Day: 13 giugno 2026

Conference League 2026/27, le possibili rivali dell’Atalanta: Dila Gori (Georgia, 3.475 km da Bergamo) 

Il Dila Gori è il club di Gori, città di 42mila abitanti nella Georgia orientale. Il nome deriva dalla parola georgiana Gora, che significa montagna. La cittadina è 588 metri sul livello del mare ed è famosa per una fortezza del tredicesimo secolo. Nel 2008 la città è stata invasa dai russi, in uno dei tanti conflitti scatenati da Putin. Dopo una decina di giorni è stata liberata dalle forze militari georgiane.

Il club è stato fondato nel 1939 e prende il nome da un poema di Stalin (che era georgiano proprio di Gori) intitolato Dila (che significa mattino). Fino all’era sovietica il club navigava tra il terzo e quarto campionato dell’Urss. Ma col 1990 e l’indipendenza della Georgia, il Dila Gori è diventato protagonista del campionato georgiano, pur scivolando in seconda e persino terza divisione. Dal 2010 il Dila ottiene due promozioni consecutive e torna in Erovnuli Liga, che vince nel 2014. Nel 2012 aveva la sua prima Coppa nazionale, approdando ai playoff di Europa League, stoppato dai portoghesi del Maritimo. Ha vinto la Coppa anche nel 2025, di qui l’accesso ora al primo turno di Conference.

A livello Europeo il risultato migliore lo ottiene nel 2023/24 quando arriva al terzo turno di Conference, eliminato dall’Apoel.

Gioca le sue partite casalinghe al Tengiz Burjanadze Stadium, impianto da 5.000 spettatori.

Per Transfermarkt la sua rosa vale 4,10 milioni.

Su Instagram i followers sono 6k.

Gori dista da Bergamo 3.475 km. In macchina ci impiegate 1 giorno e 13 ore senza calcolare le frontiere. Da Orio, non sempre, c’è un diretto per Tbilisi (impiega 4h15). Poi da lì con un’ora di treno ci siete.

Ad maiora

Rassegna stampa Atalanta, 13 giugno 2026

L’apertura sportiva dell’Eco di Bergamo è dedicato al mercato: «Palestra chiave del mercato: l’Atalanta non farà sconti» e nel sottotitolo si spiega: «L’idea è di trattenerlo, ma oltre i 50 milioni potrebbe partire con l’obiettivo di fare cassa e reinvestire. Obiettivi: Gaetano piace, per Jashari il Milan non ha una dirigenza con cui trattare». E a proposito di dirigenza, quella della Dea continua a rinforzarsi. In attesa dell’annuncio ufficiale del Mister, ieri è stata la volta del nuovo direttore dell’area tecnica e sviluppo delle giovanili. Titola l’Eco: «Sbravati ritrova Giuntoli. Rovella e Perin tra le sue perle». C’è un altro articolo di calciomercato: «La Fiorentina ora sogna Ruggeri».

Sulle pagine bergamasche del Corriere della Sera si resta sul tema dirigenziale: «Basi solide per il castello Atalanta: Sbravati nuovo direttore area tecnica e sviluppo del settore giovanile. Così si potenzia la struttura della “cantera”. Un anno di gestione del vivario vale 12 milioni e alla struttura collaborano in 200. Intanto nuovi talenti crescono».

Più o meno la ciccia è questa. Sui giornali sportivi ci sono quasi solo notizie di rimbalzo. Sul Corriere dello Sport: «D’Amico ufficiale, ma non da subito (dopo il tira e molla)». Stesso tema su Tuttosport: «Roma, l’era D’Amico prende il via con Dybala: ufficializzato il nuovo ds che torna a far coppia con Gasp». E appena sotto si parla di un altro ex: «La Fiorentina punta forte Ruggeri». E si torna sul tormentone: «Palestra non si sblocca? C’è Ndoye. L’Atalanta vuole 55 milioni e aspetta la Premier».

Sulla Gazzetta c’è un box dedicato all’Atalanta: «Attesa Sarri. Per il vivaio della Dea c’è Sbravati». Matteo Brega scrive: «Tra oggi e domani dovrebbe arrivare il comunicato del club che darà via al nuovo ciclo. Per l’ex tecnico della Lazio il contratto sarà triennale». Aggiungendo che potrebbe risolversi il contratto con Juric, che piace al Monza.

Ad maiora