Ivan

2010, Ivan batte la figa

The stats helper monkeys at WordPress.com mulled over how this blog did in 2010, and here’s a high level summary of its overall blog health:

Healthy blog!

The Blog-Health-o-Meter™ reads Wow.

Crunchy numbers

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About 3 million people visit the Taj Mahal every year. This blog was viewed about 43,000 times in 2010. If it were the Taj Mahal, it would take about 5 days for that many people to see it.

In 2010, there were 340 new posts, growing the total archive of this blog to 345 posts. There were 568 pictures uploaded, taking up a total of 79mb. That’s about 2 pictures per day.

The busiest day of the year was October 13th with 3,126 views. The most popular post that day was ARRESTATO IL CAPO ULTRA’ SERBO. IVAN, CLASSE 1389.

 

Where did they come from?

The top referring sites in 2010 were facebook.com, andreariscassi.it, it.wordpress.com, twitter.com, and mail.yahoo.com.

Some visitors came searching, mostly for figa, vanessa perroncel, sarah scazzi, andrea riscassi, and krasic juve.

Attractions in 2010

These are the posts and pages that got the most views in 2010.

1

ARRESTATO IL CAPO ULTRA’ SERBO. IVAN, CLASSE 1389 October 2010
2 comments

2

LA FIGA? NON NEL LISTINO February 2010
5 comments and 1 Like on WordPress.com,

3

SESSO, VANESSA E LE FIGU February 2010
1 comment and 1 Like on WordPress.com,

4

C’ERA UNA VOLTA IL COMANDANTE ARKAN (E SUA MOGLIE, CECA) October 2010
4 comments

5

LA FIGA NON E’ STATA TROMBATA March 2010
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Arrestato il capo ultra’ serbo. Ivan, classe 1389

E’ stato arrestato alle tre del mattino Ivan Bogdanov, 29 anni, capo degli ultrà serbi (e della Stella Rossa), quello che ieri sera a Marassi era seduto sulla balaustra. Da lì bruciava bandiere albanesi e lanciava grida di battaglia.

La polizia lo ha trovato nascosto nel vano motore del pullman dei tifosi serbi che stava facendo rientro a Belgrado. E’ stato riconosciuto per la data incisa sull’avambraccio: 1389.

Su quella data, l’amico e collega Marco Braghieri ha, nottetempo, scritto queste considerazioni:

1389. Un numero, un tatuaggio. Il serbo che si è arrampicato sulla recinzione del Luigi Ferraris lo porta su un braccio. Ha un passamontagna da cui spuntano gli occhi azzurri, taglia la rete con una cesoia. Incita quelli che lo guardano, dagli spalti. Ma cosa significa 1389? È una data, una di quelle che i serbi considerano centrali nella loro storia. La data della battaglia della Piana dei Merli. Regno di Serbia da una parte, sultanato dei Turchi dall’altra. La sconfitta porterà, settanta anni dopo, alla dissoluzione dell’impero di Stefano Uros V. Praticamente tutta la nobiltà serba verrà uccisa.

Duijzings, in Religione e politica dell’identità del Kosovo, scriverà “la maggior parte della storiografia serba sostiene che dalla Battaglia del Kosovo i Serbi hanno subito centinaia di anni di oppressione da parte dell’impero Musulmano”. Per il vescovo Amfilochije Radovic, metropolita del Montenegro fu “il Golgota del popolo serbo… la perdita del regno terrestre, transeunte e conquista dell’eterno regno celeste”.

E davanti a centinaia di migliaia di persone, il 28 giugno 1989, il neo presidente serbo Slobodan Milosevic, pronunciò un discorso, proprio dalla Piana dei Merli, per il seicentesimo anniversario della battaglia. Iniziava così: “La Serbia, dopo molti anni, dopo molte decadi, ha riottenuto la sua integrità statale, nazionale, e spirituale”. Un’unità ottenuta togliendo al Kosovo l’autonomia concessa nel 1974. Era l’inizio del nazionalismo serbo, di quella che poi sarebbe stata la guerra jugoslava. Quasi un anno più tardi, il 13 maggio 1990, si doveva giocare Dinamo Zagabria contro Stella Rossa di Belgrado. La partita non fu mai disputata, a causa di scontri fra le tifoserie. “Jugoslavia, calcio violento” titolava Repubblica. A venti anni di distanza, la serata di Genova. Con i serbi incitati da un ultrà col 1389 tatuato sul braccio.

Non è un particolare.

 

Sul 1389 consiglio la lettura di “Tre canti funebri per il Kosovo” di Ismail Kadaré. Penso lascerebbe a bocca aperta anche Ivan (il terribile).

Ad maiora