L’Atalanta cerca contro il Parma una vittoria per uscire dalla crisi. I numeri raccontano le difficoltà della squadra di Sarri, soprattutto in difesa, ma anche quelle degli emiliani, reduci da sei sconfitte consecutive in trasferta. I precedenti sorridono ai nerazzurri.
La peggior difesa per tiri concessi contro il peggior attacco per conclusioni tentate. È uno dei dati più curiosi della sfida di lunedì sera allo stadio di Bergamo tra Atalanta e Parma, due squadre che stanno attraversando un momento complicato e che hanno un disperato bisogno di punti.
Dopo nove giornate la squadra di Maurizio Sarri ha raccolto 11 punti, frutto di tre vittorie, due pareggi e quattro sconfitte. Un’altra battuta d’arresto significherebbe il peggior avvio nelle prime dieci giornate dalla stagione 2014/15, quando la Dea si fermò a nove punti.
A preoccupare è soprattutto la tenuta difensiva. L’Atalanta ha già incassato 17 reti e concesso agli avversari 176 conclusioni, più di qualsiasi altra formazione del campionato. La squadra bergamasca è anche quella che ha subito più gol di testa, ben sei, e ha incassato altrettante reti su palla inattiva, tre delle quali sugli sviluppi di calci d’angolo.
Numeri che aiutano a spiegare anche il primato poco rassicurante di Marco Carnesecchi: con 39 interventi è il portiere che ha effettuato più parate in Serie A, una media di 4,3 a partita. Mai, nelle sue precedenti stagioni nella massima serie, il portiere nerazzurro era stato chiamato a intervenire così frequentemente.
Dall’altra parte ci sarà però un Parma che ha segnato appena cinque gol nelle prime nove giornate, il peggior attacco del campionato. Gli emiliani hanno effettuato soltanto 93 tiri, meno di tutti, e non sono ancora riusciti a segnare nei primi trenta minuti di una partita. Una sola delle loro cinque reti è arrivata nel primo tempo.
Il confronto è particolarmente significativo anche per quanto riguarda il possesso palla. L’Atalanta è undicesima nella graduatoria stagionale con il 46,7%, una percentuale lontana da quelle a cui i tifosi erano abituati negli anni precedenti. Il Parma è penultimo con il 41,9%.
In attacco la Dea ha comunque segnato 16 gol, contro i cinque dei gialloblù. Quattro reti nerazzurre sono arrivate nel primo quarto d’ora, un primato condiviso con Frosinone e Lazio. Il problema è conservarne il vantaggio: l’Atalanta ha già perso sette punti nelle sei partite in cui è riuscita a portarsi avanti nel punteggio.
La storia recente degli scontri diretti è nettamente favorevole ai bergamaschi, vittoriosi in otto degli ultimi dieci confronti di Serie A, nei quali hanno realizzato 31 reti. In casa la Dea ha conquistato cinque successi nelle ultime sei sfide contro il Parma, segnando complessivamente 18 gol e subendone appena tre.
Resta però il precedente del 25 maggio 2025, quando gli emiliani rimontarono dallo 0-2 al 3-2, grazie alla rete di Hainaut e alla doppietta di Ondrejka, vanificando i due gol iniziali di Maldini. Molto diverso il risultato dell’ultimo confronto a Bergamo, il 25 gennaio scorso: un netto 4-0 atalantino, firmato da Scamacca, De Roon, Raspadori e Krstović.
Proprio Nikola Krstović è uno degli osservati speciali. Il montenegrino ha già realizzato sei reti e servito due assist in questo campionato. Contro il Parma, nelle quattro precedenti partite di Serie A, è stato protagonista di tre gol e quattro assist in appena 235 minuti.
Un’altra curiosità riguarda Maurizio Sarri, che nei sei precedenti contro il Parma in Serie A non ha mai perso, ottenendo quattro vittorie e due pareggi. Alberto Gilardino, invece, non ha mai battuto l’Atalanta nelle cinque sfide da allenatore: due pareggi e tre sconfitte. Vedremo come andrà a finire.
Ad maiora.