Turchia

Fine digiuno a Istanbul

Se passate per la capitale turca durante il Ramadan (o Ramazan, come lo chiamano qui) andate all’Ippodromo.
Come un rito collettivo, al tramontare del sole, tutti assieme bevono, mangiano e festeggiano:


Ad maiora

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Parlando di Schettino a Bodrum

Su una imbarcazione (molto meno affollata di quella che vedete nella foto) che fa tappa in alcune delle isolette (turche) che circondano Bodrum.
Vale la pena vederle.
Ma, c’è un ma.
Quando il capitano, Mehmet, scopre che siamo italiani, la prima cosa che chiede è di Schettino…
Ride amaramente, chiede come abbia fatto a incagliarsi e domanda se e quando rimuoveranno la carcassa della Costa. Sorrido a denti stetti e credo di fare il punto della situazione (compreso il mancato recupero di due corpi).
Una volta ci chiedevano della mafia o del calcio. Poi per anni ci hanno poi domandato delle avventure “sentimentali” di Berlusconi.
Ora invece siamo noti per l’inchino di Schettino.
Turisti italiani qui, comunque, solo una sparuta presenza. Purtroppo.
Ad maiora.

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Bodrum e il suo passato

Ha un piccolo passato italiano, Bodrum, la bellissima penisola turca meta di migliaia di turisti.
E non stiamo parlando del tempo dei crociati.
Nel 1912 quando le truppe italiane occuparono Rodi (per punire l’aiuto ottomano ai libici che stavamo cercando di soggiogare), misero sotto controllo il porto della città turca (già Alicarnasso) che dista dalle isole del Dodecanneso solo poche miglia.
Il Castello di Bodrum (di San Pietro) smise di essere una prigione tre anni dopo.
Ora è un bel museo sull’archeologia marina. Sempre qui si trovano i resti di un teatro antico e del Mausoleo, un tempo considerato una delle sette meraviglie.
A maiora

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Erdogan da Putin (senza Berlusconi)

Mentre i quotidiani italiani si dilettano a contare i followers di Grillo, quelli turchi continuano a concentrarsi sulla visita del loro primo ministro a Mosca.
Da quel poco che sono riuscito a leggere, ignorata invece nel Bel Paese.
Eppure la Turchia è un elemento fondamentale nello scacchiere del Mediterraneo, soprattutto ora che riceve migliaia di profughi dalla Siria.
Di Siria hanno discusso Putin e Erdogan ieri. Pur rimanendo su posizioni distanti.
Qualche tempo fa i due, quando stavano per firmare l’accordo per il passaggio in territorio turco del gasdotto South Stream si trovarono al tavolo anche Berlusconi, che si vantò di aver avuto un ruolo centrale nel patto:
http://www.repubblica.it/2009/07/sezioni/economia/eni-gas/turchia-berlusconi/turchia-berlusconi.html
Il gasdotto, nato da una joint venture tra Gazprom ed ENI, ha visto negli ultimi tempi la compagnia statale italiana fare ampi passi indietro; con la crisi è infatti diminuito pesantemente il consumo di gas in Italia. E per diventare l’hub del gas avremmo bisogno di strutture, costose e impattanti in un territorio ad alta densità umana come il nostro.
Ad maiora.

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Sul ponte sventola bandiera rossa

Nei porti turchi, a differenza che in quelli italiani, quasi tutte le imbarcazioni battono bandiera locale (e non solo come forma di cortesia).
Forse qui la tassazione è più favorevole che in Italia. Dove però, con l’arrivo di Monti, è stata introdotta una tassa di possesso per le barche di cittadini italiani, a prescindere dalla bandiera o dal paese in cui è ormeggiata.
La scadenza era il 31 maggio.
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