Anche prostitute e poveri hanno contribuito alla nascita del Duomo di Milano la cui storia viene celebrata con una mostra che la Compagnia delle opere ha organizzato al Meeting di Rimini. Il tema dell’annuale incontro di Cl è il rapporto dell’uomo con l’infinito, tema nel quale la cattedrale milanese riveste una sua forza simbolica.
Il Duomo ha rappresentato un volano anche economico per la città di Milano, diventandone il simbolo. Basti pensare che per risolvere i problemi di trasporto del marmo dalle cave di Candoglia (sul Lago Maggiore) a Milano fu chiamato Leonardo da Vinci
Da gennaio la mostra sul Duomo di Milano, Ad Usum Fabrica (da cui, non essendo le merci tassate, deriverà il termine popolare “a ufo”) diventerà itinerante, girando per l’Italia.
Ad maiora
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#Meeting. Lavori in corso
Bagni di folla per non far dimenticare Haiti
“Ci sono tantissime persone che hanno fatto ben più di me”. Quando dice queste parole, Fiammetta Cappellini, responsabile dell’ong Avsi ad Haiti, e’ sincera. Nelle prime ore dopo il devastante terremoto che ha provocato 230 mila morti e quasi un milione di senza casa, l’avevo intervistata via Skype: aveva quella sana ritrosia bergamasca verso noi giornalisti. Poi arrivo’ a Port au Prince il Tg1 e mando’ in onda le immagini di Fiammetta che, in lacrime, rimandava – via aereo – in Italia il suo piccolo bambino. Aveva scelto di continuare ad aiutare i più bisognosi. Una scelta che la mise al centro della scena, che fece percepire a milioni di persone il ruolo complesso dei cooperanti. La tv, per una volta utile, facendo vedere la tragedia haitiana con gli occhi di questa giovane donna italiana, permise a tutti di immedesimarsi con la tragedia. Non e’ successo ad esempio con il Pakistan, che pure e’ lontano quanto Haiti (ma il regime di Islamabad “paga” anche il suo essere islamico e non anti-talebano).
Oggi davanti a una platea sterminata qui al Meeting di Rimini, Fiammetta ha spiegato quanti hanno criticato la sua scelta di separarsi dal figlio per aiutare i figli degli altri. Ricordando che per lei, che si professa cristiana, tutti i bambini sono suoi figli e facendo presente che il suo Alessandro aveva una possibilità di scelta, una via di fuga. I bambini haitiani, purtroppo, no.
Ora Fiammetta ha riportato ad Haiti il figlio perché crede che l’isola si risolleverà, perché e’ convinta che la tragedia possa essere un’opportunità per uno Stato orgoglioso, già poverissimo prima del terremoto. Ma gli aiuti dovranno continuare ad arrivare, non potranno cessare solo perché si sono spente le telecamere dei tg e gli articoli sui giornali.
Per questo la Cappellini, vincendo la timidezza, fa questi bagni di folla e si sottopone a una serie di interviste tutte uguali. Ma sono certo che non vede l’ora di tornare a lavorare ad Haiti.

