Alexei Navalny

#OccupyKremlin.Per Navalny e Udaltsov 15 giorni di cella

Il blogger Alexei Navalny e il leader del Fronte di Sinistra, Sergei Udaltsov, due
leader dell’opposizione russa, sono stati condannati a 15 giorni di carcere per aver disobbedito polizia durante le iniziative di protesta contro il presidente Vladimir Putin.

I due sono stati processati per “disobbedienza al ordini della polizia.
Sono stati arrestati all’alba di mercoledì, quarto giorno di proteste a Mosca.

Cinquanta persone sono state fermate nelle stesse manifestazioni, ha riferito
Navalny, aggiungendo che “molti di loro sono stati poi rilasciati”.

Nessuno di loro ha opposto resistenza.

Da domenica la polizia ha arrestato centinaia di persone dopo le proteste seguite alla Marcia dei milioni.

Non si sono infatti più fermate le iniziative di disobbedienza delle opposizioni che hanno organizzato una serie di manifestazioni non autorizzate intorno al Cremlino.

Chi manifesta dice che non sta compiendo alcun reato, dato che non viene pronunciato nessuno slogan politico o issato alcun manifesto. Sono solo pacifici e silenzioni sit-in o “camminate nella notte di Mosca”, come le ha definite Udaltsov.

Di quel che sta accadendo a Mosca e in Russia parleremo stasera, in un’iniziativa di Annaviva, con Denis BIlunov, uno dei leader di Solidarnost, partito d’opposizione a Putin.

Alle 21 alla Libreria popolare di via Tadino 18, a Milano.

A stasera!

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Giustizia in salsa russa: condanne a destra e a manca

Uno dei principali leader dell’opposizione al putinismo Serghei Udaltsov ha iniziato uno sciopero della fame dopo l’ennesima condanna che ha ricevuto: questa volta a dieci giorni di carcere (in dicembre, sempre con le stesse accuse, ne aveva trascorsi quindici).
Il leader del Fronte di sinistra ha compiuto il “grave reato” di un corteo non autorizzato alla fine della manifestazione dell’opposizione di sabato scorso a Mosca. Ha disubbidito all’ordine di andare a casa. Con questa ultima accusa è stato condannato a un ammenda di 1000 rubli (una quarantina di euro) anche il più aggressivo blogger sulla scena, Alexei Navalny.
Ma la notizia più grave della giornata è la condanna a cinque anni di carcere per Alexei Kozlov, uomo d’affari che il regime russo accusa di frode. In aula, al momento della lettura della sentenza, decine di sostenitori di Kozlov hanno urlato “vergogna!” alla corte.
L’uomo (sposato con la giornalista Olga Romanova, collaboratrice della Novaja) è un attivista dei diritti umani. Il suo caso è diventato un affaire internazionale:
http://en.wikipedia.org/wiki/Alexei_Kozlov_(businessman)

Anche l’associazione Annaviva sta cercando di salvare un uomo d’affari dall’estradizione in Russia. Ivan Kostin, le cui sorti verranno decise il 3 aprile al Tribunale di Milano, se estradato, sarà – con o senza prove – condannato.
Ad maiora

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