Stagnazione era e stagnazione rimane.
Malgrado le manifestazioni di piazza e i non esaltanti risultati elettorali, Putin mantiene la barra e nomina un nuovo-vecchio governo.
A guidarlo, come annunciato, Dimitri Medvedev (già primo ministro quando Putin era presidente, la volta scorsa). È stato proprio l’arrocco alla guida di Cremlino e Casa Bianca (russa) a far scattare le proteste di piazza.
Molti volti noti anche negli altri posti chiave: Lavrov rimane agli Esteri, Serdukov alla difesa e Siluanov alle Finanze. Belousov, fedelissimo di Putin va all’Economia.
A guidare l’esecutivo l’ex presidente Medvedev.
A tenere le briglia, come sempre, il Cremlino putiniano.
A maiora
Dimitri Medvedev
#FreePussyRiot manifestanti cacciati dalla chiesa a colpi di acqua santa
Non si fermano le iniziative di solidarierietà nei confronti delle Pussy Riot, il gruppo punk-rock femminista che ha visto tre delle sue componenti finire in carcere (dove rischia di restarci parecchio) dopo un clamoroso concerto di protesta nella chiesa mosvovita di Cristo Salvatore.
Qui un nuovo video del blitz, mixato con loro canzoni:
Qui invece il racconto delle manifestazioni di solidarietà di domenica, affrontate da energumeni “armati” di acqua santa:
http://en.rian.ru/russia/20120429/173127068.html
Due delle tre ragazze in cella intanto hanno scritto una lettera aperta al presidente Medvedev:
Il mandato al Cremlino scade domenica.
Come per Khodorkovskij (come per gli omicidi, insoluti di Politkovskaja e Estemirova) anche questa volta non penso farà nulla.
Ad maiora.
Niente paura: non si è perso il gatto di Medvedev
La notizia aveva allarmato i media elettronici di tutto il mondo.
Tanto che Radio Free Europe, per scherzare, la mette tra le breaking news:
http://www.rferl.org/content/russian_presidents_cat_not_missing/24530486.html
Ad maiora
L’opposizione russa chiede di indagare sui rapporti tra Berlusconi e Putin
Yabloko, partito liberale russo, d’opposizione al putinismo, ha chiesto al procuratore generale russo di indagare sui “potenziali conflitti di interesse” e su eventuali “rischi di corruzione” nei rapporti tra l’ex presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi e il sempre-presidente russo Vladimir Putin. Il tutto dopo l’ennesima visita privata – 8 e 9 marzo – di Silvio a Vladimir (e Dimitri).
Nel comunicato stampa che arriva da Mosca si legge: “Il leader di Yabloko, Sergei Mitrokhin, ha inviato una lettera al Procuratore Generale, in cui egli chiede di verificare se non vi sia conflitto di interessi nel recente incontro tra il presidente Dimitri Medvedev e il Primo Ministro Vladimir Putin con il cittadino italiano e imprenditore Silvio Berlusconi”. E il partito liberale (che non è riuscito a entrare alla Duma e che non ha potuto concorrere per le presidenziali) denuncia: “La leadership del paese enfatizza le sue relazioni esclusive con un importante rappresentante internazionale” fatto che – a giudizio di Yabloko – potrebbe ipotizzare “l’esistenza di rapporti illegali”.
Yabloko sottolinea che l’incontro tra Berlusconi e Putin non era giustificato e ciò “può contribuire al sospetto di corruzione”. E prosegue: “L’ex primo ministro italiano è sotto inchiesta in Italia per reati di corruzione”.
Inoltre Berlusconi “non ha alcun incarico di governo” (anche se è un parlamentare di peso, NdR), è solo – a giudizio di Yabloko – “un miliardario, proprietario della Fininvest”.
Anche in Italia, soprattutto quando era a capo del governo, più volte – in Parlamento e sui giornali – si è chiesto di far luce sulle (innumerevoli) “visite private” di Berlusconi da Putin e viceversa. Invano.
Ad maiora.
