Per sport

L’oppio dei popoli.

Aspettando Atalanta-Sassuolo: per «Palla o Campo» debutta la moneta speciale della Serie A

Anche uno dei gesti più antichi e semplici del calcio cambia veste. Aspettando Atalanta-Sassuolo e tutta la prima giornata del nuovo campionato c’è una novità che accompagnerà la Serie A 2026/27: per il tradizionale sorteggio tra i capitani prima del fischio d’inizio verrà utilizzata una moneta ufficiale.

Si chiama «Palla o Campo» ed è stata presentata dalla Lega Serie A insieme all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato. È una moneta da 5 euro in argento, emessa dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e realizzata dalla Zecca dello Stato.

Il rituale resta quello di sempre. Arbitro e capitani si ritrovano a centrocampo pochi istanti prima della partita e il lancio della moneta determina la scelta iniziale. A cambiare, dunque, è proprio la moneta utilizzata: da questa stagione sarà la stessa su tutti i campi della Serie A.

Nella nuova moneta, su un lato compare un pallone, mentre la composizione grafica richiama attraverso la ripetizione del fischietto il momento del sorteggio. Sul bordo è incisa più volte la parola «talento», declinata in diversi dialetti italiani.

Sul rovescio è invece raffigurato uno stadio visto dall’alto, con al centro il pittogramma della Serie A e intorno ventidue puntini, a rappresentare i giocatori delle due squadre al momento del calcio d’inizio. Sul bordo compare la parola «squadra» in diverse espressioni dialettali.

La moneta entrerà anche nella Collezione Numismatica 2026 della Repubblica Italiana. Un piccolo oggetto da collezione che avrà però anche una funzione molto concreta: sarà realmente utilizzato dagli arbitri per il sorteggio delle partite.

Ad maiora

Atalanta, i giornali di giovedì 20 agosto: Sarri spiega le insidie dell’Hapoel, Bergamo blindata per il debutto europeo

È il giorno dell’esordio ufficiale dell’Atalanta di Maurizio Sarri e sui giornali domina inevitabilmente l’andata del playoff di Conference League contro l’Hapoel Tel Aviv. Alla partita si intrecciano però due temi distinti: quello tecnico, con una Dea ancora in costruzione chiamata a mettere una prima ipoteca sulla qualificazione, e quello dell’ordine pubblico, con Bergamo blindata per una serata accompagnata dalle proteste contro Israele.

L’Eco di Bergamo dedica all’appuntamento un’ampia copertura, a partire dalla prima pagina: «Con l’Hapoel Tel Aviv partita blindata». Nel supplemento sportivo campeggia invece «Buona avventura», mentre all’interno il titolo è «L’Atalanta alla scoperta di una nuova Europa». È la prima volta dei nerazzurri in Conference League, dopo nove anni trascorsi tra Champions ed Europa League.

Il quotidiano bergamasco entra poi nel merito delle scelte di Sarri: «Sarri conferma il modulo 4-3-3 sfoggiato nei test internazionali». Scamacca è indicato al centro dell’attacco, con Zalewski e Raspadori candidati sulle fasce; Gaetano dovrebbe giocare in mezzo insieme a Ederson e Samardzic.

Molto spazio anche agli avversari. L’Eco di Bergamo titola «Occhio ai trequartisti. E a Boateng»: Turiel, Alkukin e Altman sono indicati come gli uomini di maggiore creatività dell’Hapoel, mentre il ghanese Emmanuel Boateng rappresenta il riferimento offensivo capace di togliere punti di riferimento alla difesa atalantina.

Un’altra pagina ricostruisce la storia del club israeliano: «La squadra della classe operaia contro la destra di Netanyahu». L’Hapoel, nato nel 1923 e legato storicamente al movimento dei lavoratori, viene raccontato anche attraverso la propria tifoseria e la sua componente araba. E c’è spazio persino per i precedenti italiani: l’Hapoel eliminò il Parma e soprattutto il Milan nella Coppa Uefa 2001/02.

Il giornale allarga infine lo sguardo alla competizione con «I playoff eleggeranno le favorite»: insieme all’Atalanta vengono indicate tra le squadre da seguire Brighton, Friburgo, Monaco, Getafe, Ajax e Rangers. Il ritorno contro l’Hapoel si giocherà il 27 agosto in Ungheria, poi dal 15 ottobre comincerà l’eventuale fase campionato.

Sul fronte della sicurezza, L’Eco di Bergamo parla di «Partita blindata, attesi mille israeliani. C’è allerta droni: chiuso lo spazio aereo». Previsti controlli rafforzati, personale specializzato, filtraggio delle bandiere palestinesi all’ingresso e un presidio ProPal in via Pitentino.

Anche il Corriere della Sera – Bergamo apre con «Atalanta-Hapoel, presidio blindato. Sistemi anti drone e polizia in forze». All’interno: «Hapoel, il presidio ProPal e la proiezione sullo stadio. Droni, divieto di sorvolo e apertura due ore prima». Sullo stadio è comparsa la scritta luminosa «Boycott Israel», mentre i manifestanti si ritroveranno nel pomeriggio.

Per il Corriere della Sera – Bergamo, Sarri presenta la partita come una «battaglia di 180 minuti» e ribadisce che l’Atalanta è ancora «in costruzione». Il quotidiano sottolinea anche «I buoni motivi per non sottovalutare la sfida»: l’Hapoel arriva all’appuntamento con più partite ufficiali nelle gambe e una struttura di squadra già definita. È lo stesso concetto espresso dal tecnico nerazzurro alla vigilia: gli israeliani hanno qualità tecniche superiori a quanto si possa pensare superficialmente. 

Il Corriere dello Sport sceglie Scamacca come volto della serata: «Brivido d’Europa. Doppio rischio con l’Hapoel. C’è Scamacca». Sarri viene definito «diffidente» davanti a una sfida considerata delicata, mentre il centravanti romano è chiamato a guidare l’attacco nel primo appuntamento ufficiale della stagione.

Grande apertura anche sulla Gazzetta dello Sport: «La prima di Sarri, c’è l’ostacolo Hapoel. “Sarà molto dura”». E sotto, a caratteri ancora più grandi: «Dea, prenditi l’Europa». La Gazzetta insiste sul sorteggio giudicato poco fortunato da Sarri e sull’obiettivo immediato: conquistare la fase campionato della Conference. 

La Stampa presenta invece l’appuntamento come l’inizio di una nuova stagione internazionale: «L’Atalanta apre la stagione delle Coppe». Dopo gli anni trascorsi tra Champions ed Europa League, per i nerazzurri comincia l’avventura nella terza competizione continentale.

la Repubblica mette soprattutto l’accento sul contesto politico e di ordine pubblico: «Atalanta al debutto tra pro Pal e tensioni. “Boicottare Israele”». Il quotidiano racconta la manifestazione prevista in città, il divieto di introdurre bandiere palestinesi nello stadio e le misure di sicurezza predisposte per l’arrivo dei sostenitori israeliani.

Infine Tuttosport, che porta la partita già in prima pagina: «Atalanta-Hapoel Tel Aviv ad alta tensione in Conference: “No alla partita della vergogna”».

Ad maiora

In Israele ci credono: «L’Hapoel può mettere in difficoltà l’Atalanta». E torna il ricordo del Milan

A Bergamo l’Atalanta prepara il debutto ufficiale della stagione, in Israele l’avvicinamento alla sfida di Conference League viene vissuto con la consapevolezza di trovarsi davanti a un ostacolo enorme, ma anche con la speranza di poter costruire una sorpresa.

Il messaggio lanciato dall’Hapoel Tel Aviv ai propri tifosi alla vigilia è eloquente: «Credete». La comunicazione del club accompagna così l’appuntamento di giovedì sera alla New Balance Arena, mentre sui media israeliani il confronto con l’Atalanta viene presentato come uno dei più prestigiosi degli ultimi anni per i rossi di Tel Aviv. 

A dare fiducia all’ambiente è anche Eli Gutman, ex commissario tecnico della nazionale israeliana e profondo conoscitore dell’Hapoel. Il suo giudizio è diventato uno dei temi della vigilia: «L’Hapoel metterà molto in difficoltà gli italiani». Secondo Gutman, l’Atalanta non potrà permettersi di affrontare la sfida pensando a una passeggiata. 

Una convinzione che si accompagna comunque al grande rispetto per la squadra di Maurizio Sarri. Lo stesso Elyaniv Barda, nella conferenza stampa di Bergamo, ha riconosciuto apertamente la differenza di livello tra le due formazioni e ha definito quella contro l’Atalanta «una montagna molto alta da scalare». Ma l’Hapoel arriva all’appuntamento con un vantaggio non trascurabile: ha già giocato quattro partite nei preliminari europei, mentre per i nerazzurri sarà la prima gara ufficiale della stagione.

C’è poi un filo che riporta indietro di quasi un quarto di secolo. In Israele è tornato il ricordo della grande avventura europea dell’Hapoel del 2001/02, quando la formazione di Tel Aviv raggiunse i quarti di finale della Coppa UEFA.

Dopo aver eliminato anche Chelsea e Parma, l’Hapoel trovò il Milan. L’andata, disputata a Nicosia, terminò 1-0 per gli israeliani. A San Siro i rossoneri ribaltarono il confronto vincendo 2-0, ma quella cavalcata è rimasta una delle pagine più importanti della storia del club. Non a caso anche Barda ne ha parlato nella conferenza della vigilia: per l’allenatore è un onore che, a distanza di tanti anni, quella squadra venga ancora ricordata.

Anche il momento dell’Hapoel contribuisce ad alimentare un certo entusiasmo. La squadra ha già superato due turni europei e arriva a Bergamo dopo un altro risultato positivo nelle competizioni israeliane. Nei turni di Conference si sono messi in evidenza soprattutto Emmanuel Boateng e Stav Turiel, entrambi già a quota due gol, mentre Omri Altman ha fornito due assist. 

E proprio Altman, presente insieme a Barda in conferenza stampa, ha sintetizzato bene lo spirito con cui gli israeliani si presentano a Bergamo: l’Atalanta è tra le favorite della Conference, ma l’Hapoel non vuole limitarsi a contenere i danni. «Non siamo qui per divertirci. Siamo qui per fare il nostro lavoro». E quel lavoro, per Altman, significa provare a vincere.

Ynet racconta un Hapoel che ha preparato da giorni la sfida di Bergamo, tanto che Barda aveva scelto di ricorrere a un ampio turnover nella semifinale di Coppa Toto proprio per preservare i titolari in vista dell’Atalanta. La stampa israeliana non ha ancora delineato un undici certo per domani sera, ma l’orientamento è quello di tornare all’ossatura utilizzata nel cammino europeo, dopo aver risparmiato diversi uomini nell’ultimo impegno. 

Ad maiora

Hapoel: «Atalanta tra le favorite per vincere la Conference, ma noi ci crediamo»

L’Atalanta è tra le favorite per vincere la Conference League, ma l’Hapoel Tel Aviv arriva a Bergamo senza sentirsi battuto. È il messaggio della conferenza stampa della vigilia, con il tecnico Elyaniv Barda e Omri Altman a presentare l’andata dei playoff.

Barda parte dal valore dell’avversaria e dalle parole pronunciate poche ore prima da Maurizio Sarri, che aveva definito l’Hapoel una squadra più forte di quanto possa apparire a una prima valutazione.

«Per me è un grande onore sentire queste parole. Considero Sarri uno dei migliori allenatori al mondo». Il tecnico israeliano non nasconde però la differenza di valori: «Sappiamo quali sono le distanze e le differenze di livello. Nonostante questo non veniamo qui sentendoci inferiori e cercheremo di fare tutto quello che possiamo».

L’Hapoel ha già disputato diverse partite ufficiali, mentre per l’Atalanta quella di domani sarà la prima della stagione. Barda non pensa però che sia necessariamente il momento ideale per affrontare i nerazzurri.

«Non esiste un momento buono per incontrare una squadra di Serie A come l’Atalanta, con un allenatore come Sarri e giocatori di questo livello. Siamo arrivati a due partite dalla qualificazione e siamo qui perché vogliamo e crediamo di poter fare un altro passo».

L’immagine utilizzata dal tecnico rende bene l’idea delle difficoltà: «Sappiamo di avere davanti una montagna molto alta da scalare, ma arriviamo con grande fiducia. Nel calcio sono già successe cose che sembravano impossibili».

Barda non vuole invece rivelare quali saranno le armi dell’Hapoel: «Non credo sia giusto elencare qui tutti i nostri punti di forza. Cercheremo di tenerceli per noi e di mostrarli sul campo». Sull’Atalanta il giudizio è netto: «È forte praticamente in ogni reparto. Dovremo essere molto, molto preparati».

Durante la conferenza torna anche il ricordo della grande avventura europea dell’Hapoel nella Coppa UEFA 2001/02. Gli israeliani eliminarono Chelsea e Parma prima di affrontare il Milan nei quarti di finale. Vinsero 1-0 l’andata, disputata a Nicosia, e furono poi eliminati con il 2-0 di San Siro.

«Il fatto che ancora oggi si parli di quella partita è un onore per noi. L’Hapoel è una squadra che vuole sempre arrivare alle fasi importanti delle competizioni europee».

Poi la parola passa a Omri Altman. Alla domanda sul fatto che l’Atalanta venga considerata tra le favorite per vincere la Conference League, il giocatore israeliano non si nasconde: «Noi come squadra non ragioniamo in questi termini. Ci aspettiamo una partita molto difficile contro probabilmente l’avversario più forte che potessimo incontrare, ma crediamo nei nostri principi».

E chiarisce quale sarà l’atteggiamento dell’Hapoel: «Non pensiamo soltanto di poter ottenere un buon risultato. Entriamo in ogni partita per vincere, questo è il nostro obiettivo. Non siamo qui per divertirci, siamo qui per fare il nostro lavoro e cercare di andare al turno successivo».

Inevitabile anche il riferimento alle proteste annunciate a Bergamo contro la presenza della squadra israeliana. Barda cerca di isolare la squadra da tutto ciò che circonda la partita: «Il calcio dovrebbe unire e mettere in contatto le persone. È questo ciò su cui vogliamo concentrarci».

Più netto Altman, che spiega di non essere interessato alle contestazioni e di non ritenere la conferenza la sede per affrontare il tema: «Siamo qui per parlare di calcio».

Ad maiora

Atalanta, Sarri avverte: «Hapoel più forte di quanto sembri». Ederson: «Volevo rimanere a casa»

Maurizio Sarri non si fida dell’Hapoel Tel Aviv. Alla vigilia dell’andata dei playoff di Conference League, il tecnico dell’Atalanta presenta una partita che considera molto più complicata di quanto possa suggerire il pronostico.

«Per noi è importantissimo andare in Europa. Siamo stati fortunati al sorteggio? Una persona che guarda superficialmente potrebbe pensarlo, ma è una squadra molto più forte di quanto sembri. Sarà una partita difficile, una battaglia».

Sarri chiede soprattutto una cosa alla sua Atalanta: non pensare che la qualificazione si decida domani sera. «È una partita da gestire sui 180 minuti, senza prendere derive negative. La mia sensazione è che la squadra nell’ultimo periodo sia in forte crescita».

Il tecnico, però, considera il lavoro ancora all’inizio: «Spero che siamo ancora a un punto molto basso, perché significherebbe avere grandi margini di crescita. Abbiamo iniziato un percorso diverso rispetto a quello fatto da questa squadra negli ultimi anni». E trova un elemento particolarmente positivo: «C’è una disponibilità estrema da parte dei giocatori».

Sul fronte degli indisponibili, De Ketelaere ha dato segnali positivi e sarà valutato dopo l’allenamento: l’obiettivo è il rientro sabato contro il Sassuolo.

Sarri spiega anche perché l’Hapoel merita attenzione: «Dietro ha una buona fisicità, i due centrocampisti sono uno più tecnico e uno più fisico. I tre giocatori dietro l’attaccante sono di buon livello. È una squadra che ha fatto tanti gol in ripartenza, anche con ripartenze lunghe. Se la analizzi bene ti rendi conto che è molto più forte di quanto possa apparire superficialmente». C’è inoltre un’altra incognita: gli israeliani hanno già disputato diverse gare ufficiali, mentre per l’Atalanta sarà la prima.

Sul mercato Sarri non vuole distrazioni. «Ho quattro partite in dodici giorni e se mi chiedete di mercato in questo momento non mi interessa. Ho la fortuna di avere una società di primo livello: mi fido completamente».

Netta anche la risposta sulla componente extrasportiva che accompagna Atalanta-Hapoel: «Sono il rappresentante di una società e un professionista. Devo affrontare tutte le squadre che mi mettono di fronte e cercare di vincere tutte le partite. Se me lo chiedete come uomo, me lo dovete chiedere in privato».

Accanto a Sarri c’è Ederson, reduce da un’estate nella quale il suo nome è stato a lungo accostato al Manchester United e culminata invece con il rinnovo con l’Atalanta.

«Sono molto contento di rimanere. La società mi ha cercato tante volte e mi è sempre stata addosso. Dopo avere avuto richieste da altre squadre ho capito che la mia scelta era rimanere a casa, rimanere con quelli che mi volevano. Sono molto felice di continuare a vestire questa maglia, che mi ha portato molto bene».

Ederson non nasconde che il nuovo calcio di Sarri gli chiederà qualcosa di diverso: «Posso aggiungere qualcosa offensivamente senza perdere la capacità difensiva. Cercherò di mantenere il mio livello di corsa, stare vicino ai compagni e arrivare un po’ di più davanti. È quello che mi chiede il mister».

E sulla possibilità che l’Atalanta parta tra le favorite della Conference frena: «Come gruppo non pensiamo così. Stiamo ancora adattandoci a un nuovo sistema. Adesso è finita la preparazione e cominciano le partite vere. Noi però siamo l’Atalanta e vogliamo sempre vincere».

Dopo un’estate trascorsa tra voci di mercato e il possibile salto in Premier League, il brasiliano riparte dunque da Bergamo. Con un contratto lungo e un peso ancora maggiore nello spogliatoio: «Sono inserito in un progetto più lungo e questo significa avere ancora più responsabilità».

Ad Maiora