Dimitri Medvedev

#FreePussyRiot. Europa e Medvedev contro la condanna. Sabato opposizione in piazza

Le Pussy Riot sono un po’ scomparse dai radar mediatici, ma qui siamo testoni e continuiamo a occuparcene.
Sono state condannate il 17 agosto. Ma a quel tempo Bruxelles si riposa e quindi sono arrivate solo ora le critiche del Parlamento Europeo.
Meglio tardi che mai.
Pure Medvedev ne chiede ora la liberazione. Ma è stato inutile negli anni di Presidenza come è inutile ora alla Casa Bianca Russa. Giornalettismo lo bolla, giustamente, come ininfluente.
A Mosca sono andati per decenni a scuola di complotti. L’ultimo vuole il miliardario (riparato a Londra) Berezoskij dietro le Pussy Riot.
L’uomo che ha indicato a Eltsin il nome di Putin (che pensava di piazzare lì e controllare, lo stolto) è accusato di tutto quel che succede a Mosca. Uccidono la Politkovskaja? È stato Berezovskij per gettare discredito. Quando non sanno chi accusare, tirano fuori il suo nome. Patetici.
Ora resta da capire quanto questa vicenda della repressione delle Pussy Riot, abbia rianimato le opposizioni a Putin.
Sabato tornano in piazza.
Ad maiora.

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Putin nomina il nuovo governo. Uguale al vecchio

Stagnazione era e stagnazione rimane.
Malgrado le manifestazioni di piazza e i non esaltanti risultati elettorali, Putin mantiene la barra e nomina un nuovo-vecchio governo.
A guidarlo, come annunciato, Dimitri Medvedev (già primo ministro quando Putin era presidente, la volta scorsa). È stato proprio l’arrocco alla guida di Cremlino e Casa Bianca (russa) a far scattare le proteste di piazza.
Molti volti noti anche negli altri posti chiave: Lavrov rimane agli Esteri, Serdukov alla difesa e Siluanov alle Finanze. Belousov, fedelissimo di Putin va all’Economia.
A guidare l’esecutivo l’ex presidente Medvedev.
A tenere le briglia, come sempre, il Cremlino putiniano.
A maiora

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#FreePussyRiot manifestanti cacciati dalla chiesa a colpi di acqua santa

Non si fermano le iniziative di solidarierietà nei confronti delle Pussy Riot, il gruppo punk-rock femminista che ha visto tre delle sue componenti finire in carcere (dove rischia di restarci parecchio) dopo un clamoroso concerto di protesta nella chiesa mosvovita di Cristo Salvatore.

Qui un nuovo video del blitz, mixato con loro canzoni:

http://youtu.be/VtYw-d1CSxQ

Qui invece il racconto delle manifestazioni di solidarietà di domenica, affrontate da energumeni “armati” di acqua santa:

http://en.rian.ru/russia/20120429/173127068.html

Due delle tre ragazze in cella intanto hanno scritto una lettera aperta al presidente Medvedev:

http://www.themoscowtimes.com/news/article/pussy-riot-suspects-appeal-to-medvedev/457738.html#ixzz1tQ8eBz9x

Il mandato al Cremlino scade domenica.

Come per Khodorkovskij (come per gli omicidi, insoluti di Politkovskaja e Estemirova) anche questa volta non penso farà nulla.

Ad maiora.

Niente paura: non si è perso il gatto di Medvedev

La notizia aveva allarmato i media elettronici di tutto il mondo.

Tanto che Radio Free Europe, per scherzare, la mette tra le breaking news:

http://www.rferl.org/content/russian_presidents_cat_not_missing/24530486.html

Ad maiora

Riferirò a Vladimir diventa un tormentone Twitter in Russia

Alexey Navaly sempre un passo avanti a tutti:
http://www.formiche.net/dettaglio.asp?id=28520&id_sezione=94

Ad maiora

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