Pensieri

Protesta contro Snam a Sulmona

Una lettera contro il metanodotto Brindisi-Minerbio

Come scriveva una volta Repubblica (quando era Repubblica) riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera del Comitato cittadini per l’ambiente di Sulmona che si batte contro la costruzione del metanodotto Brindisi-Minerbio.

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Gent.mo Dott. Riscassi,

ci presentiamo: siamo un movimento spontaneo di cittadini che da tre anni è impegnato in tematiche ambientali che riguardano la nostra Valle e la nostra città. L’esigenza di informare ed impegnarsi nasce da ripetuti tentativi di aggressione al nostro territorio da parte di insediamenti impattanti che nulla hanno a che vedere con la vocazione della nostra zona basato sull’agricoltura e il turismo essendo Sulmona città d’arte, all’interno di un sistema di Parchi e di borghi abruzzesi più belli d’Italia, di cui ben 7 in Valle Peligna; insediamenti che, sotto il profilo occupazionale, sono insignificanti o del tutto inesistenti.

Ci riferiamo, nello specifico, al progetto della Toto Group S.p.A. (circa 150 unità?) il cui intento era la realizzazione di un cementificio con annessa cava di 400 ettari nei pressi del cimitero (dove dovrebbe sorgere anche la centrale di compressione della Snam) e deposito di rottamazione di aerei e linee ferroviarie.

Hanno tentato di strumentalizzare gli operai e i disoccupati facendo leva sulla grave crisi economica ed occupazionale della nostra Valle, ma i cittadini hanno risposto in maniera netta, consapevoli dei gravi rischi per la salute grazie anche all’apporto di un documento sottoscritto da oltre 200 medici, biologi e veterinari del comprensorio e, in un animatissimo consiglio comunale aperto, abbiamo rispedito al mittente l’amministratore della Toto Group S.p.A. ed il suo devastante progetto che, per il momento, sembra scongiurato. Altra industria impattante è l’inceneritore per rifiuti ospedalieri (con una prospettiva occupazionale meno di 10 unità da localizzare alla periferia di Sulmona loc. Santa Rufina, zona ricca di acqua e sorgenti e dove è fiorente l’agricoltura anche di qualità come il nostro aglio rosso). La società proponente deve rifare la V.I.A. da capo.

Ma è il progetto della Snam Rete Gas, il metanodotto Brindisi-Minerbio e che lei ben conosce, che risulta essere per noi la battaglia più ardua anche se non ci arrendiamo, avendo come controparte, colossi economici come l’ENI.

Per noi è molto importante che la stampa nazionale si occupi di questo scempio che si intende realizzare lungo tutto l’Appennino centrale con tutti i suoi devastanti effetti sia sul piano ambientale che sismico. Vogliamo che chi ha il potere decisionale comprenda la necessità che il tracciato venga spostato al di fuori dell’Appennino!

Le saremo grati se in qualche modo vorrà aiutarci a portare il problema all’attenzione degli organi di informazione nazionali, stampa e tv perchè è di visibilità che abbiamo bisogno e con noi la città dell’Aquila, anch’essa interessata dal passaggio del gasdotto, con la quale stiamo collaborando da pochi mesi, nonostante il dramma ed i problemi per la ricostruzione.
La ringraziamo per la sua disponibilità e le inviamo i più cordiali saluti.

Comitato cittadini per l’ambiente di Sulmona

Aumentano gli stupri nelle baraccopoli haitiane

Un nuovo rapporto  di Amnesty International denuncia che le donne e le ragazze che vivono nelle tendopoli di Haiti vanno incontro a un aumentato rischio di subire stupri e violenza sessuale.

A un anno di distanza dal terremoto che provocò (si stima) 230.000 morti, oltre un milione di persone vive ancora in condizioni terribili nelle tendopoli allestite nella capitale Port-au-Prince. E` qui che le donne corrono i principali rischi di subire violenze sessuali ad opera di uomini armati che si aggirano nei campi dopo il tramonto.

Secondo i dati del rapporto di Amnesty International, nei primi 150 giorni successivi al terremoto furono segnalati oltre 250 casi di stupro. Un anno dopo, quasi ogni giorno l`ufficio di un gruppo locale di sostegno alle donne riceve persone che intendono denunciare uno stupro.

La diffusione della violenza sessuale ad Haiti era assai ampia prima del gennaio 2010, ma è stata esacerbata dal terremoto (le cause però sono “umane”, non naturali).

Intanto la crisi politica non accenna a placarsi. Il voto di novembre non è ancora definitivo e il ballottaggio è stato rinviato dal 16 gennaio a febbraio.

Ad maiora.

A Minsk cambia il governo. Senza un perché

Cambio alla guida del governo bielorusso. Ovviamente senza che si senta l’esigenza di offrire all’opinione pubblica una motivazione.

Ieri riferivamo delle improvvise dimissioni dell’esecutivo nelle mani del nuovo presidente, Lukashenko (in carica ininterrottamente dal 1994). Dimissioni di prassi, ma abitualmente solo nel momento dell’insediamento del nuovo capo dello Stato.

E invece Lukashenko ha preso al volo le dimissioni e sostituito l’uscente Sergej Sidorski (che pure – nei tanti anni alla guida dell’esecutivo – ben aveva fatto sul fronte economico) e l’ha sostitutito con Michail Miasnikovich, fino a ieri presidente dell’Accademia delle scienze (pochi mesi fa comparso sulle cronache per aver annunciato la volontà di creare un’agenzia spaziale bielorussa).

Il presidente bielorusso non ha spiegato i motivi della scelta. Né forse qualcuno glielo ha potuto chiedere.

La commissione elettorale ha intanto respinto i ricorsi delle opposizioni e confermato il risultato: Lukashenko avrebbe ottenuto 5 milioni e 130 mila voti, pari al 79,65% dei votanti. Al secondo posto il “nessuno di tutti questi” (abolito nella vicina Russia) che ha ottenuto il 6,47& dei consensi. Gli altri 8 candidati si dividono le restanti briciole.

Ad maiora.

I soliti sospetti si congratulano con Lukashenko

Ecco le notizie buone e cattive che arrivano dalla Bielorussia. Le riporta Denis Baranov che su Facebook scrive di non mandargli richieste di amicizia perché declina gli inviti di persone che non conosce personalmente,.

Partiamo dalle notizie cattive:

1. Niekliajeva Olga, la moglie di Vladimir, ha presentato una denuncia al Kgb e al procuratore generale per la mancanza di incontri con l’avvocato e l’assenza di notizie sulle condizioni del marito.

2. Il Tribunale di Minsk ha negato la richiesta di scarcerazione per 9 cittadini russi. Il tutto malgrado la sollecitazione in tal senso del ministero degli Esteri russo. Mosca ha fatto sapere che la decisione impatterà sulle relazioni bilaterali, già non buone negli ultimi anni.

3. Baranov ha ricevuto una sorta di risposta ufficiale da parte del Comitato internazionale della Croce Rossa. Dicono di essere al corrente della situazione. Ma la Bielorussia non ha mai firmato l’accordo sulla Croce Rossa che permette le visite nelle carceri.

4. Tre giovani attivisti sono stati condannati dopo il picchetto di solidarietà davanti al carcere del 21 dicembre. Passeranno capodanno in cella.

Notizie neutrali:

1. Due membri della Commissione elettorale della città di Minsk hanno scritto pareri dissenzienti sul verbale sottolineando come non abbiano potuto convalidare i risultati delle elezioni per la capitale. Entrambi sono (ovviamente, aggiungo io) membri dei partiti di opposizione.

2. Il governo ha rassegnato le dimissioni. Procedura normale dopo le presidenziali. Non è stata ancora però fissata la data d insediamento.

3. Alcuni partiti hanno formato un comitato di solidarietà e di sostegno per i prigionieri politici. A quanto pare, vogliono creare qualcosa di più permanente.

Buone notizie:

1. Dopo quasi 8 giorni di custodia da parte del Kgb, a Vladimir Niekliajev è stato concesso di incontrare il suo legale. È accaduto lunedì sera. L’avvocato ha detto che sembrava stanco. Il suo viso portava ancora i segni delle percosse.

2. Anatol Lebedko che è attualmente in sciopero della fame è sembrato – agli occhi del suo legale –  in buone condizioni di salute.

Notizia random:

Il sito web del presidente Lukashenko elenca solo 13 capi di Stato che si sono congratulati con lui per la vittoria elettorale. Sono i soliti sospetti: Turkmenistan, Tagikistan, Azerbaijan, Siria, Libia, Vietnam, Iran, Armenia, Uzbekistan, Cina, Turchia, Cuba e Russia.

Venezuela e Georgia hanno solo mandati i loro auguri.

Ad maiora.

Bielorussia, perquisizioni natalizie

Notizie dalla Bielorussia, paese che pur festeggiando sia il natale cattolico che quello ortodosso, vede il Kgb (si chiama ancora così da quelle parti) molto attivo anche nei giorni di vacanza.

In questi giorni numerose le perquisizioni (e sequestri di computer e documenti) nelle abitazione di alcuni degli arrestati. Sono state perquisite le case di Viachaslau Siuchjk (attivista dei diritti umani), Alieh Volchak (avvocato e attivista dei diritti umani), Irjna Khalip (perquisita la casa del padre Uladzimir), Aliaksandar Arastovich, (collaboratore di Statkievich), Andreij Sannikov (ex candidato, attualmente in carcere), Natalia Radzina (capo redattrice del sito Charter ’97, attualmente in carcere), Zmitsier Bandarenka (ex collaboratore di Sannikov, attualmente in carcere), Alies Mikhalievic (ex candidato, ora in carcere).

E’ stata perquisita anche casa di Aliaksanadr Atroshchankau. Quando prima dell’abortita rivoluzione dei jeans lo incontrai in un bar di Minsk era leader del movimento Zubr (bisonti), illegale. Mi diede il biglietto da visita a pancia in giù, in modo che gli altri avventori non potessero vedere quel logo. Che comunque lo portò poco dopo in cella. Quando gli chiesi se non temeva il carcere, mi disse – sorridendo – che qualcun altro avrebbe preso il suo posto.

Sono state perquisite anche le sede del Partito civile unito di Bielorussia, European Radio for Belaurs e una sede non ufficiale di Belsat (http://belsat.eu/be/).

Una buona notizia. Il legale di Andrei Dmitriyev ha potuto incontrarlo nel centro di detenzione del Kgb. È in buone condizioni.

Ad maiora.