Atm

La #Milano che striscia per l’ultimo metrò (e che stupisce i media)

Non si ferma l’ondata televisiva di servizi dopo lo sciopero che ieri ha paralizzato Milano e ha provocato il caos sulla linea rossa del metrò.
L’immagine dei passeggeri che strisciano per prendere l’ultimo vagone ha stupito gran parte dei giornalisti (da Mentana in giù).
La proiezione che i media hanno fornito in questi anni dell’ex capitale morale è stata infatti fasulla.
Sembra che la città inizi all’ora dell’happy hour. Che viva di moda e social network, Scala e calcio.
Il triangolo di icone che mediaticamente l’ha rappresentato è Belem, Corona, Nicole Minetti.
Poi improvvisamente uno sciopero degli autoferrotranvieri (contratto scaduto dal 2007, dai tempi del Prodi bis) mostra l’altra faccia della metropoli.
Quella che lavora senza far notizia. Quella che corre per non strisciare il cartellino in ritardo.
Quella che si butta per terra per conquistare l’ultima corsa prima dello sciopero.
Forse per i tanti cronisti (milanesi e non solo) viaggiare sui mezzi pubblici sarebbe utile.
Osservando le facce di chi ci sta intorno.
Ad maiora

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MILANO NON E’ UNA CITTA’ PER PEDONI

Dai “Genitori antismog” di Milano riceviamo e pubblichiamo questa riflessione (“Un nostro figlio”) sul tragico investimento del dodicenne Giacomo. Un tema che ci mette di fronte a una città che spesso non ha rispetto del prossimo. Dove è pericoloso essere pedoni.
Tra l’ex vicesindaco De Corato e l’Atm è in corso in queste ore una diatriba (col senatore che dice di aver chiesto all’Atm dove posteggiare le macchine e l’azienda che nega).
La vicenda non finirà qui. Anche perché come leggerete qui, i Genitori chiedono le dimissioni del comandante dei “ghisa”.

Ad maiora.
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Sabato pomeriggio, di ritorno dall’oratorio, un ragazzino di 12 anni in bicicletta ha perso la vita.

L’incidente, come riportato dai giornali, è stato causato dall’apertura della portiera di una macchina in divieto di sosta che ha spinto Giacomo a sinistra mentre passava il tram. Su quella via era prevista la realizzazione della protezione del percorso del tram che venne bloccata nel novembre 2009 dall’allora Vice Sindaco De Corato. (Questo il link, ndr: Su quella via, la sosta vietata è http://archiviostorico.corriere.it/2010/gennaio/11/Corsie_riservate_Stop_progetti_Subito_co_7_100111014.shtml ) sistematicamente senza sanzione.
Questa ennesima morte sulla strada, che ha colpito un ragazzino dell’età dei nostri figli, ci riempie di un dolore che nessuna parola può esprimere.
Viceversa, di argomenti e dati per denunciare la colposa tolleranza nei confronti delle continue infrazioni al codice della strada che ormai rendono le nostre strade troppo insicure ne abbiamo tanti.
Riportiamo i dati dell’Osservatorio delle utenze deboli:
Nel 2010, 21 pedoni morti sulle strade del comune di Milano (43 delle utenze deboli su un totale di 58, con 7 ciclisti)
1682 pedoni feriti nel solo comune di Milano (più del doppio di tutti gli altri comuni della provincia messi insieme: 837)
36% del totale delle vittime sulle strade nella città di Milano sono pedoni.
Il 25% degli incidenti in cui sono vittime pedoni avviene in presenza di vigile o semaforo
Questa situazione scaturisce da anni di mal governo durante i quali gli amministratori si sono piegati a richieste ed esigenze particolari ignorando il problema della sicurezza oltre che della salute dei cittadini.

Alla nuova amministrazione chiediamo un forte segnale di cambiamento anche nella gestione del controllo delle strade.
E’ per questo motivo che, dopo l’ennesimo tragico incidente causato dal mancato rispetto delle norme, chiediamo le dimissioni del Comandante dei Vigili Urbani di Milano.
Non vogliamo un caprio espiatorio ma pretendiamo un cambio di impostazione nel controllo della sicurezza e vigilanza rigorosa sul rispetto delle regole.