Cgil

“Piombino non deve morire”

A Piombino un vero e proprio casting tra gli operai della Lucchini, promosso dalla CGIL Toscana,  per la scelta di 10 volti di lavoratori delle acciaierie della città toscana. Oltre 100 operai hanno recitato alcuni versi del primo canto della Divina Commedia di Dante, e hanno rivolto un appello a Papa Bergoglio sulla loro drammatica situazione.

Il tutto servirà per un docu-film che sarà realizzato da Klaus Davi e BRW Filmland.

Ad maiora

I Gufi, quando il remix si chiamava risotto

Una serata dedicata ai Gufi, storico gruppo musicale di una Milano che non c’è più ma che cova ancora sotto le ceneri. L’ha organizzata ieri l’Associazione La Conta che ha voluto riunire i vari pezzi di quella storia musicale che si mischiò al cabaret.

Il tutto accompagnato da una cena con menù meneghino (si era in una sede della Cgil, non della Lega. E infatti quando, in un fuoriprogramma, Simonetta Interlandi ha intonato Morti di Reggio Emilia non sono mancati i pugni chiusi).

Dal palco, Didi Martinaz ha cantato alcuni brani che – ha ricordato – Vallanzasca, un tempo assiduo frequentatore della notte milanese, imponeva di cantare anche quattro o cinque volte. Richieste cui non si poteva dir di no.

Franco Visentini, in una sala dove l’età media era alta, ha ricordato i tempi delle feste in casa e il mitico Roberto Brivio si è lanciato nel classico risotto, ossia una serie di canzoni unite una all’altra che ora, avendo l’inglese soppiantato il dialetto, chiamiamo remix.

Proprio Brivio ha concluso la serata con una vecchia canzone che si adatta bene alla realtà odierna e che ha un ritornello tormentone: per quel visi che vutant’an el gà de curig a dree ai tusan.

Ad maiora.