Università degli studi di Milano

Lo strabismo dei media: esaltazione delle elezioni americane e rappresentazione degli immigrati (tesi)

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Ogni quattro anni, ogni volta che nel nostro paese si scatena l’attenzione isterica per le elezioni statunitensi, rimango perplesso: i media ci rendono partecipi come se potessimo votare e soprattutto come se il presidente a stelle e strisce alla fine ci rappresentasse.

Passata l’euforia mediatica poi, chiunque governi a Washington continua a fare solo ed esclusivamente gli interessi Usa. Che quasi mai peraltro collimano con quelli europei e italiani.

Anche di questo si occupa la tesi di Karim Antonietta Marazzina in discussione in questi giorni alla Statale di Milano. La Marazzina ha preso in esame tg e giornali del novembre 2012 per analizzare la ola che ha preceduto e seguito la rielezione di Obama.

Mettendola a confronto con la serie di stereotipi che caratterizzano invece le informazioni che riguardano i migranti che arrivano nel nostro paese. Dei quali si parla solo se commettono reati. Identificando i colpevoli con la loro provenienza geografica e creando in questo modo un pregiudizio nei confronti dei (supposti) diversi: romena stuprata da marocchino, è francamente una frase che non si vorrebbe più né leggere né sentire.

La tesi si conclude con un sondaggio nella quale la tesista ha verificato quando, ovviamente, i media influenzino il nostro moo di vedere, di percepire. Di pensare.

Ad maiora

L’ecosistema digitale: quale futuro per la TV?

“Il passaggio al digitale della televisione italiana” è il sottotitolo di questa tesi di Sara Cipollini, in discussione alla Statale di Milano.
Si parla di ecosistema perché c’è una sempre maggiore convergenza tra le telecomunicazioni e i media. È un ambiente, come spiega la Cipollini, interconnesso e polifunzionale. Per digitale si intende invece la modalità di trasporto dell’informazione, dei dati e dei contenuti. Quella rivoluzione nella quale chiunque faccia o guardi la TV è ora coinvolto.
Il laborioso passaggio al digitale terreste nel nostro paese si è concluso con lo scorso anno e si può ora trarne un bilancio. Il DTT ha fatto e sta facendo selezione degli operatori televisivi. Sono nati nuovi canali (pensiamo a quello della Feltrinelli) ma molti, soprattutto a livello locale, rischiano di chiudere.
Difficile in questa fase fare previsioni a lungo termine. Sul medio, la tesi prevede che saremo immersi nella TV. Che potremo interagire con le immagini, potremo modificarlo a nostro piacimento.
Le sperimentazioni sullo sport che ci arrivano dagli Usa sono lì a dimostrarlo: con immagini in 3D che permettono di vedere la stessa partita in molti stadi. O videogiochi che mostrano, mentre si sta guardando un match, cosa sarebbe accaduto se l’attaccante avesse passato la palla, anziché tirare sul portiere.
Ne vedremo delle belle.
Ad maiora

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Cristo Re

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Fotografato poco fa davanti alla Statale di Milano.
Ad maiora

Tra radio e multimedialità: tesi su Virgin Radio (tesi)

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Qui sopra la copertina della tesi di Pamela Granata su una radio che trasmette musica a me piace parecchio: il rock. Sto quindi parlando di Virgin Radio che nel titolo della tesi (che viene discussa in questo momento alla Statale di Milano) viene definita la “proposta musicale del nuovo millennio”.
L’analisi parte dall’evoluzione del sistema radiofonico italiano che sgretolò il monopolio Rai con le radio private che trasmettevano proprio quel rock che oggi è il biglietto da visita di Virgin. La radio del gruppo Finelco ha sfruttato questo genere musicale per imporsi su un mercato che è largamente rimasto melodico.
Virgin ha cambiato anche il rapporto tra parola e musica, facendo nettamente trionfare quest’ultima.
La Granata, che ovviamente apprezza questa stazione radiofonica, ha poi analizzato le numerose radio web che Virgin ha messo in piedi in questi anni, per sfruttare questo nuovo media per ampliare il proprio bacino e per confrontarsi col proprio pubblico. Malgrado la grande offerta, l’innovazione via web rimane solo la stessa che ha fatto imporre Virgin sul mercato dell’etere: la musica rock.
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Calendoscopio TV: un mese di informazione vista attraverso i tg serali (tesi)

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La prima delle tesi da me curate che si discute oggi a Lettere e filosofia è quella di Francesco Mazzone sui telegiornali. Il candidato ha analizzato il passato della TV italiana, passata dalla paleo televisione, alla neo televisione fino all’attuale transtelevisione, che mixa sapientemente informazione e spettacolo. Per ognuno dei tre periodi ha scelto un caso simbolo: Vermicino per il passato (considerato da Veltroni nel suo “L’inizio del buio” il punto di non ritorno della spettacolarizzazione del dolore), alla Uno Bianca (caso di cronaca trasformato in sceneggiato) fino all’omicidio di Sara Scazzi (la cui morte è stata annunciata in diretta alla madre).
Mazzone traccia un quadro dei sette telegiornali italiani e di tre europei e analizza un mese di edizioni dei tg nostrani, verificando come vengano dominati dalla cronaca nera e dalla politica. Il conflitto di interessi continua a pesare sul nostro modo di fare informazione in TV.
Ad maiora