Atalanta, i giornali di sabato 5 settembre: Roma primo vero crash test, Sarri cerca la nuova identità contro Gasperini

Roma-Atalanta domina le pagine sportive del sabato. All’Olimpico, alle 20.45, si affrontano due squadre a punteggio pieno, ma soprattutto due progetti che sembrano trovarsi in momenti molto diversi: la Roma di Gian Piero Gasperini ha iniziato con due 4-0, l’Atalanta di Maurizio Sarri con due successi più sofferti e una qualificazione europea conquistata nel frattempo (e nel quarto quarto della doppia sfida). È questo il filo che lega quasi tutti i quotidiani: per la Dea arriva il primo vero esame della nuova stagione. 

L’Eco di Bergamo sceglie proprio questa chiave: «La Roma va a mille. Atalanta, all’Olimpico è un vero crash test». Matteo Spini sottolinea la differenza tra una squadra giallorossa già lanciata e una Dea ancora alla ricerca della propria nuova identità. In un altro approfondimento, «I giallorossi una macchina perfetta. Rosa completa e Malen scatenato», il quotidiano bergamasco fotografa la partenza della Roma: otto gol in due partite e soprattutto i cinque di Donyell Malen.

Spazio naturalmente anche alle scelte di Sarri. L’Eco di Bergamo titola «Testa a testa fra Raspadori e Rowe. Kessie, forse esordio a gara in corso». La novità è soprattutto Jonathan Rowe, appena arrivato ma già in condizioni tali da poter essere preso in considerazione. Kessie, invece, parte più indietro. Sarri stesso spiega le differenti condizioni dei nuovi arrivati e la necessità di lavorare ancora. 

La conferenza dell’allenatore apre la terz pagina sportiva : «Una sfida bella e difficile. L’importante è crescere». Sarri insiste sulla distanza temporale tra i due progetti: Gasperini lavora sulla Roma da molto più tempo, mentre lui ha avuto appena poche settimane per cambiare profondamente l’Atalanta. E ribadisce la stima per il collega, pur ricordando la diversità delle rispettive filosofie calcistiche. 

Accanto c’è Gasperini. L’Eco di Bergamo titola: «Gasp: “Atalanta rosa da Champions. È una prova di forza”». L’ex tecnico nerazzurro considera quella con la Dea la prima verifica importante della sua Roma e non nasconde la qualità dell’organico nerazzurro.

La Gazzetta dello Sport presenta la giornata come «Un weekend bollente» e mette Roma-Atalanta tra le tre grandi sfide insieme a Inter-Napoli e Juventus-Milan. Il titolo dedicato alla partita è «Gasp lanciato con super Malen. Sarri prende punti coi lavori in corso».

Il quotidiano dedica poi due pagine alla sfida: «Roma test verità» e «Mora e le fasce sprint per battere l’Atalanta e puntare al titolo». La squadra giallorossa viene presentata come una squadra già capace di viaggiare ad alta velocità. Sul fronte opposto Matteo Brega raccoglie le indicazioni di Sarri: «CDK fuoriclasse. Kessie forte e intelligente». De Ketelaere resta uno dei riferimenti tecnici del nuovo corso e il tecnico chiede al belga di incidere ancora di più.

Corriere dello Sport apre dalla Roma con un titolo enorme dedicato al dubbio Dybala: «Paulo, non c’è 2 senza 3». Jacopo Aliprandi racconta una Roma alla ricerca della terza vittoria consecutiva e un Gasperini che ritrova l’Atalanta. Nella pagina successiva è proprio l’ex allenatore della Dea il protagonista: «È una prima prova di forza». Gasperini definisce quella contro l’Atalanta una partita che ha già il sapore della Champions e ribadisce di essere «innamorato della Roma».

A fianco c’è il commento di Cristiano Gatti, «Quel che resta del Gasp», dedicato a ciò che i nove anni di Gasperini hanno lasciato a Bergamo e a quanto sia inevitabile che il confronto con il suo passato accompagni questa partita.

Per l’Atalanta, Corriere dello Sport sceglie invece le parole di Sarri: «Roma top, la mia Dea all’inizio». Patrick Iannarelli mette al centro la differenza di maturazione tra le due squadre. Sarri considera la Roma già molto avanti, mentre la sua Atalanta deve ancora costruire automatismi e identità. Nel box dedicato alla formazione viene segnalato Samardzic dall’inizio e Rowe pronto, mentre Kessie potrebbe trovare spazio durante la gara.

Tuttosport costruisce la vigilia sul confronto tra i due allenatori. Per Gasperini: «Io, innamorato di questa Roma». L’ex tecnico nerazzurro parla del ritorno contro la squadra allenata per nove stagioni e riconosce che a Bergamo «avevo dato tutto». Dall’altra parte Fabio Gennari titola: «Sarri, una scossa a De Ketelaere: “Può dare di più”». Il belga viene definito un fuoriclasse dell’Atalanta, ma Sarri gli chiede un ulteriore salto di rendimento.

Il Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, sceglie invece una frase che racconta bene il momento della Dea: «È un nuovo ciclo. E siamo indietro». Marina Belotti mette al centro Sarri, il ritorno all’Olimpico e soprattutto un’Atalanta che deve ancora completare la trasformazione. Il tecnico non nasconde le difficoltà di queste prime settimane, tra mercato, nuovi arrivi, infortuni e poco tempo per allenarsi.

Pietro Serina, nel suo «Oltre la diagonale», titola «Il divario nei numeri e la leggerezza data dalla classifica»: i risultati permettono all’Atalanta di affrontare l’esame dell’Olimpico senza l’urgenza di dover già rincorrere, pur davanti a una Roma che nei numeri delle prime due giornate ha fatto decisamente più impressione.

Chiudiamo con la Gazzetta dello Sport e la rubrica di prima pagina diLuigi Garlando dedicata all’ex capitano intitolata «De Roon alla griglia». Il riferimento è alla maglia dell’ex capitano bruciata sulla griglia dall’imprenditore bergamasco Fabio Acquaroli, che l’aveva acquistata a un’asta benefica. Garlando scrive: «Un gesto che fa male», e si domanda quale colpa possa essere attribuita a de Roon dopo dieci anni e 444 presenze in nerazzurro. Ricorda il suo legame con Bergamo, gli anni del Covid e una storia vissuta ben oltre il campo. E all’auspicio di Acquaroli di un «silenzio assordante» quando l’olandese tornerà a Bergamo da avversario, Garlando contrappone ciò che si augura lui: «un applauso assordante». Poi la chiusa: «Sulla griglia tornino le salamelle».

Ad maiora

Quando Sarri aveva il posto auto riservato: il libro che racconta le origini dell’allenatore dell’Atalanta

Prima della Serie A, dello scudetto con la Juventus, dell’Europa e delle grandi panchine (ora quella bergamasca) c’erano Stia, Tegoleto, Sansovino, Sangiovannese. E persino un posto auto davanti a un piccolo stadio toscano che nessuno doveva permettersi di occupare.

Non è un libro nuovo, ma riletto oggi, con Maurizio Sarri sulla panchina dell’Atalanta, diventa una piccola miniera di storie. È Sarri prima di Sarri. Storie e segreti di un’incredibile carriera, scritto da Francesca Muzzi: un viaggio negli anni nei quali l’attuale tecnico nerazzurro costruiva il proprio mestiere lontanissimo dai riflettori del grande calcio.

A indicare fin dall’inizio il senso del racconto è Renzo Ulivieri, autore della prefazione. Il presidente dell’Associazione Italiana Allenatori parte da una considerazione: dei personaggi diventati famosi si racconta quasi sempre la parte più alta della carriera. Questo libro sceglie invece la strada opposta, andando a cercare Sarri dentro una realtà «spesso e volentieri paesana».

E Ulivieri si concede anche una confidenza che racconta bene il rapporto fra i due. Parla del «compagno» Sarri, aggiungendo tra parentesi: «se ancora lo posso chiamare “compagno”». Soprattutto individua un filo che unisce l’allenatore dei piccoli campi toscani a quello arrivato ai vertici: le persone naturalmente cambiano, scrive, ma «l’essenza rimane».

Ed è proprio quell’essenza che emerge pagina dopo pagina.

A Tegoleto Sarri ha il suo posto per la macchina davanti allo stadio. E guai a occuparlo. Il libro racconta di una domenica nella quale qualcuno parcheggia proprio lì: bisogna rintracciare il proprietario dell’auto e farla spostare. Un episodio minuscolo, ma già molto sarriano.

Poi c’è la Sansovino. Nello spogliatoio Sarri prende da parte Nario Cardini e gli comunica una decisione destinata a cambiare la sua vita: «Nario voglio lasciare il lavoro in banca e dedicarmi solo ad allenare. Che dici?».

Con la Sansovino arriva anche la Coppa Italia di Serie D nella stagione 2002-03. Una delle fotografie del volume immortala Sarri mentre alza il trofeo. Un’altra curiosità sembra anticipare l’iconografia che lo accompagnerà nel grande calcio: allo stadio Le Fonti compare un cartello che invita a non gettare a terra i mozziconi. L’autrice si domanda ironicamente se fosse un messaggio subliminale rivolto all’accanito fumatore Sarri.

Poi la Sangiovannese e il professionismo. Tra i documenti riprodotti c’è il primo contratto da allenatore professionista di Maurizio Sarri, relativo alla stagione 2003-04. Nel giugno 2004 arriva la presentazione della squadra in piazza a San Giovanni Valdarno.

Il libro va anche più indietro. Una fotografia della Castelnuovese della stagione 1989-90 mostra Sarri in seconda fila, primo da destra. Ci sono Loris Beoni e tanti altri personaggi incontrati lungo una gavetta che sembra appartenere a un calcio lontanissimo da quello di oggi.

È questo il pregio maggiore del volume di Francesca Muzzi. Non spiegare il Sarri famoso attraverso le vittorie, ma andare a cercare quello che c’era prima: campi di provincia, dirigenti, calciatori, sigarette, spogliatoi, fotografie ingiallite, contratti e ricordi. Nell’introduzione l’autrice lo definisce efficacemente «un ultimo che è diventato un primo».

Oggi quell’allenatore è arrivato a Bergamo. E rileggere adesso queste storie permette anche di riconoscere qualcosa del Sarri che ogni giorno si presenta a Zingonia. Sono cambiati gli stadi, i giocatori e la dimensione del calcio. Forse, come scrive Ulivieri, l’essenza è rimasta.

Ad maiora

Francesca Muzzi, Sarri prima di Sarri. Storie e segreti di un’incredibile carriera
Prefazione di Renzo Ulivieri
Ultra, collana Ultra Sport, 2019

Roma-Atalanta, Sarri e Gasperini lanciano la sfida: «Malen un problema». «Vale l’Europa che conta»

Due allenatori, due storie molto diverse e una partita che, nonostante sia soltanto la terza giornata, ha già il sapore di un primo esame importante. Roma e Atalanta arrivano all’Olimpico a punteggio pieno e Maurizio Sarri e Gian Piero Gasperini raccontano la sfida da prospettive differenti.

Per Sarri il primo problema ha un nome preciso: Donyell Malen, cinque gol nelle prime due giornate. «Un modo per fermare i giocatori forti non esiste. È in stato di grazia e quindi sarà un problema», spiega il tecnico nerazzurro.

Sarri sottolinea soprattutto la differenza nel percorso delle due squadre. La Roma ha alle spalle «13 mesi di lavoro», mentre la sua Atalanta lavora insieme da appena una quarantina di giorni. E nelle prime settimane i nerazzurri hanno dovuto affrontare anche un calendario particolarmente compresso: quattro partite in undici giorni, con i playoff di Conference superati.

Dall’altra parte Gasperini alza immediatamente l’asticella. «Più che una prova di maturità, sarà una prova di forza e di valore». E attribuisce alla sfida un peso che va ben oltre la terza giornata: «Affrontiamo una squadra di valore che è partita bene. È un incontro che vale l’Europa che conta». 

Inevitabile il ritorno sul suo passato. Gasperini ricorda quanto sia cresciuta l’Atalanta negli anni, arrivando a superare diverse concorrenti dirette. Ma parla anche della nuova vita romana: «Sono innamorato di questo gruppo e di questi giocatori». Dopo nove anni a Bergamo, spiega, sentiva che non c’erano più le condizioni per dare qualcosa in più e aveva «voglia di sentirmi di nuovo vivo». 

Anche a Sarri viene chiesto quanto sia ancora presente a Zingonia l’eredità del suo predecessore. La risposta è netta: dopo nove anni nei quali un allenatore ha inciso così profondamente è inevitabile che qualcosa rimanga. Ma la società ha scelto un’altra strada e ora ha il compito è accompagnare questo nuovo percorso.

Nessuna contrapposizione personale, però. Sarri riconosce la distanza tra le rispettive filosofie calcistiche ma ribadisce la grande stima per Gasperini, definendolo un allenatore fortissimo.

Poi c’è il presente dell’Atalanta. E Sarri regala una definizione importante di Charles De Ketelaere: «Io lo considero un fuoriclasse». Un fuoriclasse, però, che secondo l’allenatore ha mostrato finora soltanto circa il 60/70% delle proprie possibilità: può essere più dentro le partite, più continuo e più risolutivo.

Sul mercato Sarri è prima di tutto sollevato che sia terminato: «Sono contentissimo che sia finito». Quanto alle operazioni dell’Atalanta, si dice soddisfatto, pur ammettendo che ogni allenatore vorrebbe sempre qualcosa in più. Kessie viene considerato un giocatore forte e utilizzabile in più posizioni, mentre i nuovi arrivati hanno inevitabilmente condizioni differenti a seconda del lavoro svolto nelle ultime settimane.

Gasperini deve invece sciogliere soprattutto il dubbio Dybala. Gli esami non hanno evidenziato problemi e l’argentino proverà a essere disponibile, ma dovrà sentirsi completamente sicuro. Ndicka, secondo il tecnico romanista, sta invece molto meglio e può rientrare. 

I 22 di Sarri

L’Atalanta è partita per Roma con 22 convocati. Ci sono i nuovi Kessie, Rowe e Pompei e torna a disposizione Kristensen. Restano fuori Hien e Kamaldeen Sulemana, che proseguono le terapie.

Prima della partenza i nerazzurri hanno svolto l’ultima seduta a Zingonia. Sarri vede progressi anche nella trasformazione della linea difensiva. Con una delle sue battute: nelle esercitazioni i suoi difensori «cominciano a essere guardabili». Adesso, però, arriva la prova in campo. E sotto pressione.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di venerdì 4 settembre: Gasperini ritrova la Dea, «È ora di batterla»

È Gian Piero Gasperini il protagonista assoluto dei giornali alla vigilia di Roma-Atalanta. La Gazzetta dello Sport gli dedica la prima pagina e le prime due pagine interne con la lunga intervista di Luigi Garlando: «Gasp! Malen è da record. La mia Roma sogna». E naturalmente si arriva alla partita di domani: «La sfida all’Atalanta? È ora di batterla…». 

Gasperini definisce l’Atalanta «fortissima, con il potere economico di una big» e paragona il ritrovarla alla sensazione dell’innamorato che rivede la ex: «Ma ci siamo lasciati al momento giusto. Io rischiavo di appiattirmi, la Roma mi ha dato nuovi traguardi. Qui sono felice». Ricorda che negli ultimi otto anni la Roma è sempre arrivata dietro ai nerazzurri e sottolinea quanto la società bergamasca sia cresciuta.

Garlando ricorda a Gasperini che non si può arrivare a Roma senza vedere il Papa; il tecnico risponde: «Organizzeremo, ci andremo».

Il Corriere della Sera – Bergamo parte invece da un suggestivo confronto con il passato: «La Roma del Gasp sembra la Dea 2020». La squadra giallorossa viene accostata all’Atalanta 2019-20, quella che chiuse il campionato a un solo punto dal secondo posto. Pressione, aggressività, recupero del pallone e verticalità sono alcuni dei tratti che ricordano quella squadra.

Ma sulla prima pagina bergamasca del Corriere della Sera trova spazio anche l’episodio più clamoroso della vigilia: «De Roon, falò con la maglia». Un imprenditore ha dato alle fiamme una maglia dell’olandese acquistata per duemila euro a un’asta benefica. Non è una vigilia come le altre.

L’Eco di Bergamo sceglie invece il confronto tra gli allenatori: «La sfida Sarri-Gasperini. Spettacolo in modi diversi». Sono i due tecnici più anziani della Serie A e propongono due idee differenti: Sarri ama la zona e il gioco palleggiato, Gasperini le marcature aggressive e l’intensità. Nei precedenti tra i due regna l’equilibrio: sette vittorie ciascuno e tre pareggi. 

Sempre L’Eco di Bergamo fa il punto su Zingonia. Kristensen è recuperato e dovrebbe partire dalla panchina; Kessié e Rowe sperano invece nella convocazione e quindi nella prima presenza in una lista di campionato con l’Atalanta. Hien e Kamaldeen Sulemana proseguono il recupero.

Ancora la Gazzetta dello Sport guarda soprattutto all’attacco nerazzurro con il titolo «Dea all’attacco». L’arrivo di Rowe amplia ulteriormente le alternative di Sarri: «Sei frecce più Samardzic, quante soluzioni per Sarri». Scamacca, Krstovic, De Ketelaere, Raspadori, Rowe e Zalewski compongono il ventaglio offensivo, al quale si aggiunge Samardzic, decisivo contro il Bologna.

Il Corriere dello Sport guarda Roma-Atalanta soprattutto dal punto di vista tecnico con «Roma, ora Gasperini fa l’esame all’Atalanta». La Dea arriva all’Olimpico con sei punti ma, nonostante abbia incassato appena un gol nelle prime quattro partite ufficiali, Sarri continua a chiedere progressi nella fase difensiva e soprattutto una squadra capace di non abbassarsi troppo. La pressione della Roma di Gasperini diventa così un test particolarmente significativo. Il quotidiano indica Kossounou e Scalvini verso la conferma, Kristensen recuperato ma inizialmente in panchina e Kessié e Rowe pronti alla prima convocazione. In attacco restano diverse soluzioni per Sarri. 

Infine Tuttosport intervista Giuseppe Riso, agente di diversi protagonisti dell’ultimo mercato. Il titolo riguarda l’ex nerazzurro Honest Ahanor, passato dall’Atalanta al Chelsea per una cifra indicata dal quotidiano intorno ai 40 milioni di sterline: «Ahanor in Premier? L’Italia sa crescere i talenti». Riso parla dell’operazione come esempio della capacità del calcio italiano di valorizzare giovani talenti, ricordando anche il percorso compiuto dal ragazzo prima del trasferimento in Inghilterra.

Ad maiora

Roma-Atalanta, le ultime: Kristensen torna in gruppo, dubbi per Ndicka

A quarantotto ore da Roma-Atalanta, in programma sabato alle 20.45 all’Olimpico, cominciano a prendere forma le scelte di Maurizio Sarri e Gian Piero Gasperini. Le due squadre hanno lavorato oggi rispettivamente a Zingonia e Trigoria e da entrambi i campi arrivano novità.

Kristensen torna con i compagni

La notizia migliore per Sarri riguarda Thomas Kristensen. Il difensore danese, reduce dal trauma distorsivo alla caviglia, è tornato oggi a lavorare in gruppo e può quindi rientrare tra le soluzioni per Roma.

Alla seduta hanno partecipato anche i tre giocatori arrivati nelle ultime ore del mercato: Franck Kessie, Jonathan Rowe e Marco Pompei. Per Kessie e Rowe, in particolare, comincia la corsa contro il tempo per capire quanto possano essere utilizzati già sabato sera.

Restano invece fuori Isak Hien e Kamaldeen Sulemana, che hanno proseguito con le terapie. L’Atalanta ha lavorato come sempre sulla fase difensiva, oltre all’esercitazione tecnico-tattica e alla partitella su metà campo.

Domani mattina ultima seduta a porte chiuse al Centro Bortolotti, poi conferenza e partenza per Roma.

A Trigoria recuperano Rensch e Pellegrini

Buone indicazioni anche per Gasperini. Devyne Rensch e Lorenzo Pellegrini si sono allenati con il gruppo: entrambi puntano alla convocazione, anche Pellegrini dovrebbe partire dalla panchina. 

Più delicata la situazione di Evan Ndicka. Gli esami hanno escluso lesioni dopo il problema accusato prima della partita di Lecce: si tratta di un’infiammazione all’adduttore. La sua presenza contro l’Atalanta resta però in dubbio e Ghilardi è pronto a sostituirlo (come nell’ultima giornata).

De Roon verso la panchina, davanti c’è Malen

Le indicazioni sulle possibili scelte di Gasperini portano verso una Roma con Svilar in porta, Mancini, Ghilardi ed Hermoso dietro, Cristante e Koné in mezzo e Dybala e Mora alle spalle di Malen

Proprio l’attaccante olandese è l’uomo del momento: cinque gol nelle prime due giornate, nelle quali la Roma ha segnato otto reti senza subirne, battendo 4-0 prima la Fiorentina e poi il Lecce. 

Per Marten de Roon si profila invece almeno inizialmente la panchina. L’ex capitano nerazzurro potrebbe dunque vivere da subentrato il primo confronto dell’Olimpico con l’Atalanta dopo l’addio di questa settimana.

Domani sarà soprattutto giornata di parole: Gasperini parlerà a Trigoria alle 13.30, mentre alle 15 a Zingonia toccherà a Sarri sciogliere almeno qualcuno degli ultimi dubbi. 

Ad maiora