Lago di Como

#zappingmondiale da Grillo che non ride più alla Torah scoperta dall’Università di Bologna

TorahLa politica italiana campeggia su alcuni giornali stranieri, online. O meglio, vi campeggia Beppe Grillo.

Il Corriere del Ticino titola sul fatto che perde e va all’attacco.
Parla invece di crollo e del fatto che non c’è niente da ridere per l’M5S l’Indipendent.

Continua a far notizia anche Papa Francesco che su Le Figaro dice che vive al cospetto di tutti, per salvarsi dall’isolamento.
Sulla Zeit i dati diffusi dal Vaticano sui cristiani uccisi in giro per il mondo per la loro fede.
Sempre in tema religioso, Haaretz apre con la notizia che l’Università di Bologna avrebbe trovato la più antica Torah.
La Bbc pubblicizza invece un concorso d’eleganza automobilistica sul Lago di Como.
Per il calcio, si parla di Ancelotti e di quanto costa portarlo via dal PSG.
Per lo sport da fare, segnalo un decalogo di comportamento per i runner pubblicato dal Guardian e un classico quesito del NYT: fa meglio correre o camminare?
Io scelgo per il primo verbo.
Ad maiora

Gera Lario, porto

Sempre Lago di Como.
Effetto Hipstamatic.
Ad maiora

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In morte di Riccardo Sarfatti

Seguo le sconfitte del centro sinistra a Milano e in Lombardia da quasi tre lustri e dunque conoscevo bene Riccardo Sarfatti, scomparso nella notte in un tragico incidente sul Lago di Como. Era un posto che amava e ricordo durante le regionali una gita in battello da Como a Menaggio nella quale mostrava orgoglioso la casa cui si stava dirigendo ieri, prima dello schianto.
Ho visto candidati non presentarsi nemmeno al primo consiglio e altri andare a lavorare per Ligresti qualche mese dopo la sconfitta.
Degli esterni scelti in questi anni dal centrosinistra per cercare di conquistare la regione che ha dato i natali sia al leghismo che al berlusconismo, Sarfatti e’ rimasto l’unico che ha continuato a fare politica. Forse perché era stato un imprenditore di successo, forse per indole, non aveva preso il cappello dopo la sconfitta. Una sconfitta contro Formigoni molto più dignitose di altre, prima e dopo, e anche contro avversari meno autorevoli.
Sarfatti si era impegnato in queste settimane a cercare di creare un’alternativa culturale, prima che politica alla destra che governa Milano dai tempi di Tangentopoli.
E’ morto di ritorno da un dibattito. Non era tra i relatori, ma tra il pubblico. E in questi anni mi era capitato spesso di incontrarlo così. Curioso anche solo di ascoltare le opinioni altrui.
Forse, venendo dalla società civile, alla fine non si era maj mischiato fino in fondo a quella classe politica che spesso fa il suo intervento e poi non ascolta nemmeno quanti parlano dopo di loro.
Ciao Riccardo. Illuminaci anche da lassù.

Ps. I funerali saranno lunedì alle 14.30 alla Basilica di Sant’Ambrogio.

Come ti impacchetto il delitto

“Sgozzata vicino alla villa di Clooney”; “Donna sgozzata vicino alla villa di George Clooney”; “Ragazza uccisa vicino alla villa di Clooney”; “Cadavere vicino a villa Clooney”; “Sgozzata vicino alla villa di Clooney”.

Titoli dei giornali tutti uguali oggi, spesso accompagnati dalla stessa foto della residenza comasca dell’attore americano. Per cercare di vendere qualche copia in più, si tenta di abbinare l’inabbinabile. Laglio esisteva prima ed esisterà anche dopo Clooney. E accostare il delitto alla bella casa del bel tenebroso, farà scattare i commenti al bar, ma niente più.

Se poi andate a leggere l’articolo, scoprirete che la giovane donna è stata uccisa più a nord, e trascinata per due giorni dalle correnti verso Laglio, verso la casa di George Clooney, per la gioia dei titolisti (omologati) dei giornali. A leggere ancora meglio, il cadavere, sgozzato, è stato rinvenuto vicino al Municipio, più che a Villa Oleandra. Ma tant’è. Il tutto va mixato con un famoso titolo di un film.

L’importante è impacchettare la notizia di cronaca in modo che possa avere in sé anche un po’ di gossip e perché no, risvolti cinematografici. In tutto questo, la vittima viene messa ancora una volta in ombra. Se fosse stata trovata a Ossuccio, nessuno se ne sarebbe occupato.

Ad maiora