Grigorij Javlinskij

E’ ufficiale: Javlinskij escluso dalla corsa per il Cremlino

La commissione elettorale russa ha giudicato inammissibile la candidatura per le presidenziali del 4 marzo il candidato liberale Grigorij Javlinskij. 

Le autorita’ non hanno ritenuto valide il 23% delle firme presentate dal fondatore del partito Jabloko (mela, in russo) per cercare un’improbabile posto al Cremlino.

Per la commissione si tratterebbe di schede fotocopiate.

Secondo la legge russa, per poter essere ammessi alla sfida elettorale tutti gli aspiranti candidati indipendenti e i cui partiti non sono presenti in Parlamento (dove la soglia di sbarramento è molto alta: 7%), devono raccogliere la bellezza di due milioni di firme. E’ una procedura fortemente contestata dall’opposizione.

Javlinskij aveva già corso due volte per diventare presidente, senza mai superare la soglia del 10%.

Ad maiora.

Putin si sceglie gli avversari: sì Prokhorov, no Javlinskij

La commissione elettorale russa (la cui indipendenza la si è potuta plasticamente osservare alle ultime, contestate, elezioni parlamentari di dicembre) ha deciso chi potrà sfidare il piccolo zar Vladimir Putin alle presidenziali del 3 marzo.

Grigorij Javlinskij, vecchio leader dell’opposizione liberale (ormai in disarmo) non ha avuto nemmeno l’onore delle armi e non potrà candidarsi.

Per la commissione avrebbe presentato firme invalide. Difficile, in questo caso, sperare in un decreto del Colle (pardon, del Cremlino) che sani la situazione.

Javlinskij guida quel che resta del partito della mela (Jabloko), bandiera liberale, ammainata da anni.  

Il 4 marzo sulle schede i russi potranno trovare, oltre a Putin, altri quattro candidati. Il leader dei social democratici Sergei Mironov, il nazionalista Vladimir Zhirinovsky e il leader comunista Gennadij Zyuganov. Quest’ultimo è l’unico che possa ambire al ballottaggio, semmai Putin non dovesse raggiungere la maggioranza assoluta.

A sorpresa – ma non troppo – la commissione elettorale ha accettato come candidato anche il milionario Mikhail Prokhorov.

Le sue firme sono state giudicate perfette.

Proprietario della squadra Nba dei New Jersey Nets, Prokhorov è il terzo uomo più ricco della Russia. Chiede limitate riforme di mercato e finora si è astenuto dal criticare direttamente l’operato del primo ministro e candidato presidenziale Vladimir Putin.

Forse anche per questo le sue firme sono piaciute così tanto.

Ad maiora.