Month: giugno 2026

Conference League 2026/27, le possibili avversarie dell’Atalanta: St Josephs (Gibilterra, 2.130 km da Bergamo)

Seconda squadra di Gibilterra qualificata al primo turno di Conference, grazie al secondo posto in campionato. Il St. Josephs è stato fondato nel 1912 e nella sua storia ha vinto una Football League e ben 9 Rock Cup.

In Europa non è mai andato oltre il secondo turno di qualificazione.

Nel primo turno preliminare di Conference League affronterà gli irlandesi di Bohemians. Andata a Gibilterra il 9 luglio, ritorno in trasferta il 16 luglio.

In caso di qualificazione, al secondo turno preliminare troverebbe la vincente della sfida tra Connah’s Quay Nomads e Ballkani. Le gare si disputerebbero il 24 e il 31 luglio.

Gioca, come i tutti club qui, al Victoria Stadium, impianto da 2.300 posti.

Per Tranfermarkt la rosa vale 2 milioni.

Su Instagram i followers sono 9k.

Gibilterra da Bergamo dista 2.130 km, 22 ore d’auto. In aereo non è comodissimo: 11 ore di viaggio da Orio, con scalo a Londra.

Ad maiora

Conference League 2026/27, le possibili avversarie dell’Atalanta: Stjarnan (Islanda, 4.040 km da Bergamo)

Altra trasferta che, se arrivasse, sarebbe estrema: lo Stjarnan è il club di Garðabær, cittadina di 20mila abitanti all’estremo occidente dell’Islanda, non lontana dalla capitale Reykjavik.

È stato fondato nel 1960 e nella sua storia ha vinto un campionato e una Coppa d’Islanda. Sbarca al primo turno di Conference grazie alla terza posizione conquistata nell’ultima stagione.

Gioca le sue gare interne al Stjörnuvöllur, impianto da 1.800 posti. Le esultanze, davvero particolari, dopo i gol hanno superato i confini dell’isola.

In Europa, la migliore performance è stata nel 2014/15 quando ha raggiunto i playoff di Europa League, eliminata dall’Inter senza un balletto: 0-3 in casa (Icardi, Dodò, D’Ambrosio), 0-6 a San Siro (tripletta di Kovacic, Osvaldo e doppietta di Icardi).

Nel primo turno preliminare di Conference League affronterà i faroesi del Víkingur Gøta. Andata in Islanda il 9 luglio, ritorno nelle Far Oer il 16 luglio.

In caso di qualificazione, al secondo turno preliminare troverebbe la vincente della sfida tra i lussemburghesi del Differdange 03 e i finlandesi dell’Ilves. Le gare si disputerebbero il 23 e il 30 luglio.

Per Transfermarkt la sua rosa vale 2,86 milioni.

Su Instagram i followers sono 5k.

Garðabær dista da Bergamo la bellezza di 4.040 km, se volete andarci in macchina, traversate in traghetto comprese, ci arrivate in tre giorni (e 13 ore). In aereo impiegate 7 ore, con volo da Orio e scalo a Copenaghen.

Ad maiora

L’altra metà della mia famiglia (2). Il cerchio si chiude

Domenica scorsa avevo lasciato mio nonno Antonio Attici davanti a una porta chiusa. E avevo scritto che la sua storia, in modo del tutto inatteso, mi legava a Bergamo.

Da qualche tempo vivo qui. Da una decina d’anni racconto questa città e il suo territorio attraverso l’Atalanta. Ho sempre pensato che il mio rapporto con Bergamo fosse nato quasi per caso, per lavoro. Invece no.

Tra le carte del Brefotrofio Provinciale di Milano, conservate dall’efficiente Archivio Storico della Città Metropolitana di Milano, compariva un nome. Antonia Mascheroni. Una cucitrice, nubile, residente a Milano. E nata a Treviglio.

È stato allora che mi sono fermato, commosso.

Fa impressione pensare che per tanti anni abbia raccontato una terra senza sapere che la madre di mio nonno era nata a pochi chilometri da dove abito oggi. E che quel legame esisteva da molto prima che io ne avessi coscienza.

Poi, pagina dopo pagina, quel trovatello, il povero nonno Antonio, morto in un incidente stradale anni prima che io nascessi, ha lentamente ripreso vita. Prima come bambino affidato a una famiglia che lo allevò in condizioni igieniche così precarie da costringere il Brefotrofio a riprenderlo con sé. Poi come ragazzo troppo vivace, irrequieto, insofferente alle regole, tanto da essere giudicato difficile da gestire.

Eppure, col tempo, il giudizio degli educatori, come si evince dai documenti, cambia. Il ragazzo ribelle diventa un giovane laborioso e serio, capace di impressionare favorevolmente chi lo seguiva. Come se quel bambino nato senza padre e senza madre fosse riuscito, da solo, a trovare il proprio posto nel mondo.

Ma la parte più commovente della storia doveva ancora arrivare.

È il 1942. L’Italia è in guerra. Antonio Attici ha trentotto anni. Si è costruito una famiglia, una vita, un lavoro. Mia mamma Stella nasce proprio quell’anno.

Antonio potrebbe lasciare il passato dov’è. E invece no. Vuole capire. Scrive all’Opera Maternità e Infanzia. Non chiede soldi. Non cerca eredità. Vuole soltanto sapere. Vuole conoscere sua madre.

«Raggiunta una posizione economica sufficiente, il sottoscritto vivamente desidererebbe poter rintracciare, sia pure al solo scopo di conoscerla, la madre».

Quelle righe mi hanno colpito più di tutte, perché all’improvviso l’esposto numero 863 del 1903 smette di essere un numero. Vedo mio nonno uscire dalle carte e diventare un uomo. Un uomo che a trentotto anni porta ancora dentro la domanda che forse si era posto per tutta la vita:

«Chi era mia madre?»

Le ricerche vengono avviate. Si risale ad Antonia Mascheroni. Si scopre che è nata a Treviglio, che fa la cucitrice e che per anni ha abitato a Milano, in via Rosolino Pilo 64. Di quella donna si sa quasi tutto. Ma inutilmente.

Antonio non riuscirà mai a trovarla, a incontrarla, ad abbracciarla. Era arrivato a un passo dalla risposta che aveva inseguito per tutta la vita, senza riuscire a chiudere il cerchio.

Ottant’anni dopo, quasi per caso, sono stato io, grazie all’insistenza di mia mamma, a chiudere quel cerchio.

Mia madre mi racconta che suo padre diceva di ricordare una donna che andava a trovarlo quando era bambino. Chissà. Forse era davvero lei.

Pensavo di cercare la storia di un trovatello.

Ho trovato una donna nata a Treviglio, partita per Milano in cerca di lavoro e di un futuro. Finita, probabilmente, in una storia più grande di lei.

E ho trovato un uomo che non è nato fortunato. Un bambino abbandonato. Un ragazzo giudicato troppo vivace. Un giovane che, però, riesce a conquistarsi la stima di chi lo segue. Un uomo che sopravvive alla guerra e alla fame.

Mia nonna Olga, sua moglie, quando è morta aveva ancora un cassetto pieno di pane avanzato. Perché certe cose ti segnano così profondamente che non te le togli più di dosso.

Antonio Attici è riuscito comunque a costruirsi una vita. Senza sapere quali fossero le sue origini. Bergamasche.

E mi piace pensare che, senza saperlo, per tanti anni abbia raccontato Bergamo senza sapere che un pezzo importante della mia storia era già passato da qui.

Ad maiora.

Rassegna stampa Atalanta, sabato 27 giugno 2026

L’Eco di Bergamo dedica le sue due prime pagine sportive ai Mondiali (e nella notte bella prova del Belgio di CDK che vince largamente e passa il turno da primo del girone).

Il torneo -che sta finendo la sua parte a gironi- ha una ricaduta anche sulla Dea e sul suo mercato: «Tegola in difesa per l’Atalanta: Hien ko. La pista Gila potrebbe scaldarsi. Mondiale finito per lo svedese: si teme una lesione muscolare seria alla coscia». E poi si aggiunge: «Gaetano è sempre più vicino. Tanta concorrenza per Alajbegovic. Fermento per Keita».

Sulle pagine bergamasche del Corriere della Sera si parla di mercato in entrata: «Il poker dell’Atalanta per il centrocampo. Quattro nomi sul taccuino, tre potrebbero arrivare. Gaetano in pole (ma il Cagliari dice no a Touré). Poi Jashari, Ricci e Hojberg».

Sulla Gazzetta si affronta invece il tema rinnovi: «Scalvini-Scamacca al centro della Dea. L’Atalanta li tiene stretti. L’idea è allungare al 2029. Il difensore e il centravanti sono ritenuti fondamentali dalla società che non tratta le loro cessioni. Per buona pace di Newcastle e Roma». E nel box a lato: «Attesa per Hien. Guaio muscolare: è stiramento».

Non ho trovato notizie atalantine su Tuttosport e Corriere dello Sport, ma su quest’ultimo c’è una notizia che riguarda i tifosi biancocelesti: «I laziali in campo. Giovedì corteo da ponte Milvio al Flaminio. La manifestazione di dissenso verso Lotito e la società si concluderà con uno spettacolo davanti allo stadio». Essendo a Roma, magari faccio un salto a vedere.

Ad maiora

Conference League 2026/27, le possibili avversarie dell’Atalanta: Sileks (Macedonia del Nord, 1.420 km da Bergamo)

È il club della cittadina macedone di Kratovo, piccola cittadina a 850 metri s.l.m. e con 7mila abitanti.

Fondato nel 1965, è esploso con l’indipendenza macedone dalla Jugoslavia, vincendo 3 campionati e 4 coppe di Macedonia. Proprio quest’ultimo successo ha aperto le porte al primo turno di Conference.

Nelle qualificazioni europee non è mai andato oltre il primo turno.

Nel primo turno preliminare di Conference League affronterà i bielorussi della Dinamo Minsk. Andata in Macedonia del Nord il 9 luglio, ritorno il 16 luglio.

In caso di qualificazione, al secondo turno preliminare troverebbe gli azeri del Neftçi Baku. L’andata si giocherebbe il 23 luglio in Azerbaigian, il ritorno il 30 luglio in Macedonia del Nord.

Il Sileks disputa le sue gare interne al Sileks Stadium, impianto da 1.800 posti.

Per Transfermarkt la rosa del club vale 4,31 milioni.

Su Instagram i followers sono 3k.

Kratovo dista da Bergamo 1.420 km. In auto sono 14 ore.

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