Day: 11 giugno 2026

Conference League 2026/27, le possibili rivali dell’Atalanta: Dečić (Montenegro, 1.170 km da Bergamo)

La squadra montenegrina è conosciuta anche come Dečić Admiral Bet (Tito si rivolterà nel suo Mausoleo di Belgrado). Il Dečić è la squadra di Tuzi, cittadina di 4.748 abitanti che si trova nel cuore del Montenegro (e che per quanto abbia battuto i Balcani in lungo e in largo, personalmente non avevo mai sentito nominare). È comunque una città con più della metà della popolazione albanese (e con i montenegrini che sono solo l’11,7% della popolazione: e qui torna in scena Tito e la sua Jugoslavia che teneva insieme tutto questo).

Ma torniamo alla squadra (che si è qualificata al primo turno di Conference arrivando quarta nel campionato montenegrino). Gioca nello stadio Tuško Polje, conosciuto col nome di Arena Besa, che ha una capacità di 1.001 spettatori (dove è quell’1 a fare la differenza), anche nel 2006, nella gara d’inaugurazione contro il Budućnost di Podgorica (la capitale) gli spettatori sono stati 3.000 (record tipo Atalanta-Inter al ritorno in A).

Il Dečić è stato fondato nel 1926 ed ha militato nel serie inferiori della Jugoslavia. Poi con la divisione in Nazioni (e campionati) ha iniziato a giocare nella Prima Lega montenegrina, conquistando il suo primo e unico titolo nel 2023/24. Ha vinto anche una Coppa del Montenegro, nel 2024/25. Ha partecipato due volte ai turni di qualificazione per la Conference, passandone uno nel 2024/25 (quando era stata subito eliminata dalla corsa Champions).

Su Instagram i follower sono 4k.

Per Transfermarkt il valore della rosa è di 3.72 milioni di euro.

Tuzi dista da Bergamo 1.170 km. In auto sono poco più di 13 ore.

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Rassegna stampa Atalanta 11 giugno 2026

Rassegna stampa non ricchissima sulla Dea nel giorno in cui inizia il Mondiale americano.

Sull’Eco di Bergamo l’apertura è dedicata al nuovo dirigente atalantino: «Pompilio, uomo chiave nello staff di Giuntoli. Il nuovo dirigente ha firmato con il ruolo di direttore dei processi sportivi: uomo di fiducia del ds, gestisce i rapporti lavorando dietro le quinte». Poco sotto un titolo fa i conti in tasca all’Atalanta: «”Cara” panchina: tre a libro pag. I due esoneri costano 13-14 milioni. Dopo tre tecnici in 15 anni, l’Atalanta si ritrova ad averne assunti 3 in 12 mesi. E Il prezzo da pagare è alto».

È un tema questo che sta a cuore anche a Tuttosport: «Dea, 14 milioni in panca. A libro paga ci sono Juric, Palladino e Sarri». Quest’ultimo ancora no, ma manca poco.

A proposito di nuovo allenatore ecco il titolo delle pagine bergamasche del Corriere della Sera: «Sarri, ancora dettagli da limare con la Lazio. Ma sa già che Palestra non sarà della sua rosa».

Sulla Gazzetta si parla di mercato in entrata: «Colpo Atalanta: dal Bayern è vicino Puljic». Nel pezzo di Davide Giovenzana si racconta chi è: «Difensore centrale mancino alto quasi due metri (1,94), nell’ultima stagione ha giocato da titolare con la seconda squadra dei bavaresi nella quarta divisione del calcio tedesco: 15 presenze, concentrate soprattutto nella seconda parte di stagione a causa di un infortunio al legamento collaterale mediale che lo ha costretto a stare fermo fino a fine ottobre. Puljic, che nello scorso mercato di gennaio è stato cercato anche dal Milan, sarà un innesto importante per l’Under 23, ma avrà l’occasione di farsi conoscere anche da Sarri». Sembra un colpo alla Sartori.

Chiudo con un editoriale (interno) del Corriere dello Sport, con Pippo Russo. Il titolo è: «La Dea al centro» e nello sviluppo si parla prima di Koopmeiners, poi di Lookman e l’articolo chiude così: «Adesso è il turno di Palestra, difensore – manca un portiere la prossima estate e avremo completato i ruoli – che l’Inter vuole prendere in ogni modo. Ancora una volta, e pur con tutta la stima per il ragazzo, valutazione esagerata. Lo sarebbe anche quella di 42 milioni data dal club milanese, che deve pure destreggiarsi col budget limitato messo a disposizione da Oaktree. Ma così va, ormai pare una coazione a ripetere: strapagare Atalanta per i suoi calciatori. Incrociando le dita e sperando ne sia valsa la pena». 

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