Corrida

Il toro sugli spalti: uno scoop solo italiano

Oggi i telelegiornali ci hanno tempestato fin dal mattino con le immagini di una corrida spagnola nella quale il toro ha cercato di farsi giustizia da solo andando a incornare il pubblico.

Notizia “gustosa”. Soprattutto in un paese attento agli animali come il nostro. Per curiosità sono andato a vedere sui siti internet spagnoli quanto peso avesse la notizia che da ha conquistato anche un titolo al Tg3 serale (più minzolinano di quanto si possa immaginare).

Incredibile visu: sui siti internet dei principali siti d’informazione spagnola la notizia non è sull’home page come sui nostri! La trovate solo nelle pagine locali. Da noi invece ha eccitato tutti. Dal Tg1 al Corrierone.

Se andate su google e digitate”toro”, vi compaiono ora centinaia di articoli su questa notizia, locale, spagnola. Sul Pais il tutto viene ridimensionato: tre feriti gravi (tra cui un bambino, stabile) e uno lieve. Sul Mundo, si aprono le cronache di Pamplona con la notizia dei 40 feriti. Il tutto è accaduto a Tafalla, cittadina di 10mila abitanti della Navarra.

Ma con cosa aprono allora i giornali on-line spagnoli? Ancora, come da molti giorni a questa parte, con la crisi sempre meno diplomatica tra Spagna e Marocco sulla città di Melilla. Ieri, in questo lembo di terra spagnola in Africa, è andato anche a far visita l’ex primo ministro (popolare) Aznar scatenando l’ira del governo di Rabat che lo accusa di voler soffiare sul fuoco.

La crisi è scoppiata qualche giorno fa con le accuse alla polizia spagnola di tenere atteggiamenti razzisti verso i marocchini. E con il presunto abbandono di migranti feriti sulle spiagge, marocchine.

Il governo (socialista) con il ministro degli Esteri Moratinos  dice che non c’è crisi e non ci sarà conflitto tra i due Paesi.

Speriamo che, finita l’ubriacatura per la tauromachia, giornali e tv italiani possano occuparsi anche di queste questioni.

La Catalogna vieta la corrida (finalmente)

Era un legge di iniziativa popolare. Di quelle che da noi (ricorderete l’incontro Beppe Grillo-Prodi) non arrivano nemmeno in commissione. Al parlamento catalano invece la proposta (180mila le firme raccolte dalla piattaforma Prou!, Basta!) di abolire l’impari lotta tra tori e toreri a partire dal 2012 è arrivata ai voti: 68 favorevoli, 55 contrari e 9 astensioni. I deputati del CiU (il partito nazionalista catalano) e del PSC (socialisti catalani) avevano libertà di voto. I “nazionalisti” (da noi li chiamamo indipendentisti, ma sui quotidiani spagnoli li indicano così) hanno votato tendenzialmente per il sì. I socialisti in maggioranza contro il divieto. Ma i numeri hanno giocato a favore dei tori.

Il presidente della Generalitat de Catalunya, ossia della comunità autonoma catalana, José Montilla, ha annunciato di aver votato no e si è augurato che il divieto alle corride non diventi un altro motivo di conflitto tra Catalogna e Spagna.
“Avremo una migliore Catalogna con questa decisione,” hanno detto invece i leader nazionalisti.

Il leader del Partito popolare catalano, Camacho, parla invece di “un giorno triste per la Catalogna”, accusando i nazionalisti catalani di avere approvato il divieto per motivi identitari e annunciando una proposta al parlamento spagnolo per rendere la corrida “di interesse culturale nazionale”, in modo che non possa essere bandita da una comunità autonoma. Alle Canarie però  uccidere il toro nell’arena era stato vietato proprio grazie all’iniziativa di un deputato popolare.

Quanti difendono la corrida (e il suo giro lucroso giro d’affari) hanno annunciato un ricorso alla Corte Costituzionale contro il provvedimento.

Fuori e dentro il parlamento catalano, gli animalisti hanno festeggiato. Festeggiamenti cui ci uniamo anche noi.