Parco Adda Sud

Nate due cicogne nel Parco dell’Adda Sud

La notizia diffusa dallo stesso Parco che in questi anni ha favorito la ricomparsa di questi volatili.
La foto è stata realizzata quando hanno ricominciato a fare il nido.
Ad maiora
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Due nuovi nati al “Centro Cicogne” del Parco Adda Sud a Castiglione d’Adda, nel Lodigiano. I nuovi pulcini, usciti dalle uova in questi giorni, stanno bene, mangiano con appetito e hanno piume grigie, che presto diventeranno bianche, e becco e zampe marroni che poi si coloreranno di arancione.
“Li assistiamo con razioni che portiamo ogni giorno anche per i genitori – spiega Maurizio Polli, responsabile delle Gev del Parco Adda Sud – nel giro di un mese si potranno considerare adulti e andranno ad aggiungersi agli esemplari che in questi anni abbiamo allevato e in parte liberato. Adesso abbiamo anche un secondo centro cicogne al Parco Ittico Paradiso a Zelo Buon Persico, con il quale è stata avviata un’utile collaborazione”.
Il Centro del Parco Adda Sud a Castiglione esiste da oltre dieci anni e il numero degli esemplari è sempre cresciuto. “Le cicogne – spiegano le Gev del Parco – sono animali migratori, di colore bianco e nero, con zampe e becco arancio, raggiungono un’altezza di oltre un metro, con un’apertura alare di un metro e mezzo e possono arrivare a pesare fino a 4 chili. Si cibano di piccoli insetti, rane e girini, lucertole, cavallette, topi, lombrichi e uova”.
Sono uccelli migratori che di solito sverna a sud del Sahara, nell’Africa tropicale e meridionale. La presenza di questi uccelli nella Pianura padana è tipica dalla primavera fino all’autunno, mentre per il resto dell’anno svernano nelle aree sahariane, nell’Africa tropicale e in quella meridionale.
Un po’ come succede alle rondini, per le quali il Parco Adda Sud, insieme alla Lipu e all’Università Bicocca di Milano sta studiando i percorsi migratori attraverso dei mini gps applicati alle zampe di alcuni esemplari in mondo da poterne monitorare i movimenti e le rotte. “Secondo la ricerca – spiega Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud – il numero delle rondini si è praticamente dimezzato, anche perché si è ridotto il numero delle stalle e delle cascine dove tradizionalmente trovavano rifugio per i loro nidi”.
Le cicogne invece, grazie all’attività del Parco Adda Sud, sono tornare a popolare le rive, i campi e la boscaglia lungo l’Adda e nei due centri di Castiglione e Zelo si ha la possibilità di ammirare alcuni esemplari in custodia e altri già liberati che hanno nidificato in cima ad alberi, pali o tetti.

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Al Parco Adda Sud tornano a volare le lucciole

LuccioleLe lucciole (quelle vere) tornano a volare attorno a Milano e nelle campagne del Parco Adda Sud fra Lodi e Cremona. Il monitoraggio effettuato la scorsa estate dalle Guardie ecologiche volontarie in decine di comuni attorno al capoluogo lombardo e nel Parco Adda Sud, ha evidenziato come il popolare insetto sia di nuovo in circolazione dopo anni di sparizione a causa dell’inquinamento.
“E’ buon segnale per la salute dell’ambiente – spiega Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud – perché la presenza di questi insetti indica un minor degrado della qualità dell’aria, della vegetazione e delle acque”.
A parlare di lucciole e del monitoraggio effettuato attorno al capoluogo lombardo e nelle campagne del lodigiano e del cremonese, Domenico Barboni, appassionato studioso di questi insetti, che questa sera, 12 aprile, alle 20.30, presso la sede del Parco Adda Sud a Lodi in viale Dalmazia 11, sarà uno dei protagonisti della conferenza “Prendere lucciole per lanterne”.
“Sarà un viaggio nel microcosmo della natura dei nostri territori – spiega Maurizio Polli, responsabile delle Gev del Parco – dove accanto a cicogne e aironi, rondini e martin pescatore c’è anche una popolazione di insetti tutta da scoprire, come le lucciole”.
Si tratta di coleotteri con circa duemila specie in tutto il mondo, le più comuni in Italia sono la Lampyris Noctiliuca, la Lusitanica e l’Italica.
Il tema sarà al centro anche di una conferenza al Museo di storia naturale di Milano, lunedì 22 aprile ale 20.30.

Ad maiora

#Adda Cercatore di funghi salva falco ferito

In questi giorni un po’ del cazzo, finalmente una buona notizia che arriva dal Parco Regionale Adda Sud (la foto è loro).

Qui il comunicato sul salvataggio del falco ferito.

Ad maiora.

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Falco ferito salvato da un cercatore di funghi a Corte Palasio, nel Lodigiano. E’ successo sabato mattina verso le 10 e adesso l’animale è in cura presso il Centro Rapaci di Castelleone, nel Cremonese. “Ero in giro nella località Prada di Corte Palasio – racconta Vincenzo Carrera, 49 anni, operaio metalmeccanico – stavo cercando dei funghi, quando alla base di una pianta ho visto dei cespugli muoversi. Mi sono avvicinato e ho trovato questo animale a terra, bagnato, vicino a un fosso. Non ho avuto il coraggio di abbandonarlo lì”.

L’operaio si è tolto il maglione e con quello ha avvolto il falco per evitare che si agitasse per lo spavento. “Stai calmo che sei nelle mani giuste” gli ha sussurrato il cercatore di funghi. L’animale si è lasciato raccogliere e portare in macchina. Carrera è quindi andato a casa e dopo un consulto con la moglie e con il Responsabile delle guardie ecologiche del Parco Adda Sud Maurizio Polli, è ripartito alla volta di Castelleone, dove hanno preso in consegna il volatile, che forse ha un’ala rotta. “Al Centro Rapaci – spiega l’operaio – si sono stupiti che sia stato così mansueto. Mi hanno detto che dalle dimensioni pare un esemplare non ancora adulto ma con artigli così forti da poter recidere i tendini di una mano”.

Il falco pellegrino – spiega il Parco Adda Sud – è uno dei rapaci più veloci e micidiali nella caccia aerea: raggiunge un’apertura alare fra gli 80 e i 120 centimetri e una velocità di oltre cento chilometri orari, ma quando si butta in picchiata può sfiorare anche i 300 chilometri. Quando attacca, tramortisce le prede con gli artigli e poi le finisce con il becco. Può vivere fino a 20 anni e la sua presenza è indice di un buon equilibrio naturale all’interno di un territorio.

“Salvare questo falco ferito è stato un importante gesto di umanità e di rispetto per la Natura è una buona notizia ed è anche la dimostrazione che per la salvaguardia delle nostre aree protette serve il contributo concreto di tutti” conclude Silverio Gori, Presidente del Parco Adda Sud. Nei prossimi giorni si avranno notizie più precise su quanto tempo servirà prima che il falco possa tornare a volare nei cieli sopra l’Adda.