Non ci sono obiettivi di classifica dichiarati, almeno per il momento. Maurizio Sarri, nella conferenza stampa che precede Atalanta-Parma di lunedì 2 novembre, preferisce guardare alla costruzione della squadra piuttosto che alla posizione occupata in campionato. Il tecnico nerazzurro deve fare i conti con dieci indisponibili, una serie di risultati deludenti e un’identità di gioco ancora da consolidare.
«L’obiettivo è costruire le basi per un nuovo ciclo importante», spiega Sarri, sottolineando quanto sia complicato avviare un nuovo percorso, soprattutto quando si parte da un livello già molto alto.
Uno dei passaggi più interessanti riguarda l’intensità del gioco. Sarri difende il lavoro atletico dei suoi giocatori e contesta l’idea che il calcio italiano sia necessariamente meno intenso di quello inglese. La Premier può dare una sensazione di maggiore velocità per la presenza di calciatori capaci di accelerazioni e picchi superiori, ma il volume complessivo di corsa delle squadre italiane non sarebbe inferiore.
«Nelle ultime partite abbiamo fatto dei numeri di altissimo livello», sostiene Sarri, ricordando anche una gara con appena 41 minuti di tempo effettivo, contro una media di 59. Nonostante i 18 minuti in meno, la squadra avrebbe prodotto valori fisici paragonabili a quelli delle altre partite. Per questo l’allenatore esclude che l’intensità sia il problema principale dell’Atalanta.
Ben diverso il discorso sulla fase difensiva. Sarri riconosce apertamente le difficoltà della squadra: deve essere più corta, più compatta, meno aperta quando costruisce l’azione. L’allenatore cita anche il primo gol subito contro la Fiorentina, nato da un pallone perso con la squadra troppo larga.
In attacco, invece, Sarri intravede segnali incoraggianti, pur sottolineando un problema di concretezza. «Creiamo venti presupposti per andare in porta e ci andiamo cinque».
Sulle scelte di formazione, Sarri spiega anche il limitato utilizzo di Samardžić, che considera un giocatore tecnico sul quale continua a puntare. Le esclusioni recenti sono state dettate soprattutto dalle caratteristiche delle partite. A Firenze, nel finale, ha preferito una soluzione più offensiva perché aveva la sensazione di poter vincere.
La questione più delicata rimane comunque quella degli infortuni. Sarri rivela che gran parte degli stop si è verificata nei 10-15 giorni successivi alla sosta per le nazionali. Una circostanza sulla quale lo staff tecnico, quello medico e la società stanno lavorando per individuare eventuali cause comuni e limitare il ripetersi di queste situazioni.
Il tecnico precisa però che gli infortuni sono molto diversi tra loro, tanto da rendere difficile individuare un’unica spiegazione. Anche il calendario particolarmente intenso rappresenta un elemento che non aiuta. L’obiettivo è capire se siano stati commessi errori e trovare soluzioni per il futuro.
Per il Parma non recupera nessuno: gli indisponibili rimangono dieci. Qualche rientro potrebbe arrivare prima della sosta, con due o tre recuperi importanti auspicati nei prossimi impegni. Per alcuni giocatori, però, potrebbe trattarsi inizialmente di una disponibilità limitata a pochi minuti.
Sarri si sofferma anche sul ritorno di Scalvini, utilizzato contro la Fiorentina in una situazione di emergenza dopo l’infortunio di Kristensen. Il suo ingresso è stato anticipato rispetto al programma previsto: inizialmente il difensore avrebbe dovuto avere un minutaggio limitato, attorno ai venti minuti.
Quanto l’Atalanta sia distante dalla squadra che Sarri vorrebbe vedere è difficile stabilirlo in una situazione del genere. «In questo momento bisogna gestire le emergenze, poi penseremo al resto», osserva l’allenatore. Il lavoro deve concentrarsi soprattutto sulla fase difensiva e sulla capacità di sfruttare meglio quanto viene costruito in attacco.
Un altro tema è quello della compattezza dell’ambiente. Sarri non vede fratture all’interno del gruppo o della società, ma comprende la delusione manifestata dai tifosi dopo gli ultimi risultati. Ricorda però che contro la Fiorentina la squadra ha cercato la vittoria fino alla fine e che il pareggio è arrivato soltanto negli ultimi minuti.
Ora l’Atalanta avrà due partite casalinghe ravvicinate e l’allenatore chiede il sostegno del pubblico. «Abbiamo bisogno in questo momento dell’apporto della nostra gente», dice Sarri, convinto che i tifosi continueranno a stare vicino alla squadra.
C’è poi l’aspetto psicologico, particolarmente delicato in una stagione nella quale gli infortuni continuano ad accumularsi. Ma Sarri insiste sulla necessità di affrontare le difficoltà senza cercare alibi e senza perdere concentrazione.
Il Parma, del resto, non viene considerato un avversario semplice. Secondo l’allenatore, la sua posizione in classifica non rispecchia completamente quanto prodotto in campo. È una squadra che crea occasioni, ma ha una percentuale di realizzazione molto bassa rispetto alle opportunità costruite.
Sarri si aspetta un avversario organizzato, capace di difendere con un blocco basso e ripartire. Serviranno quindi pazienza e lucidità, senza pensare che la differenza di valori possa bastare per conquistare i tre punti.
«Bisogna entrare in campo umili, determinatissimi e lucidi», è il messaggio del tecnico. Perché in questa Serie A, sottolinea, non esistono più partite facili.
Ad maiora