Atalanta-Parma 0-3, i numeri dell’incredibile disfatta: 70% di possesso, 19 tiri e 2,65 gol attesi. Ma vince chi segna

Ci sono sconfitte che i numeri spiegano e altre che i numeri rendono ancora più difficili da comprendere. Atalanta-Parma 0-3 appartiene alla seconda categoria. La squadra di Maurizio Sarri ha avuto il 70% del possesso palla, ha tirato 19 volte contro le 6 degli avversari, ha creato 18 occasioni contro 6 e ha prodotto 2,65 gol attesi, mentre il Parma si è fermato a 0,21. Eppure il risultato finale è stato un pesantissimo 0-3.

Il dato più clamoroso è proprio quello degli expected goals: 2,65 per l’Atalanta, che non è riuscita a segnare nemmeno una rete, e appena 0,21 per il Parma, che ha trovato due gol con Fabbian e Lontani, ai quali si è aggiunta l’autorete di Zappacosta. Una differenza enorme tra quanto costruito e quanto concretizzato.

I nerazzurri hanno indirizzato 6 conclusioni nello specchio della porta, esattamente il doppio delle 3 del Parma. Daffara ha respinto ogni tentativo. Le grandi occasioni sono state 3 per l’Atalanta e nessuna per gli ospiti. Anche i calci d’angolo raccontano una superiorità territoriale netta: 8-4. Ma proprio da un corner è arrivato il vantaggio di Fabbian al 41’.

Colpisce anche il dato dei 43 palloni toccati nell’area avversaria dall’Atalanta contro appena 10 del Parma. I nerazzurri hanno concluso 16 volte dall’interno dell’area, gli emiliani soltanto 2. La squadra di Sarri ha inoltre completato il 90% dei passaggi contro l’80% degli avversari.

La differenza non è stata soltanto tecnica, ma anche di efficacia. L’Atalanta ha prodotto molto senza segnare, mentre il Parma ha saputo sfruttare le opportunità e gli errori dei padroni di casa.

C’è poi un altro elemento interessante, quello relativo all’intensità. Il Parma ha percorso complessivamente 88,23 chilometri contro gli 85,52 dell’Atalanta, quindi 2,71 in più. Eppure i nerazzurri hanno registrato valori superiori sia nella distanza percorsa ad alta intensità, 4,50 chilometri contro 4,14, sia negli sprint, 1,71 contro 1,29.

Il problema sembra riguardare soprattutto l’efficacia delle giocate, la capacità di trasformare il predominio territoriale in occasioni concretizzate e la fragilità mostrata negli episodi decisivi.

Ora tutti in ritiro per preparare il Kairat e sopratutto la trasferta di Monza.

Ad maiora.

Atalanta, notte fonda: il Parma passa 3-0 a Bergamo. La Dea sprofonda, la Curva chiede una reazione

Se il calcio fosse una questione di possesso palla, l’Atalanta avrebbe vinto il primo tempo. Ma il calcio, come ricorda impietosamente il Parma, è soprattutto una questione di gol. E così la squadra di Maurizio Sarri incassa un’altra pesantissima sconfitta, stavolta davanti al proprio pubblico. Finisce 0-3, con i nerazzurri travolti nella ripresa e una classifica che comincia a fare davvero paura. I fischi dello stadio accompagnano il risultato, mentre la Curva Nord, dopo aver sostenuto la squadra per tutta la partita, chiede una reazione.

L’Atalanta parte con sei minuti di pressione, poi De Ketelaere impegna Daffara, che devia in calcio d’angolo. Al 14’ il belga costruisce un’azione meravigliosa, supera praticamente tutta la difesa del Parma, ma non inquadra la porta. La Dea sfiora il vantaggio, dà l’impressione di poter controllare la partita, ma continua a mancare di concretezza. Al 19’ Ederson cerca la conclusione dalla distanza senza trovare lo specchio, mentre alla mezz’ora Zappacosta entra in area e calcia malissimo, spedendo addirittura il pallone in fallo laterale.

Al 41’, al primo tiro in porta, passa il Parma. Calcio d’angolo di Sierro, battuto meglio di quelli visti fino a quel momento sul fronte atalantino, e colpo di testa vincente di Fabbian. La difesa a zona sui corner viene punita ancora una volta. È lo 0-1, un risultato difficile da digerire per quanto visto in campo, ma tremendamente concreto. Prima dell’intervallo Zalewski ha la palla del pareggio, calcia a botta sicura e trova una grande risposta di Daffara.

Si va al riposo con l’Atalanta che ha avuto il 70% del possesso palla, ma con il Parma avanti. Una fotografia impietosa delle difficoltà nerazzurre.

La ripresa comincia nel peggiore dei modi, come già accaduto nelle ultime partite. Touré mette il pallone in mezzo e Zappacosta, nel tentativo di anticipare Lontani, lo spedisce nella propria porta. È il 2-0. Notte fonda a Bergamo.

Al 9’ Rowe, servito da De Ketelaere, sfiora il gol, ma Daffara si rifugia in angolo. Quattro minuti dopo arriva addirittura il tris. Fabbian avvia l’azione e Simone Lontani, classe 2008, batte Carnesecchi con una conclusione a fil di palo. 0-3. Una serata surreale. In tribuna qualcuno comincia già ad abbandonare lo stadio, mentre la Curva Nord, nonostante il disastro, continua a cantare.

Sarri prova a cambiare qualcosa. Al 16’ esce Ederson, accompagnato dai fischi, ed entra Elmas. Poco dopo fuori Obric per Idele e Rowe, protagonista di una prova molto deludente, per Sulemana. Al 25’ Krstović cerca almeno il gol della bandiera, ma Daffara blocca in due tempi. Un minuto dopo è ancora il Parma ad andare vicino alla rete: contropiede di El Bilal Touré, pallone per Ordóñez che sfiora il poker.

Gilardino richiama Touré e Fabbian, inserendo Elphege e Frigan. Sarri esaurisce i cambi al 29’: Zappacosta, applaudito nonostante l’autorete, lascia il posto a Idele, mentre Samardžić subentra a Zalewski.

L’Atalanta continua a cercare almeno un gol, senza riuscirci. Al 33’ Idele mette in mezzo un buon pallone per Pašalić, che tutto solo manda di testa sopra la traversa. Al 42’ ci prova anche Bernasconi, ma Daffara respinge con i pugni. Non è proprio serata.

Allo scoccare del novantesimo la Curva Nord alza la voce: «Meritiamo di più», grida, prima di intonare il classico «L’Atalanta siamo solo noi».

Il triplice fischio sancisce lo 0-3 e scatena i fischi dello stadio. La squadra viene chiamata sotto la Curva, che pretende una reazione. Perché ormai non è più soltanto una crisi di risultati, ma una crisi di gioco, fiducia e identità.

La squadra di Sarri continua a incassare gol con impressionante facilità e, quando deve recuperare, sembra incapace di trovare soluzioni. Il possesso palla non basta, le occasioni sprecate pesano e ogni errore difensivo diventa una condanna.

La prossima partita a Monza assume già il significato di uno scontro per restare lontani dalla zona salvezza. Un pensiero che fino a pochi mesi fa sarebbe sembrato inconcepibile per l’Atalanta. Oggi è una realtà con cui bisogna fare i conti.

Ad maiora.

Atalanta-Parma, le formazioni ufficiali: Sarri punta su Krstović, in campo anche De Ketelaere e Zalewski

Sono ufficiali le formazioni di Atalanta-Parma, partita della decima giornata di Serie A, in programma alle 20.45 allo stadio di Bergamo.

Maurizio Sarri conferma Krstović al centro dell’attacco, con De Ketelaere e Zalewski. A centrocampo spazio a Ederson, Pasalic e De Roon, mentre davanti a Carnesecchi giocano Zappacosta, Scalvini, Obric e Bernasconi.

Il Parma di Alberto Gilardino risponde con Pellegrino in attacco, sostenuto da Oristanio. Assente Bernabé, non presente neppure in panchina.

ATALANTA: Carnesecchi; Zappacosta, Scalvini, Obric, Bernasconi; Ederson, Ederson, Pasalic; De Ketelaere, Krstović, Zalewski.

A disposizione: Sonzogni, Sportiello, Sulemana, Samardžić, Dele, Evac, Plaia, Elmas.

Allenatore: Maurizio Sarri.

PARMA: Daffara; Delprato, Troilo, Circati, Britschgi; Keita, Sorensen, Valeri; Oristanio, Ondrejka; Pellegrino.

A disposizione: Chichizola, Corvi, Ndiaye, Diallo, Cremaschi, Romero, Almqvist, Frigan, Elphege, Cardoni, Ordóñez, Diego Carlos, Nicolussi Caviglia, Konaté.

Allenatore: Alberto Gilardino.

Arbitro: Valerio Crezzini di Siena. Al VAR Alessandro Prontera, AVAR Francesco Meraviglia.

Atalanta-Parma, emergenza senza fine per Sarri: soltanto 19 convocati. Fuori Bernabé tra gli emiliani

Diciannove convocati contro ventisei. È anche nei numeri delle due liste che si misura la differenza tra le situazioni di Atalanta e Parma, attese questa sera alle 20.45 allo stadio di Bergamo per la decima giornata di Serie A.

L’emergenza continua a condizionare Maurizio Sarri, che deve rinunciare a dieci giocatori. Le ultime notizie riguardano Gaetano e Kristensen, sottoposti a ulteriori accertamenti diagnostici dopo gli infortuni di Firenze.

Per il centrocampista è stata confermata una distrazione di medio grado ai muscoli adduttori della coscia destra, mentre il difensore danese, uscito dopo appena due minuti contro la Fiorentina, ha riportato una distrazione di basso grado ai muscoli flessori della coscia sinistra.

Solo posti in piedi nella infermeria nerazzurra : Raspadori, Scamacca, Kolašinac e Kessié hanno svolto lavoro individuale in campo e palestra. Gaetano, Bellanova e Kristensen si sono sottoposti a terapie, mentre Kossounou, Hien e Pompei hanno effettuato terapie e lavoro in palestra.

Sarri ritrova almeno tra i convocati De Ketelaere e Sulemana, ma le alternative restano ridotte. Nell’elenco figurano anche Idele, Levak, Obrić, Plaia e Sonzogni.

Qualche problema anche per Alberto Gilardino, che ha perso Adrian Bernabé. Il centrocampista spagnolo ha accusato un risentimento muscolare alla gamba sinistra durante l’allenamento di rifinitura di ieri e non è partito per Bergamo. Per il Parma si tratta di un’assenza importante nella costruzione del gioco, anche se la situazione dell’infermeria emiliana resta migliore di quella nerazzurra.

Gilardino ha convocato 26 calciatori e recupera Nesta Elphege, tornato a disposizione dopo l’appendicite. Presente anche Nicolussi Caviglia.

I 19 convocati dell’Atalanta

Bernasconi (47), Carnesecchi (29), De Ketelaere (17), Éderson (13), Elmas (99), Idele (41), Krstović (90), Levak (46), Obrić (40), Pašalić (8), Plaia (53), Rowe (11), Samardžić (10), Scalvini (42), Sonzogni (51), Sportiello (57), Sulemana (7), Zalewski (59), Zappacosta (77).

I 26 convocati del Parma

Portieri: Corvi, Daffara, Ghidotti.

Difensori: Britschgi, Carboni, Delprato, Drobnič, Ndiaye, Diego Carlos, Troilo, Valeri.

Centrocampisti: Cremaschi, Fabbian, Lontani, Keita, Konate, Nicolussi Caviglia, Ordoñez, Sierro.

Attaccanti: Almqvist, Diallo, Elphege, Frigan, Romero, Touré.

Ad maiora.

Atalanta-Parma, le probabili formazioni: Sarri tra Rowe, Zalewski ed Elmas. Gilardino punta su Romero

Dieci giocatori indisponibili e scelte quasi obbligate per Maurizio Sarri, che stasera alle 20.45 affronta il Parma allo stadio di Bergamo. I quotidiani concordano sul 4-2-3-1 nerazzurro, con Scalvini al posto dell’infortunato Kristensen, Pasalic accanto a Ederson e Krstovic riferimento offensivo. Le differenze riguardano soprattutto i tre giocatori alle spalle del centravanti.

L’Eco di Bergamo vede favoriti Zalewski e Rowe, con De Ketelaere centrale e l’alternativa Elmas. La Gazzetta dello Sport punta invece su Elmas, De Ketelaere e Rowe. Il Corriere dello Sport e Tuttosport indicano Elmas e Zalewski ai lati del belga. Sky Sport, nelle ultime indicazioni della vigilia, propone Rowe e Zalewski, mentre TuttoAtalanta segnala ancora il ballottaggio tra Rowe ed Elmas.

In difesa nessun dubbio sostanziale: davanti a Carnesecchi giocheranno Zappacosta, Scalvini, Obric e Bernasconi. A centrocampo la coppia Ederson-Pasalic, con Samardzic possibile alternativa a partita in corso.

Il Parma di Alberto Gilardino dovrebbe confermare il 3-5-2. L’Eco di Bergamo e la Gazzetta dello Sport prevedono Daffara tra i pali, Delprato, Troilo e Diego Carlos in difesa, Britschgi e Valeri sulle fasce. A centrocampo Bernabé, Sierro e Keita, mentre davanti il ballottaggio riguarda soprattutto Touré e Lontani accanto a Romero.

Sky Sport punta invece su Drobnic in difesa e sulla coppia Lontani-Romero. Anche Tuttosport indica Drobnic, ma vede Keita nel reparto centrale. Gilardino può comunque contare su una rosa quasi al completo, con il solo Elphege indisponibile.

Le due possibili formazioni, ricavate dalle indicazioni prevalenti dei quotidiani, sono dunque:

ATALANTA (4-2-3-1): Carnesecchi; Zappacosta, Scalvini, Obric, Bernasconi; Ederson, Pasalic; Elmas, De Ketelaere, Rowe; Krstovic. Allenatore: Sarri.

PARMA (3-5-2): Daffara; Delprato, Troilo, Diego Carlos; Britschgi, Bernabé, Sierro, Keita, Valeri; Romero, Lontani. Allenatore: Gilardino.