Panathinaikos

#Euro2012 In rete Salpigidis, dal Paok rifiutò il trasferimento all’Olympiakos

Dimitris Salpigidis l’attaccante della Grecia, classe 1981, in rete contro la Polonia ha sempre giocato in madrepatria:
http://it.wikipedia.org/wiki/Dimitris_Salpigidis
Originario di Salonicco (seconda città greca, nella Macedonia ellenica) è un’idolo della focosa locale tifoseria del Paok:

Salpigidis è passato alle cronache sportive per essersi rifiutato di trasferirsi dal Paok agli avversari ateniesi dell’Olympiakos. Si accasò dal Panathinaikos prima di tornare al Paok.
Qui un bel pezzo sulla storia dei suoi tifosi, nemici dei colonnelli e amici degli ultrà del Partizan Belgrado:
http://laltrocalcio.blogspot.it/2012/01/salonicco-gli-ultras-in-nome-del-paok.html

Qui invece un recente gol di Salpigidis contro i suoi ex compagni del Pana:

Ad maiora

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In medio stat virtus?

Un tempo facevano scandalo le corna del presidente Leone mentre andava a trovare gli ammalati di colera (in alcune regioni italiane è endemico, a differenza di Haiti).

Ora invece il dito medio sembra scandalizzare sempre meno. Anzi è una sana provocazione, come quella del grande Cattelan rivolta alla Borsa di Milano, gioia e dolore del nostro incerto paese.

Tempo fa era stato Berlusconi (in piena forma, non melanconico e musone come in questi giorni) a mostrare il terzo dito a dei manifestanti che osavano non amarlo mentre teneva un comizio con una delle sue parlamentari (Michela Biancofiore, che nonno Biagi chiamò “biondona” e che alla sua festa di compleanno, a gennaio, organizzata ad Arcore, con Silvio malconcio per la statuetta, ha tagliato una torta nella quale veniva proprio raffigurata la scena).

Poi ci aveva pensato il ministro Bossi a spiegare, in quel modo un po’ spiccio, che non avrebbe parlato ai giornalisti. È un linguaggio semplice, che non richiede neanche di abbassare il finestrino per farsi capire.

Ieri, di fronte alla goleada che ha seppellito il Panathinaikos, un esaltato tifoso ateniese ha invaso il campo  ha mostrato il dito medio a Leo Messi, autore dell’ennesima partita da scarpa d’oro (le indossa per davvero, come potete notare…).

Il volto di rassegnata indifferenza con cui il campioncino argentino guarda il soggetto che lo insulta è la miglior risposta che si possa dare a chi usa così l’indice (che una volta, durante la Guerra dei cento anni, si dice i francesi tagliassero agli inglesi, ottimi arcieri, per impedire di scoccare la freccia – veniva mostrato dai nemici come insulto e come dimostrazione di avere tutte le dita, per quello laggiù ne usano anche due per mandarti a quel paese).

Ad maiora.