Serghei Udaltsov

Domenica a Mosca la Marcia anti-putiniana

In vista dell’insediamento (per la terza volta) di Vladimir Putin al Cremlino, previsto per il 7 maggio, Mosca si prepara a una domenica di manifestazioni.

Le opposizioni hanno indetti infatti, da tempo, la Marcia di un milione di persone per domenica.

Serghei Udaltsov, leader del Fronte di sinistra, ha annunciato che il permesso del corteo è stato chiesto da Piazza Triumfalnaija fino a piazza del Maneggio.

Sono in corso trattative sul percorso, che al momento non sarebbe stato approvato dalle autorità.

Le opposizioni non hanno partecipato alle manifestazioni del Primo Maggio per concentrarsi sul grande corteo di protesta di domenica:

http://pik.tv/en/news/story/35885-russian-opposition-insists-on-march-of-a-million

Ad maiora

Udaltsov appena scarcerato di nuovo in piazza contro Putin

Serghei Udaltsov, leader del Fronte di sinistra, scarcerato ieri dopo qualche giorno di cella per corteo non autorizzato, oggi era di nuovo in piazza Pushkin per un presidio non autorizzato contro Putin:
http://m.ctv.ca/topstories/20120317/russian-police-putin-protesters-20120317.html
“Questo regime non è autorizzato”, ha gridato Udaltsov durante un improvvisato comizio. Concluso con: “L’impostore deve lasciare il Cremlino”.
L’impostore in realtà ci tornerà il 7 maggio.
Il 6 è prevista la marcia delle opposizioni che vogliono portare in piazza un milione di persone.
Ad maiora.

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Giustizia in salsa russa: condanne a destra e a manca

Uno dei principali leader dell’opposizione al putinismo Serghei Udaltsov ha iniziato uno sciopero della fame dopo l’ennesima condanna che ha ricevuto: questa volta a dieci giorni di carcere (in dicembre, sempre con le stesse accuse, ne aveva trascorsi quindici).
Il leader del Fronte di sinistra ha compiuto il “grave reato” di un corteo non autorizzato alla fine della manifestazione dell’opposizione di sabato scorso a Mosca. Ha disubbidito all’ordine di andare a casa. Con questa ultima accusa è stato condannato a un ammenda di 1000 rubli (una quarantina di euro) anche il più aggressivo blogger sulla scena, Alexei Navalny.
Ma la notizia più grave della giornata è la condanna a cinque anni di carcere per Alexei Kozlov, uomo d’affari che il regime russo accusa di frode. In aula, al momento della lettura della sentenza, decine di sostenitori di Kozlov hanno urlato “vergogna!” alla corte.
L’uomo (sposato con la giornalista Olga Romanova, collaboratrice della Novaja) è un attivista dei diritti umani. Il suo caso è diventato un affaire internazionale:
http://en.wikipedia.org/wiki/Alexei_Kozlov_(businessman)

Anche l’associazione Annaviva sta cercando di salvare un uomo d’affari dall’estradizione in Russia. Ivan Kostin, le cui sorti verranno decise il 3 aprile al Tribunale di Milano, se estradato, sarà – con o senza prove – condannato.
Ad maiora

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#occupyKremlin Scarcerati tutti gli oppositori. Che sabato tornano in piazza

La polizia di Mosca ha rilasciato tutti i manifestanti (ben 250 persone) arrestati ieri durante le manifestazioni post-elettorali.

Gli oppositori sono stati infatti solo denunciati per mere violazioni amministrative.

Il movimento democratico non ha comunque intenzione di fare passi indietro.

Ci si prepara a una manifestazione di massa per sabato 10 marzo.

Ad annunciarlo, poco dopo essere stato scarcerato, Serghei Udaltsov, leader del Fronte di Sinistra.

L’idea è un corteo lungo il viale Kutuzovski, dal Parco della Vittoria al Novi Arbat, passando quindi davanti alla sede del governo, lungo l’arteria usata normalmente dal premier Putin e dal presidente Medvedev per spostarsi dalle loro residenze ai luoghi di lavoro.

Vedremo se sarà autorizzata e quali le reazioni del regime che, dopo mesi di tolleranza, sembra pensare a una fase bielorussa, con arresti di massa. L’immediata scarcerazione di tutti i fermati segnala comunque che le idee non sono ancora chiare.

Se si voleva spaventare il movimento, questi temporanei fermi di polizia credo non faranno altro che rafforzarlo. Lo scorso dicembre, i 15 giorni di cella di Navaly (che ieri dal cellulare di polizia ha continuato a scrivere tweet al vetriolo e scattare foto agli amici arrestati), ne hanno indubbiamente rafforzato l’immagine pubblica. E lo stesso discorso vale per Udaltsov.

Ad maiora

Ps. Vedo che i giornali di tutto il mondo (e i nostri non fanno eccezioni) danno grande risalto all’iniziativa di Medvedev per riaprire il caso Khodorkovskij.

A nessuno è venuta questa domanda: come mai, dopo quattro anni al Cremlino, si è occupato di questo caso a fine mandato?

A me sembra solo propaganda.