Tra le novità della vittoria del Movimento Cinque Stelle c’è anche il fatto che è il primo movimento politico italiano che diventa primo partito alla Camera senza genuflettersi alle gerarchie ecclesiastiche.
Alle primarie del centrosinistra nel pantheon figuravano Giovanni XXIII e il Cardinal Martini, mentre la sconfitta dei centristi penalizza non solo l’ex dc Casini ma anche un Monti che andava e veniva da Otretevere, ottenendo l’apprezzamento dell’Osservatore romano.
C’era persino chi pensava che le (tuttora incredibili) dimissioni di Ratzinger da Papa influissero sulla campagna elettorale. Che invece si è fermata solo il giorno dell’annuncio e poi è proseguita come se nulla fosse.
Ora tra i parlamentari a Cinque Stelle ve ne saranno molti cattolici (o presunti tali, visto che i più qui sono battezzati dalla nascita).
Occorrerà vedere se manterranno quella divisione tra i poteri dello Stato Italiano e quelli della Chiesa. Assente dai tempi dei Patti Lateranensi, datati 1929, bissati parecchi lustri dopo (1984) dal compagno Craxi.
Da allora è stato introdotto l’imbarazzante 8 per mille.
Chissà se resisterà allo Tsunami.
Ad maiora
Papa Ratzinger
La libertà e il Papa, i lupi e gli agnelli
Il Papa stamattina nell’omelia ha detto: “I vescovi sono uomini inquieti, agnelli tra i lupi, ai quali indicano la strada verso la fede”.
Mi ha fatto venire in mente un proverbio russo: “Chi ha paura del lupo si perde nella foresta”.
Che a sua volta mi ha fatto venire in mente una frase di Tony Blair: “Talvolta è meglio fare la cosa giusta e perdere piuttosto che vincere facendo la cosa sbagliata”.
Che mi ha richiamato il grande Ignazio Silone:
“La libertà è
la possibilità di dubitare,
è la possibilità di sbagliare
è la possibilità di cercare,
è la possibilità di sperimentare
di dire no
ad una qualsiasi autorità
artistica e filosofica, religiosa,
sociale e anche politica”.
Ad maiora

