Veltroni

Calendoscopio TV: un mese di informazione vista attraverso i tg serali (tesi)

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La prima delle tesi da me curate che si discute oggi a Lettere e filosofia è quella di Francesco Mazzone sui telegiornali. Il candidato ha analizzato il passato della TV italiana, passata dalla paleo televisione, alla neo televisione fino all’attuale transtelevisione, che mixa sapientemente informazione e spettacolo. Per ognuno dei tre periodi ha scelto un caso simbolo: Vermicino per il passato (considerato da Veltroni nel suo “L’inizio del buio” il punto di non ritorno della spettacolarizzazione del dolore), alla Uno Bianca (caso di cronaca trasformato in sceneggiato) fino all’omicidio di Sara Scazzi (la cui morte è stata annunciata in diretta alla madre).
Mazzone traccia un quadro dei sette telegiornali italiani e di tre europei e analizza un mese di edizioni dei tg nostrani, verificando come vengano dominati dalla cronaca nera e dalla politica. Il conflitto di interessi continua a pesare sul nostro modo di fare informazione in TV.
Ad maiora

Meeting impermeabile alla crisi

Al Meeting non si percepisce la crisi politica in cui si dibatte il centro-destra. Da tempo Cl ha stretto alleanza (tattica) con Berlusconi ma ora non sembra domandarsi che ne sarà della Pdl, se si andrà a votare. Del Movimento, qui tra le grandi vetrate della Fiera di Rimini, si percepisce che si sente una (come direbbe Veltroni) “forza tranquilla”, impermeabile alle mareggiate finiane.
Qui non c’è crisi. La Fiera e’ piena come un uovo (per lo più ragazzi) e gli alberghi riminesi ringraziano ogni anno per l’intuizione avuta da un manipolo di ciellini nel 1980: portare, con questa manifestazione, migliaia di persone, in una settimana nella quale i turisti rientravano per il contro-esodo.
Il meeting è fatto di dibattiti che iniziano alle 11 di mattina e terminano nel tardo pomeriggio. La sera, concerti e spettacoli teatrali. Con tutti i posti occupati.
Gli incontri non prevedono contraddittorio. Quello sull’energia, che ho seguito oggi, aveva 5 relatori su 5 pro-nucleare.
Tra i numerosissimi stand si trovano anche donne ugandesi che creano collane (coloratissime) di carta riciclata e che, vendendole, finanziano la costruzione della scuola per i loro figli. Il tutto grazie all’aiuto di Avsi, una delle ong (che aderisce alla Cdo), cui personalmente sono più affezionato. Grazie al sostengo a distanza continuano a operare anche in Libano e a Haiti, luoghi purtroppo ormai dimenticati da noi giornalisti.