La Russia, il paese dove si è sperimentato il marxismo-leninismo, ora rischia di diventare un paradiso fiscale per chi non vuole pagare le tasse nel suo paese. Naturalmente, solo se è ricco e adula il piccolo zar Putin.
L’attore Gerard Depardieu cui il cattivo (ma socialista) Hollande voleva far pagare le tasse è arrivato a Sochi, sul Mar Nero, per incontrare il presidente Putin.
Sochi era la meta turistica preferita dai dirigenti del Pcus ed è stata ovviamente scelta da Putin come luogo dove incontrare gli amici, come Silvio o Gerard, cui oggi verrà consegnato il passaporto russo. In quella località, marittima, grazie ai fondi di Gazprom, sono state assegnate le Olimpiadi. Quelle invernali, naturalmente. Il Caucaso è proprio lì dietro. Come la Cecenia. Anche per questo è stata lanciata una campagna di boicottaggio.
E all’attore francese (ma non solo) stanno a cuore i dittatori, come il presidente Kadyrov che l’ha subito invitato a stabilirsi in Cecenia.
Alla festa di compleanno del capo dei ceceni (filo-russi) il francese si era messo a urlare (dietro compenso) inni di gioia per l’uomo di Putin a Groznij.
Il presidente che fece radere al suolo la capitale cecena fu d’altronde insignito della massima onorificenza francese, la Legion d’onore. A presiedere la Francia era il gollista Chirac.
Ad maiora
La Minetti e la figa tra le più ricercate (in questo blog) nel 2012
I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2012 per questo blog.
Ecco un estratto:
About 55,000 tourists visit Liechtenstein every year. This blog was viewed about 220.000 times in 2012. If it were Liechtenstein, it would take about 4 years for that many people to see it. Your blog had more visits than a small country in Europe!
Love is all you need, parrucchiera calva…
In uscita, come vi ho già detto, in questo week end natalizio un film non-natalizio: Love is all you need. Perfetto per Santo Stefano, giorno consacrato al cinema.
La pellicola della danese Susanne Bier racconta in modo paritario i ruoli tra donne e uomini (questi, giustamente, ne escono male).
Viene mostrata un’Italia (meridionale) bellissima e tutt’altro che stereotipata.
Il film in soldoni spiega che si deve stare insieme a qualcuno che possa aiutarti quando le cose non vanno bene.
Da vedere.
Ps. Il titolo originale era “la parrucchiera calva”. E chi vedrà il film ne capirà il perché. Quale genio anglofono e anglofilo si è inventato questo titolo beatlesiano (All you need is love) per un film che non ha nemmeno una canzone del Fab Four??
Ad maiora
Se ne vada?
“Notizia” di Natale: #Berezovskij non fu il mandante dell’omicidio #Politkovskaja
Nella conferenza stampa del 2007, a un anno dall’assassinio della Politkovskaja, quel personaggio che è il procuratore generale russo Jurij Chaika (per un lustro ministro della Giustizia di zar Putin) dopo aver annunciato, tutto tronfio, che erano state fermate 10 persone (molte scarcerate in un amen), annunciò che il mandante dell’omicidio era da cercare all’estero.
Ai giornalisti che gli chiedevano se si riferisse all’ex oligarca Boris Berezovskij, si mise a sorridere e ad ammiccare. Tipico di un regime televisivo e da barzelletta (anche se pure in Italia…).
Sono passati cinque anni da quelle accuse, anzi, insinuazioni. E proprio nel giorno di Natale, si scopre che Berezovskij, in esilio a Londra, non è stato il mandante dell’omicidio della Politkovakaja né di altri giornalisti.
Speriamo che, quando cadrà il regime putiniano, si scopra chi abbia ordinato l’omicidio di Anna, coraggiosa giornalista.
Auguri a tutti.
Ad maiora



