Turchia

Erdogan da Putin: Siria (ma anche gas) al centro dell’incontro

La foto della visita del primo ministro turco a Mosca, dall’uomo forte russo, domina tutte le prime pagine dei giornali turchi.
Anche se il titolo principale è, ovviamente: Bomba a Damasco.
La Turchia confina con la Siria e sta ricevendo migliaia di rifugiati e spinge per la caduta del dittatore siriano Assad (soprattutto dopo l’abbattimento di un caccia turco da parte della contraerea siriana).
Nella conferenza stampa dopo l’incontro Erdogan ha detto di non volere la divisione della Siria ma la fine della carneficina.
Putin, che ha posizioni ben diverse nel conflitto dato che sostiene militarmente il regime di Ankara, ha sottolineato il ruolo di mediazione turco nelle trattative per la pacificazione siriana in corso a Ginevra.
I due paesi non possono d’altronde dividersi troppo: la Siria diventerà il nuovo hub del gas della russa Gazprom diretto verso l’Europa, quando verrà ultimato il gasdotto South Stream. L’Italia, con Eni, ha fatto da cavallo di Troia rispetto al progetto, alternativo a quello europeo (appoggiato dagli Usa): il Nabucco, morto prima di nascere, avrebbe dovuto rendere più indipendente (energeticamente e non solo) l’Ue dalla Russia.
L’Italia, in questi anni, a prescindere dal colore dei governi in carica, ha d’altronde sempre più dato retta a Mosca che a Bruxelles, in tema di energia.
Prima o poi qualcuno ci spigherà il perché.
Ad maiora

20120719-160100.jpg

Istanbul non è una città per pedoni

Istanbul non è davvero una città per pedoni. Malgrado i quasi due milioni e mezzo di visitatori che arrivano qui da ogni parte del mondo, qui a farla da padrone è il traffico. Un traffico nervoso e rumoroso dove si suona il clacson come affermazione di sé.
Mi ha ricordato, anche se con dimensioni differenti, Tirana.
Il caos e le lunghe code mi hanno invece riportato alla mente Mosca: le grandi città divise da ponti hanno infatti evidenti problemi logistici.
Per un turista andare in macchina a Istanbul è un vero azzardo.
Ma i problemi non mancano anche per chi circola a piedi.
Se ci si allontana solo di qualche metro dalla zona compresa tra l’Ippodromo e il Gran Bazar, camminare non è semplice: i marciapiedi sono piccoli e spesso invasi dalle macchine e per ogni attraversamento stradale conviene affidarsi a qualche santo protettore.
Ad maiora.

20120717-092439.jpg

Le spiagge di Istanbul

La Lonely sconsiglia i bagni nei pressi di Istambul a meno che non si abbiano istinti suicidi.
Eppure sono tanti gli abitanti della città che cercano refrigerio nelle acque del Bosforo o del Mar di Marmara.
Non ci sono vere spiagge, ma enormi massi sui quali ci si può abbronzare e dai quali fare i tuffi.
Sulle rocce qualche rara donna, sempre in compagnia di un uomo, la si vede.
A godersi l’acqua invece sono, invece, solo e unicamente maschi.
D’altronde, in giro, le ragazze non velate sembrano un’eccezione.
Ad maiora

20120714-161239.jpg

I gatti di Istanbul

La città sul Bosforo è invasa dai gatti. Soprattutto nei quartieri dove si trovano i ristoranti, ma non mancano nemmeno dove ci sono i pescatori e anche nei quartieri più popolari. Non è raro vedere vaschette con l’acqua lasciate per i gatti.
Quasi assenti i cani. L’islam infatti non ha un grande rapporto con quello che da noi è considerato il “migliore amico dell’uomo”. In sintesi (a differenza dei mici) la sua saliva è considerata impura e obbliga a lavarsi sette volte. In sintesi, i cani si possono tenere (comunque fuori casa) solo se utili (per far la guardia o andare a caccia).
Di qui, forse il successo dei gatti. Lo stesso Maometto ne aveva una, chiamata Muezza.
Ad maiora

20120713-154841.jpg

Le moschee di Istanbul

Bellissime, affascinanti. Cariche di storia.
Attraggono oltre a tanti fedeli anche migliaia di turisti.
Per lo più nordici, ordinatamente in coda.
Una volta erano gli italiani a non rispettare le regole. Ora di italiani in giro se ne vedono meno.
A prendere il nostro posto i russi. Incredibilmente molto più indisciplinati di noi.
Ad maiora.

20120712-200254.jpg