Atalanta, il mercato estivo alla prova del campo: cinque acquisti, pochi protagonisti e tre già in infermeria

Dovevano essere i volti del nuovo ciclo. Cinque acquisti per accompagnare il passaggio dall’Atalanta di ieri a quella di Sarri, colmare le partenze di alcuni protagonisti e dare nuove soluzioni alla squadra. Dopo dieci giornate di campionato, il bilancio del mercato estivo nerazzurro presenta però più interrogativi che certezze. Anche perché tre dei cinque nuovi arrivi sono ai box.

Gianluca Gaetano, Thomas Kristensen, Eljif Elmas, Franck Kessié e Jonathan Rowe: sono questi i cinque rinforzi individuati dalla società nell’estate 2026. Il direttore sportivo Cristiano Giuntoli aveva spiegato le ragioni delle operazioni, dichiarando di considerare la rosa migliorata rispetto alla stagione precedente. Il campo, finora, non ha restituito le risposte sperate.

Gaetano, qualche segnale prima dello stop. Arrivato dal Cagliari per dare qualità al centrocampo, il giocatore ha offerto qualche contributo concreto, senza essere ancora diventato un riferimento costante della manovra. L’infortunio accusato a Firenze contro la Fiorentina ne ha interrotto il percorso. Gli esami hanno evidenziato una distrazione di medio grado agli adduttori della coscia destra, con uno stop stimato di circa un mese.

Non è il primo problema muscolare per Gaetano. Nella stagione 2025/26, quando vestiva la maglia del Cagliari, aveva già subito due stop: uno alla coscia tra il 1° e il 16 ottobre 2025 e uno agli adduttori tra il 15 febbraio e il 12 marzo 2026. Complessivamente 42 giorni di indisponibilità e cinque partite saltate.

Kristensen, un investimento frenato dagli infortuni. Il difensore danese è stato acquistato dall’Udinese per contribuire alla ricostruzione del reparto arretrato. A Firenze è rimasto in campo soltanto due minuti prima di fermarsi per un problema ai flessori della coscia sinistra. Gli accertamenti hanno individuato una distrazione di basso grado, con uno stop previsto di almeno venti giorni.

Anche la sua precedente stagione è stata condizionata da problemi fisici. Leggendo i dati di Transfermarkt, nel 2025/26 aveva subito un infortunio al bicipite femorale che lo aveva tenuto fuori per 60 giorni, costringendolo a saltare otto partite. Un precedente che rende particolarmente importante la gestione del suo recupero.

Elmas, lampi di qualità ma poca continuità. Il macedone è uno dei nuovi acquisti che hanno lasciato qualche traccia concreta. Sua la rete segnata dopo appena 46 secondi contro il Pafos in Conference League. Non è però ancora riuscito a garantire una presenza determinante con regolarità. In una squadra che fatica a creare occasioni, le sue qualità tecniche potrebbero diventare una risorsa importante.

Kessié, il ritorno interrotto. Il gol contro il Venezia, arrivato dopo appena quattro minuti, aveva fatto pensare a un rientro capace di restituire forza ed esperienza al centrocampo. Il suo contributo è stato però limitato anche dall’infortunio al polpaccio destro che lo sta tenendo lontano dal campo.

Nella scorsa stagione, con l’Al-Ahli, l’ivoriano aveva avuto un solo stop registrato, tra il 6 e il 13 maggio 2026: otto giorni e una partita saltata. Il suo storico recente non presentava dunque una particolare frequenza di infortuni. All’Atalanta, invece, non è ancora riuscito a trovare continuità.

Rowe, l’investimento (gigantesco in termini economici) che finora non ha ripagato le attese. È probabilmente il caso più delicato. L’esterno inglese era stato scelto per aggiungere qualità negli ultimi trenta metri, ma contro il Parma ha confermato le difficoltà già emerse nelle precedenti partite. Fatica a saltare l’uomo, a creare superiorità numerica e soprattutto a trasformare le proprie iniziative in occasioni da gol. Non è una bocciatura definitiva dopo appena dieci giornate, ma il suo rendimento è lontano dalle aspettative.

Il bilancio deve naturalmente tenere conto delle difficoltà complessive della squadra. Gli infortuni hanno ulteriormente complicato il lavoro di Sarri. Ma il dato resta: dei cinque acquisti estivi, tre sono attualmente indisponibili e gli altri due non hanno ancora trovato la continuità necessaria per cambiare il rendimento della squadra.

Vedremo se saranno i nuovi o i vecchi a tirare fuori la Dea dalle sabbie mobili.

Ad maiora.

Atalanta-Parma 0-3, le pagelle: Idele unico sufficiente, Carnesecchi e De Ketelaere tra i migliori. Sarri ultimo nelle medie

L’Eco di Bergamo, nelle pagelle di Matteo Spini, salva soltanto De Ketelaere (6) e Idele (6). Tutti gli altri titolari sono insufficienti. Peggiore Sarri (4,5), mentre Ederson, Pasalic, Obric, Bernasconi e Zappacosta prendono 5.

La Gazzetta dello Sport, con Matteo Brega, premia Zalewski, Carnesecchi e Idele (6). I peggiori sono Ederson, Pasalic, Rowe, Krstovic e De Ketelaere (4,5). Stesso voto per Sarri.

Corriere dello Sport: il migliore è Idele (6), mentre De Ketelaere e Krstovic si fermano a 4,5. Sarri prende 5.

Tuttosport, nelle pagelle di Giordano Signorelli, assegna 6 a Carnesecchi, Idele ed Elmas. Ederson e Sarri sono i peggiori con 4,5.

Sky Sport, con Antonio Nucera, è decisamente più generosa: 6,5 a Ederson e De Ketelaere, 6 a Carnesecchi, Zappacosta, Scalvini, Obric, Bernasconi e Zalewski. I peggiori sono Rowe (5) e Pasalic (5,5). Sarri prende 6.

Tuttomercatoweb, nelle pagelle nerazzurre di Francesco Servino, assegna 6 a Carnesecchi e Idele. I peggiori sono Ederson e Pasalic (4,5), stesso voto di Sarri. De Ketelaere prende 5.

CalcioAtalanta, con Alberto Giambruno, dà 5,5 a Zalewski, De Ketelaere e Krstovic. I peggiori sono Ederson (4,5) e Sarri (5).

RadioDea salva Idele (6). I peggiori sono Ederson e Sarri (4,5). De Ketelaere, Zalewski e Zappacosta prendono 5,5.

ParmaLive, nelle pagelle di Nicolò Serventi, sceglie De Ketelaere (6,5) come migliore, davanti a Carnesecchi, Bernasconi, Elmas e Sulemana (6). I peggiori sono Obric, Pasalic e Krstovic (5).

Eurosport premia De Ketelaere (6,5), mentre Obric (4,5) è il peggiore insieme a Sarri. Sufficienza per Ederson e Zalewski.

La classifica delle medie

Medie calcolate sui voti disponibili delle dieci testate considerate, escludendo i senza voto.

  1. Idele – 6,00
  2. Carnesecchi – 5,70
  3. De Ketelaere – 5,60
  4. Zalewski – 5,60
  5. Elmas – 5,56
  6. Sulemana – 5,44
  7. Samardzic – 5,42
  8. Bernasconi – 5,35
  9. Scalvini – 5,25
  10. Zappacosta – 5,25
  11. Obric – 5,10
  12. Ederson – 5,05
  13. Pasalic – 5,05
  14. Rowe – 5,05
  15. Krstovic – 5,05

Allenatore: Maurizio Sarri – 4,78

Ad maiora

Atalanta, i giornali di martedì 3 novembre: notte da incubo col Parma, Sarri sotto esame ma Giuntoli lo conferma, squadra in ritiro dopo i fischi

La sconfitta per 3-0 contro il Parma apre una crisi sempre più profonda in casa Atalanta. I quotidiani parlano di una squadra fragile, confusa e incapace di reagire alle difficoltà. Maurizio Sarri finisce inevitabilmente sotto esame, mentre Cristiano Giuntoli conferma la fiducia nell’allenatore e annuncia il ritiro fino a domenica. Ma i tifosi sono sul piede di guerra.

L’Eco di Bergamo dedica ampio spazio al tracollo nerazzurro. Piero Vailati titola «Atalanta, notte da incubo. Crolla in casa ed è in crisi». Scrive: «È evidente però che – al di là delle oggettive difficoltà contingenti legate soprattutto alle numerose assenze – la squadra esce da questa gara frastornata nelle idee e fiaccata nel morale». E aggiunge: «Superata nettamente da una delle squadre meno attrezzate della Serie A, che ha mostrato però una solidità e una compattezza tali da permetterle di resistere a una prima mezz’ora a incubo per poi affondare cinicamente i colpi».

Nell’analisi tattica Paolo Vavassori parla di «Fase difensiva inadeguata. Dopo l’1-0 solo confusione». Il giornalista sottolinea le difficoltà sulle ripartenze avversarie e osserva che «la squadra di Gilardino risponde con un 3-5-2 che in blocco basso difende a cinque, diventando 5-3-2».

Roberto Belingheri, nel suo commento intitolato «Il punto più basso. Due vie per il futuro», scrive: «Il grido di sostegno più forte di tutta la serata è arrivato dalla curva Nord dopo il 3-0 del Parma. Il punto più alto del tifo nel momento più basso, quando l’Atalanta è volata giù in un baratro». E indica due possibilità: «Si può cambiare subito o aspettare la sosta, recuperare gli infortunati e poi pesare veramente il valore della squadra».

Dino Nikpal racconta invece la contestazione sugli spalti: «La serata più nera dove vincono solo le due curve». Il titolo è accompagnato da un coro emblematico: «Meritiamo di più».

Luca Bonzanni riporta le dichiarazioni del direttore sportivo: «Giuntoli: Avanti con Sarri. In ritiro fino a domenica». Il dirigente chiede scusa ai tifosi e definisce «inaccettabile» il secondo tempo. Sarri, dal canto suo, ammette: «Siamo fragili a livello mentale. C’è da parlare e ritrovare compattezza».

Sempre sull’Eco, Paolo Vavassori raccoglie le parole di Ederson: «Dobbiamo stare solo zitti e lavorare». Il capitano (fischiato all’uscita e non ho memoria di una roba del genere) riconosce le responsabilità del gruppo e invita a reagire attraverso il lavoro.

Il notiziario completa il quadro con altri due problemi fisici: «Gaetano fuori un mese. Kristensen ai box 20 giorni». Il primo ha una distrazione al quadricipite destro di medio grado, mentre per il difensore danese si tratta di distrazione di basso grado ai flessori della coscia sinistra.

Il Corriere della Sera – Bergamo apre la pagina sportiva con il titolo «Atalanta, un incubo chiamato Parma». Marina Belotti ricorda che «il grande ciclo auspicato da Sarri alla vigilia oggi è una chimera lontanissima».

Nell’approfondimento «Poche idee e confuse. L’ombra dell’era Juric e il futuro da difendere», Pietro Serina mette in guardia anche dalle conseguenze sulla classifica: «Vincendo questa partita l’Atalanta poteva salire a un ottavo posto e prendersi la rincorsa per le prime posizioni».

La Gazzetta dello Sport usa toni ancora più duri: «La Dea crolla. Sarri è nei guai». Nell’analisi di Alex Frosio emerge una squadra incapace di trasformare la superiorità iniziale in occasioni decisive e soprattutto di reagire al primo episodio negativo.

Nella pagina successiva il quotidiano rosa titola «Sarri senza scuse», riportando le parole del tecnico: «Noi troppo fragili. Andiamo in ritiro, dobbiamo parlare».

Il direttore sportivo Giuntoli difende l’allenatore, mentre la squadra viene chiamata a confrontarsi con le proprie responsabilità. Per Sarri la ripresa contro il Parma è stata «inaccettabile».

Il Corriere dello Sport sceglie il titolo «Sarri non va lontani», con riferimento al terzo gol firmato dal giovane attaccante del Parma. Patrick Iannarelli racconta la sconfitta e sottolinea come la squadra nerazzurra abbia perso progressivamente lucidità e convinzione dopo il vantaggio ospite.

Tuttosport, con Fabio Gennari, titola «Gilardino inguaia Sarri. Ma Giuntoli: Resta lui». L’articolo racconta anche la contestazione della tifoseria: «Dura contestazione ai nerazzurri: iniziano bene, poi crollano». Il quotidiano riprende le parole del direttore sportivo: «Inaccettabile. Si va in ritiro».

Ora tutti in ritiro: in settimana Kairat e sopratutto Monza domenica.

Ad maiora

Sarri dopo Atalanta-Parma: «Ci manca cattiveria mentale. Abbiamo perso lucidità e regalato la partita»

«Ci manca qualcosa a livello di aggressività e di cattiveria mentale e materiale». Maurizio Sarri nella conferenza post 0-3 non cerca alibi dopo lo 0-3 subito dall’Atalanta contro il Parma. Il tecnico nerazzurro individua soprattutto nell’aspetto emotivo e caratteriale le ragioni di una sconfitta pesantissima, maturata dopo un primo tempo dominato e una ripresa nella quale la squadra è completamente crollata.

«È difficile. Da quattro o cinque partite costruiamo situazioni favorevoli che facciamo fatica a trasformare in occasioni da gol. E lo stesso succede nelle situazioni difensive, nelle situazioni sporche dentro la nostra area. Qualcosa a livello di aggressività e cattiveria mentale e materiale ci manca».

Sarri respinge l’idea che il crollo possa dipendere dalle difficoltà di assimilazione del nuovo sistema di gioco, così diverso da quello utilizzato dall’Atalanta negli anni precedenti.

«L’aspetto tattico non c’entra niente. Fino a quando la partita è rimasta in equilibrio nel risultato, perché nel gioco non c’era equilibrio, nel primo tempo li abbiamo messi sotto in maniera totale. La squadra ha fatto anche un calcio di palleggio, di movimenti senza palla, di combinazioni nello stretto».

Il problema, secondo l’allenatore, è arrivato quando il Parma ha trovato il vantaggio, mandando in crisi le certezze dei nerazzurri.

«Penso sia più un problema emotivo. Trovarsi sotto in una partita in cui hai la sensazione di averla completamente in mano ci ha fatto perdere lucidità, ci ha fatto andare nel nervosismo e nella confusione. Tutto si è trasformato in venti minuti brutti, nei quali abbiamo regalato la partita».

Preoccupa soprattutto la fragilità difensiva. Nelle ultime cinque partite l’Atalanta ha incassato 14 reti, una media di quasi tre a incontro. Un peggioramento evidente rispetto all’inizio della stagione.

«Prima si prendevano gol in maniera più accettabile. Nelle ultime partite li abbiamo subiti anche in situazioni facilmente evitabili. Stasera abbiamo preso tre gol da una squadra che ha prodotto un dato di expected goals molto basso. Mi sembra inconcepibile».

La domanda diventa allora come intervenire su problemi che sembrano riguardare non soltanto l’organizzazione, ma anche la capacità della squadra di reagire alle difficoltà.

«L’unica cosa da far notare ai ragazzi è che dobbiamo ripartire dal primo tempo. Non si può fare un primo tempo così dominato e andare negli spogliatoi sotto 1-0».

Il tecnico vuole conservare quanto di buono mostrato nella prima parte della gara;

«Dobbiamo prendere il positivo del primo tempo e prendere in esame perché si sia trasformato un primo tempo promettente in una partita del genere».

Infine, il rapporto con la Curva Nord, che ha continuato a sostenere l’Atalanta anche sullo 0-3, prima di chiamare la squadra sotto il settore al termine dell’incontro.

«Penso che nessuno nel nostro ambiente si possa lamentare dei tifosi. Hanno fatto il tifo per 95 minuti, anche mentre stavamo perdendo 3-0. Alla fine è chiaro che possono anche fischiare, ma sono fischi d’amore. Perché qui c’è un grande amore nei confronti della squadra. Durante la partita c’è amore, non fischi».

Domenica trasferta aperta a Monza. Sperando che non debbano finire ancora sotto la Curva…

Ad maiora.

Atalanta-Parma 0-3, i numeri dell’incredibile disfatta: 70% di possesso, 19 tiri e 2,65 gol attesi. Ma vince chi segna

Ci sono sconfitte che i numeri spiegano e altre che i numeri rendono ancora più difficili da comprendere. Atalanta-Parma 0-3 appartiene alla seconda categoria. La squadra di Maurizio Sarri ha avuto il 70% del possesso palla, ha tirato 19 volte contro le 6 degli avversari, ha creato 18 occasioni contro 6 e ha prodotto 2,65 gol attesi, mentre il Parma si è fermato a 0,21. Eppure il risultato finale è stato un pesantissimo 0-3.

Il dato più clamoroso è proprio quello degli expected goals: 2,65 per l’Atalanta, che non è riuscita a segnare nemmeno una rete, e appena 0,21 per il Parma, che ha trovato due gol con Fabbian e Lontani, ai quali si è aggiunta l’autorete di Zappacosta. Una differenza enorme tra quanto costruito e quanto concretizzato.

I nerazzurri hanno indirizzato 6 conclusioni nello specchio della porta, esattamente il doppio delle 3 del Parma. Daffara ha respinto ogni tentativo. Le grandi occasioni sono state 3 per l’Atalanta e nessuna per gli ospiti. Anche i calci d’angolo raccontano una superiorità territoriale netta: 8-4. Ma proprio da un corner è arrivato il vantaggio di Fabbian al 41’.

Colpisce anche il dato dei 43 palloni toccati nell’area avversaria dall’Atalanta contro appena 10 del Parma. I nerazzurri hanno concluso 16 volte dall’interno dell’area, gli emiliani soltanto 2. La squadra di Sarri ha inoltre completato il 90% dei passaggi contro l’80% degli avversari.

La differenza non è stata soltanto tecnica, ma anche di efficacia. L’Atalanta ha prodotto molto senza segnare, mentre il Parma ha saputo sfruttare le opportunità e gli errori dei padroni di casa.

C’è poi un altro elemento interessante, quello relativo all’intensità. Il Parma ha percorso complessivamente 88,23 chilometri contro gli 85,52 dell’Atalanta, quindi 2,71 in più. Eppure i nerazzurri hanno registrato valori superiori sia nella distanza percorsa ad alta intensità, 4,50 chilometri contro 4,14, sia negli sprint, 1,71 contro 1,29.

Il problema sembra riguardare soprattutto l’efficacia delle giocate, la capacità di trasformare il predominio territoriale in occasioni concretizzate e la fragilità mostrata negli episodi decisivi.

Ora tutti in ritiro per preparare il Kairat e sopratutto la trasferta di Monza.

Ad maiora.