Anna Politkovskaja

Libertà di stampa. In Russia, ma non solo.

La rivoluzione di Mosca vista da Ezio Mauro

Oggi il reportage del direttore di Repubblica, ezio Mauro, da Mosca. Ottimi spunti per la manifestazione di domani di Annaviva a Milano e per il viaggio di turismo responsabile che faremo a marzo.

http://www.repubblica.it/esteri/2012/02/03/news/cremlino_innocenti_mauro-29239674/?ref=HRER3-3

Ci vediamo domani alle 11 in via Dante!

Ad maiora

Domattina presidio di Annaviva a Milano in solidarietà con l’opposizione russa

A Mosca l’opposizione scende di nuovo in piazza contro il regime putiniano.

E AnnaViva organizza un nuovo presidio a Milano. Di solidarietà con i democratici russi.

4 FEBBRAIO 2012

ORE 11

MOSCA CHIAMA- MILANO RISPONDE

PRESIDIO SOTTO LA BANDIERA RUSSA PER L’EXPO VIA DANTE 12 MILANO

Dopo le oceaniche manifestazioni, le opposizioni russe (tornare unite) tornano a chiedere elezioni libere e democratiche nella Federazione.

A pochi mesi dalle elezioni, per il Parlamento, considerate irregolari di dicembre, la Russia torna infatti a votare il 4 marzo per le presidenziali.

Per Putin, per il suo orgoglio da leader della “verticale del potere”,anche andare al ballottaggio, sarebbe uno smacco.

AnnaViva con questo presidio esprime la sua vicinanza alle opposizioni russe. Chiede l’immediata scarcerazione di Khodorkovskij e degli altri dissidenti, finiti in cella per ragioni politiche.

Spera che per una volta sia data davvero la voce al popolo. Senza brogli elettorali.

Vi aspettiamo in via Dante!

Domani la figlia della Tymoshenko al Senato Usa

La figlia delll’ex primo ministro ucraino Yulia Tymoshenko, Evgenia Carr, domani parlerà al Senato degli Stati Uniti. L’operazione fa parte di una campagna internazionale per chiedere la libertà di sua madre.

Interverrà davanti alla sottocommissione senatoriale per gli affari europei dedicata all’Ucraina.

Yulia Tymosheno è in carcere dal mese di agosto, E’ stata condannata a sette anni di carcere per abuso di potere, per un accordo sul gas firmato nel 2009 – nella sua veste di primo ministro – col suo omologo russo, Vladimir Putin.

La condanna, motivata da ragioni squisitamente politiche, ha creato tensioni tra Kiev e l’Unione europea. Il marito della Tymoshenko ha ottenuto qualche giorno fa asilo politico nella Repubblica Ceca.

“Continueremo a raccontare al mondo intero come il regime ucraino usi la giustizia per punire gli oppositori politici”, ha spiegato la figlia della Tymoshenko.

Evgenia Carr, 31 anni, è già stata in visita nel mese di gennaio a Berlino, Copenaghen, Parigi e Strasburgo per chiedere agli occidentali di aumentare la pressione sul presidente ucraino – filo-russo –  Viktor Yanukovich, al fine di ottenere la liberazione di sua madre.

“Più sarà forte la pressione, più crecerà la speranza di rilascio”, ha detto la Carr aggiungendo: “Mia madre è innocente ed è in prigione senza motivo: Yanukovich può liberare mia madre domani, se solo vorrà farlo”.

Nei giorni scorsi l’associazione Annaviva ha mandato una lettera al console ucraino di Milano chiedendo lumi sull’accanimento verso l’ex leader della rivoluzione arancione. Si è ancora in attesa di risposta.

Ad maiora.

E’ ufficiale: Javlinskij escluso dalla corsa per il Cremlino

La commissione elettorale russa ha giudicato inammissibile la candidatura per le presidenziali del 4 marzo il candidato liberale Grigorij Javlinskij. 

Le autorita’ non hanno ritenuto valide il 23% delle firme presentate dal fondatore del partito Jabloko (mela, in russo) per cercare un’improbabile posto al Cremlino.

Per la commissione si tratterebbe di schede fotocopiate.

Secondo la legge russa, per poter essere ammessi alla sfida elettorale tutti gli aspiranti candidati indipendenti e i cui partiti non sono presenti in Parlamento (dove la soglia di sbarramento è molto alta: 7%), devono raccogliere la bellezza di due milioni di firme. E’ una procedura fortemente contestata dall’opposizione.

Javlinskij aveva già corso due volte per diventare presidente, senza mai superare la soglia del 10%.

Ad maiora.

Ong russa, per il monitoraggio del voto, sfrattata e lasciata senza luce

Annaviva era andata alla conferenza stampa nella quale venivano raccontati i brogli delle elezioni politiche di dicembre.

Non potremo tornare invece a trovare gli amici di Golos a marzo, dopo le presidenziali. L’ong che si occupa di monitorare le elezioni interne è stata infatti sfrattata dalla sua sede di Mosca e ha avuto la luce tagliata.

Il tutto per lavori di ristrutturazione che – mirabile visu – termineranno proprio il 6 marzo, due giorni dopo la chiusura delle urne.

L’ong Golos (in russo significa “voto”) sostiene che “la credibilita’ delle elezioni presidenziali già messa alla prova dalle denunce di estese violazioni alle elezioni legislative dello scorso dicembre si sta dissolvendo”.

Il tutto avviene il giorno dopo l’esclusione dl candidato liberale Javlinskij dalle presidenziali del 4 marzo.

Bjorn Engesland, portavoce dell’ong aggiunge: “Golos prevede che le elezioni di marzo saranno imprevedibili e problematiche almeno quanto quelle per la Duma di dicembre, per gli attacchi o le persecuzioni che le autorita’ potranno attuare”.

Lo sfratto è arrivato malgrado Golos abbia un contratto fino alla fine di agosto.

Martedì è stata anche notificata l’interruzione delle forniture di energia elettrica per lavori di ristrutturazione gia’ in programma e che dureranno appunto fino al 6 marzo.

Che tempistica!

Ad maiora.