serena Antonielli, impiegata
Laura Aprati, giornalista e autrice televisiva
Christian Aprile, impiegato
Hossein Arbabi, imprenditore
Marco Ardemagni, autore e conduttore radiofonico
Sebastiano Arilotta
Francesca Armoire, casalinga
Ernesto Asei Conti, libero pensatore
Associazione Mondo in Cammino Veneto
Alessandra Attianese, Insegnante
Paolo Avallone
Domenico Avolio, imprenditore
Paola Bacchiddu, giornalista
Emanuele Baciocchi, libero professionista
Patrizia Balzanelli, autrice radiotv e teatro
Fernanda Agnese Balzaretti, libraia
Rosario Bampini, dipendente
Maurizio Barabani, libero professionista
Valentina Barbieri, impiegata
Emanuele Bartoli
Siro Bassani, head hunter
Adriana Bassi, pensionata
Erika Battaglia, funzionario
Marina Bedoni, economista
Sonia Bekdemirian
Giampiero Bellardi, giornalista
Guido Belli, giornalista
Federica Bellin, operatore tv
Luciano Belli Paci, avvocato
Daniela Bellomo, dirigente
Alberto Belloni, giornalista
Fabio Benati, giornalista
Lani Rachele Beobilla, casalinga
Ivan Berni, giornalista
Monica Berno, libero professionista (Editoria)
Rita Bertol, insegnante
Luca Bertoni, ingegnere
Niccolò Bertorelle, studente
Edgardo Bertulli, pensionato
Giovanni Bertuola, pensionato
Valentina Bertuola, impiegata
Bice Biagi, giornalista
Sara Bicchierini, giornalista
Maria Chiara Bianchinotti, studentessa universitaria
Laura Biffi, giornalista
Francesca Bignami, impiegata
Paolo Biscottini, direttore Museo Diocesano
Paolo Bizzarri, tecnico Rai
Oriana Boldrin, insegnante
Massimo Bonfatti
Andrea Bosco, giornalista
Edoardo Bossi, operatore tv
Monia Bitto, studentessa
Silvia Borsari, autrice e filmmaker
Umberto Braccilli, giornalista
Sara Bragonzi, giornalista
Simona Brambilla, giornalista pubblicista e studentessa
Silvia Branca, insegnante
Barbara Breyhan, danzatrice
Brescia per Passione
Massimo Bricchi, agente assicurativo
Fulvio Bruschetti
Paola Busto, giornalista
Lina Butti, avvocato
Giuseppe Cabini, architetto
Vito Cafaro, politico
Stefano Cagno, psichiatra
Anna Caizzi, pensionata Regione Lombardia
Sergio Calabrese, giornalista
Francesco Cambiè
Massimo Campanella, impiegato
Barbara Campelli, impiegata
Vincenzo Campo, giornalista
Orlando Amedeo Cangià, pensionato
Alessandro Cantale
Nicoletta Cantoni, impiegata
Alessandro Capone, imprenditore
Marco Cappato, radicale, consigliere comunale di Milano
Flora Cappelluti, giornalista
Lucia Capuzzi, giornalista
Rosario Carbone, agente di commercio
Stefano Carluccio, direttore responsabile di Avanti!
Sabrina Carollo, giornalista
Irene Casali, impiegata
Maria Grazia Casali, archivista
Sergio Casartelli, Presidente onorario Avis Milano
Flavia Casella, giornalista
Marzia Casella, impiegata amministrativa
Milvia Casi, imprenditore
Andrea Cassano, impiegato
Elisabetta Cassina, impiegata
Laura Castelletti, consigliere comunale di Brescia
Federico Cattaneo, operatore di ripresa
Ida Cattaneo, libera
Liliana Cattaruzza, impiegata Ata, scuola pubblica precaria
Giulio Cavalli, autore, scrittore, consigliere regionale
Massimo Cavenago, impiegato
Giovanni Cazzulani, pensionato
Matteo Cazzulani, giornalista Free-lance
Sante Cecchi, pensionato
Laura Censi, pubblicista
Sara Centenari, giornalista
Ugo Centi
Alberto Cerantola, impiegato
Leonardo Cereda, libero professionista
Massimo Ceresa, impiegato
Emilia Cestelli, organizzazione eventi culturali
Carlo Chierico, dirigente
Ennio Chiodi, giornalista
Federica Cipolat Mis, assistente Console
Benedetta Collura, product manager
Dario Colombo, giornalista
Elena Colombo, redattrice
Giovanni Cominelli, esperto di politiche educative
Gloria Condorelli, impiegata
Camilla Conti, giornalista
Fausta Copeta, pensionata
Fabio Corgiolu, ecologista metropolitano milanese
Gregorio Corigliano, presidente Circolo della stampa di Cosenza
Andrea Corini, produzioni multimediali
Alex Corlazzoli, giornalista e insegnante
Paola Corna Pellegrini, direttore generale, Ceo di Mondial Assistance Italia
Luisa Corradi, pensionata
Stefano Corradino, direttore Articolo 21
Roberta Cortese, artista
Fiorello Cortiana, impiegato
Marco Cosenza, giornalista
Paolo Costa, dirigente
Stefano Costa, portavoce dei Verdi di Milano
Bobo Craxi, già Sottosegretario agli Esteri
Chiara Cremonesi, Consigliere Regionale della Lombardia
Critica Sociale e Avanti!
Marco Curatolo, giornalista
Sara Cusatelli Lener, giornalista
Maria Giusy D’Anna, insegnante
Bruno Dapei, informatico, presidente del Consiglio Provinciale di Milano
Mikail Davydov, pensionato
Marina Davydova, impiegata
Olga Davydova, giornalista
Luisella Daziano, giornalista
Maurizio Decollanz, caporedattore Telereporter
Bruno De Domenico
Elena Delbò, libera professionista
Antonella Del Giacco, libraia
Paolo Della Sala, giornalista
Desiree Della Volta, giornalista freelance
Giorgio Del Mare
Gianni Del Pero, geologo
Daniele De Luca, giornalista
Lorenza Delucchi, redattrice on line
Martina De Santis, attrice
Caterina Desiato, laureanda in Scienze della Comunicazione e dell’Informazione
Giuliana De Vivo, praticante giornalista
Paolo De Vita, impiegato
Margherita De Vizzi, psicologa
Rosaria Di Cosmo, impiegata Rai
Catia Di Luigi, giornalista
Anna Di Mitolo, consulente sistemi di gestione qualità
Augusto Di Pietro, pensionato
Anna Maria Disanza, lavoratrice autonoma
Patrizia Dolcimele, dirigente pubblica amministrazione
Annalisa D’Orazio, impiegata
Max D’Ospina, operaio
Antonio Duva, giornalista
Michele Ercelli, produttore Rai
Fausto Facheris, impiegato Enel
Paola Fantini, coach
Maria Cecilia Fedrizzi
Roberto Felace, impiegato
Grazia Fellini, giornalista addetta stampa
Raffaele Ferrara, quadro, consulente informatico
Chiara M. Ferrari, ricercatrice
Pietro Ferrari, impiegato
Barbara Filini, responsabile comunicazione
Sandro Fioravanti, giornalista
Sara Fiorella, psicologa
Giulia Floris, giornalista
Marie Angelo Fontanella
Valentina Forges, libera professionista
Giorgio Fornoni, reporter
Paola Fragnito, architetto
Michele Franzini, musicista
Andrea Frattani, amministratore immobiliare
Lorenzo Frigerio, giornalista
Ornella Furlani, psicologa
Liela Gagni, impiegata
Alessandra Galaschi, impiegata
Paola Galimberti, addetta stampa
Eugenio Galli, impiegato e ciclista
Mirella Galli, direttore finanziario
Stefano Gallizzi, vice presidente Ordine dei Giornalisti della Lombardia
Barbara Galmuzzi, impiegata
Ezio Galmuzzi, pensionato
Giacomo Gatti, regista
Gianfranco Gentile, impiegato
Alberto Gervasio, insegnante
Anna Gervasoni, docente universitario
Andrea Gessner, imprenditore
Loredana Ghilardotti, impiegata
Camilla Ghirardato, giornalista
Sebastiano Gibilisco, ingegnere
Linda Gilli, imprenditore
Monica Gioia, studentessa
Oriana Giorgino, impiegata a scuola
Anna Giudici, impiegata
Maria Chiara Giudici, pensionata
Alessandra Gilardini, editor e science writer
Giorgio Gilli, pensionato
Vittorio Giorgino, bancario
Laura Giovannetti, impiegata
Giuliana Godenigo, pensionata
Sebastiano Grasso, giornalista
Silvia Grecuccio, Advertising Producer Sipra
Roberto Grillo, commerciante
Vanessa Gritti, filosofa
Stefania Grimoldi, giornalista
Monique Hemsi, giornalista
Yuliya Honcharova, impiegata
Silvia Ilari, redattrice e addetta stampa
Tullio Ilaria, libero professionista
Paolo Ilaria, imprenditore
Giuseppe Imberti, dirigente cooperativa sociale
Massimiliano Innocenti
Roger King, revisore contabile
Mauro Kob
Manuela Kovacs, architetto
Roberto La Lampa, dottore commercialista, revisore contabile
Camilla Languzzi
David Lani, impiegato
Angelo Lannuti, biologo
Claudio Lanza, funzionario Rai
Simone Laviola, studente
Fernando Launi, impiegato tecnico
Horia-Victor Lefter, Free-lance
John Leins, impiegato
Claudio Lenzi, giornalista
Carmela Leone, insegnante in pensione
Maria Leone, insegnante in pensione
Concezio Leonzi, musicista
Luca Levati, giornalista
Marco Libelli, giornalista
Emanuela Libralon, impiegata
Domenico Logozzo, giornalista
Marlene Lombardo, uffici stampa solidali
Stefano Losurdo, segretario AGIS Lombardia
Stefano Lovallo, impiegato
Franco Maggi, dirigente comunicazione
Gianluca Maggiacomo, giornalista praticante
Luisa Mai, insegnante
Luciano Mayer, pensionato
Marco Mancinelli, giornalista
Eva Manetti, impiegata
Barbara Mantellini, medico psicoterapeuta
Silvia Mantovani, disoccupata
Luigi Marafante, imprenditore
Carlotta Mariani, giornalista
Franca Martinelli, pensionata
Umberto Martini, giornalista
Stefania Maso, libero professionista
Sara Massone, impiegata in Hotel
Marta Matteini, giornalista e traduttrice
Alberto Mattioli, dirigente d’azienda, già vicepresidente Provincia di Milano
Francesco Matteuzzi, giornalista e sceneggiatore
Annalisa Mauriello, dipendente pubblico
Prof. Luca Meldolesi, Università Federico II Napoli
Federica Melocchi, impiegata
Camilla Mengolini, studentessa
Giulia Mengolini, studentessa
Alessandra Mezzenzana, quadro direttivo
Sergio Mezzanzanica, giornalista
Elena Milani, programmista regista Rai
Rosella Milesi Saraval, imprenditrice sociale
Vito Modugno, pubblicitario
Alberto Moioli, giornalista
Marie Moise, studentessa lavoratrice
Marco Molgora, studente
Antonio Monaco, editore
Nicoletta Moncalero, mamma e giornalista
Pretty Monehatr, ostetrica
Carlo Montalbetti
Antonio Romeo Montedoro, studente e uomo libero, schiavo di nessuno
Flavia Mosca, giornalista
Irene Mossa, psicologa
Lucia Mossa, studentessa
Giovanna Muscetti, giornalista
Claudia Musicco, libero professionista
Daniele Nahum, Vice Presidente della Comunità ebraica di Milano
Sergio Nannicola, artista e docente presso l’Accademia di Belle Arti di Milano
Mina Negri, montatrice Rai
Nicoletta Negri, ex insegnante/bibliotecaria in pensione
Roberto Nicolick, scrittore e saggista pubblicista su Il Giornale
Gabriele Nissim, scrittore e presidente di Gariwo, la Foresta dei Giusti
Maso Notarianni, giornalista
Giancarlo Occhino, libero professionista
Fabrizio Onida
Bruna Orlandi, insegnante, fotografa
Alessandro Orlando, giornalista
Elisa Orlandotti, impiegata e giornalista
Alessio Orsingher, giornalista
Virginia Osini, traduttrice
Fabrizio Ossino, libero disoccupato laureato
Anna Pacchiani, impiegata
Giancarlo Pagliarini, dottore commercialista
Pusant Tommaso Vittorio Pagliarini, attore
Milena Pagliaro, giornalista
Rosa Palona, impiegata studente
Valeria Palumbo, caporedattore centrale L’Europeo
Sergio Panucci, architetto
Pierluigi Panza, giornalista
Giangiacomo Papa, impiegato
Vincenzo Papiro, artigiano
Cristiana Pascuto, biostatistica
Erica Pasotti, fisioterapista
Barbara Pastorino, commessa
Andrea Paternostro, giornalista
Umberta Pellizzetti, Capoeira
Anna Pennacchioni, organizzatrice di eventi
Gloria Piana, bibliotecaria
Daria Piccotti, studentessa
Massimo Pichini, commercialista
Ottavia Piccolo, attrice
Beniamino A. Piccone, professore universitario e private banker
Silvia Pietroboni, studente
Rosario Pipolo, giornalista
Andrea Pisciotti, impiegato
Francesca Pontiroli, scientific consultant
Giuliana Ponzio, impiegata
Ermanno Pozzoni, pensionato
Giuliano Prandini, pensionato
Alessandro Prioni, studente
Caterina Proietti, giornalista
Giacomo Properzj, pensionato
Giuseppe Proverbio, impiegato
Ulianova Radice, direttore di Gariwo, la Foresta dei Giusti
Franca Rame, attrice
Novella Reginato, pensionata
Roberto Repossi, dirigente terzo settore e consigliere zona 5 di Milano
Ambrogio Restelli, pensionato
Luca Rinaldi, giornalista e blogger
Andrea Riscassi, giornalista
Alessandro Robecchi, giornalista
Giovanni Rodella, fotografo
Davide Romano, portavoce sinagoga di Beth Shlomo
Patrizia Romano, avvocato
Stefania Romano, studentessa
Stefano Romiti, dottore commercialista
Rui Rosester
Claudio Rossoni
Giampiero Rossi, giornalista
Lorenzo Rossi, studente
Enrico Rotondi, giornalista Rai
Maura Rovisi, pensionata
Roberto Rubino, commerciante
Consolata Sacchinelli, studentessa
Giuseppe Sala, Amministratore delegato della Società Expo 2015 S.p.A
David Saltuari
Sabrina Sanò, managing director
Danuta Sandomierska, impiegata
Maria Santoni
Agnese Santucci, psicopedagogista
Stefano Saoncella
Micol Sarfatti, giornalista
Cristina Laura Sartorio, impiegata
Lucia Schillaci, speaker radiofonia
Giorgio Sebastiani, freelance
Cinzia Secchi, filmmaker
Liliana Selo, docente di Scuola primaria
Paolo Semeraro
Serena Semprini, impiegata
Michela Sfondrini, libraia
Generoso Simeone, giornalista
Chiara Smurra, impiegata
Francesca Smurra, dipendente
Irene Soave, giornalista
Gabriele Sola, consigliere regionale Lombardia, Italia dei Valori
Paola Sommariva
Mario Spagnol, pensionato
Beatrice Spallaccia, studentessa
Renata Sparacio, pensionata
Roberto Spinelli, impiegato
Giovanni Spinicchia, formazione in arte
Isidoro Spirolazzi
Franco Sprecacenere, pensionato
Prof.sa Nicoletta Stame, Università La Sapienza Roma
Irene Stracuzzi, giornalista
Antonella Straullo, stilista
Lorenzo Strik Leavers, insegnante universitario
Ivano Tajetti, poeta contadino
Micaela Taverna, casalinga
Roberta Tenca, studentessa
Andrea Tessadori, manager
Daniele Tiano, video editor
Laura Todeschini, pensionata
Roberto Togna
Carlo Tognoli, giornalista, sindaco di Milano dal 1976 al 1986
Flavio Tranquillo, giornalista
Cristina Triola, digital strategist
Daniele Troilo, giornalista
Laura Tussi, giornalista
Sara Urban, attrice
Ivan Vadori, giornalista
Valeria Valeriano, giornalista
Carlo Bruno Vanetti
Saverio Vasta, medico
Massimo Vecchi, impiegato
Elena Venini, impiegata
Liliana Ventura, insegnante di danza classica
Paola Vincenzi, insegnante
Vincenzo Viola, insegnante
Stefania Viotti, consulente
Alessandro Vitale, docente, Università degli Studi di Milano
Marco Vitale, economista
Daniela Vitali, impiegata
Luigi Vitali, avvocato
Stefania Viti, giornalista
Patrizia Zambrini, ex insegnante
Federica Zampese
Pietro Zampillo, pensionato
Mariella Zanetti, sceneggiatrice
Annamaria Zanoncelli Mantovani, doppiatrice
Ivan Zanoni, ricercatore universitario
Daniele Zuffanti, dipendente Comune di Milano
Federico Zurzolo, giornalista

Domattina a Buongiorno Regione servizio su Fabio Treves

Un concerto natalizio a Milano (Spazio Teatro 89, molto bello) è stata l’occasione per un intervista sulla lunga carriera del mitico Fabio Treves, il puma di Lambrate.

Andrà in onda domattina su Rai Tre (in Lombardia).

Questo un piccolo assaggio, col back stage…

http://youtu.be/K5uYOkX7GfM

Ad maiora.