Budapest

#Klubradio, esecuzione rimandata. Sabato il direttore dell’emittente ungherese a Milano

Dall’Ungheria arriva una buona notizia e dimostra che parte delle strutture democratiche sorte dopo la fine del periodo comunista resistono alla pressione illiberale del governo Orban. Ieri il Consiglio dei media, organo di sorveglianza sui media in Ungheria, ha prolungato di due mesi la licenza per le frequenze di Klub Radio, nota emittente indipendente, che si oppone al governo conservatore di Budapest (vi lavorano per lo più giornalisti cacciati dalla radio pubblica). La frequenza per Klub Radio era stata revocata dopo un concorso contestato che aveva causato proteste dell’opposizione e da parte anche della stampa internazionale. Klub Radio ha presentato denuncia in tribunale contro il

concorso, e fino al verdetto di questo processo la licenza è stata prolungata.

Per capire quel che sta succedendo sul fronte dei media (e della cultura) a Budapest, consiglio la lettura di questo articolo:

http://expost24.com/2012/02/07/larte-del-regime-saveklubradio/

Annaviva sabato mattina (ore 11, Ostello Bello, via Medici4 aMilano) si occuperà di questi temi incontrando Andras Arato, direttore proprio di Klub Radio e conDanilo de Biasio, direttore di Radio popolare.

L’associazione nata per ricordare il sacrificio di Anna Politkovskaja qualche settimana fa ha manifestato la propria solidarietà con i democratici ungheresi manifestando sotto il consolato milanese. In questo video realizzato al presidio, vengono elencate le nuove – liberticide – norme entrate in vigore in Ungheria:

http://youtu.be/jA1mT9sUw5U

A sabato.

Ad maiora

Sabato il direttore di Klub Radio Budapest a Milano

Mentre si attende si sapere cosa dirà il presidente ungherese Viktor Orban nel discorso che oggi farà alla nazione, ricordo l’iniziativa organizzata da Annaviva per sabato mattina.

Vi aspetto.

Ad maiora.

………………

NON DIMENTICHIAMOCI L’UNGHERIA!

SALVIAMO KLUB RADIO!!

Passata l’ondata di indignazione seguita all’introduzione, dal primo gennaio, della nuova costituzione, nazionalista e xenofoba, sembra essere calato il silenzio su quel che accade in Ungheria.

Eppure a Budapest si susseguono manifestazioni di protesta, ma anche di sostegno al governo Orban. Questi, seppur azzoppato da una crisi che non ha saputo gestire, prosegue le sue azioni per minare le giovani fondamenta della democrazia ungherese.

Uno dei diritti sotto attacco della destra ungherese è certo quello alla libertà di informazione.

Per questo l’associazione Annaviva (che l’11 gennaio ha organizzato un presidio di solidarietà davanti al consolato ungherese di Milano) ha deciso una nuova iniziativa per raccontare anche in Italia quel che accade e mantenere la pressione sul regime di Budapest.

Sabato 11 febbraio

ore 11

Ostello Bello di Milano (via Medici 4)

Ungheria, libertà di stampa a rischio. Non chiudete Klub Radio!

Partecipano:

Andras Arato, direttore Klub Radio Budapest Danilo de Biasio, direttore Radio popolare Milano

Modera:

Andrea Riscassi, giornalista Rai

Klub Radio è una nota radio indipendente di informazione di Budapest:

http://www.klubradio.hu/index.php?id=215

Ne è stata di fatto sancita la chiusura mettendone all’asta le frequenze e assegnandole a una radio commerciale.

Questo quel che succede: http://expost24.com/2012/01/28/londa-nera-spegne-klub-radio-budapest/

Questo il corteo di solidarietà con la radio, organizzato in Ungheria pochi giorni fa:

http://iphone.france24.com/en/20120122-hungary-protest-klub-radio-voice-media-viktor-orban-eu

Non mancate!

Fate sentire la vostra vicinanza ai democratici ungheresi!

Budapest chiama Milano. Sabato Annaviva ospita il direttore di Klub Radio

Sabato a Milano, Annaviva tornerà a occuparsi della libertà di stampa in Ungheria. Dopo il presidio sotto il consolato ungherese di qualche giorno fa, questa volta daremo voce a un giornalista che guida una radio indipendente – Klub Radio – che il regime ha, con uno stratagemma, deciso di chiudere. Alle 11 all’Ostello bello.
Seguono i dettagli nel comunicato di Annaviva.

Ad maiora.

……………

NON DIMENTICHIAMOCI L’UNGHERIA!
SALVIAMO KLUB RADIO!!

Passata l’ondata di indignazione seguita all’introduzione, dal primo gennaio, della nuova costituzione, nazionalista e xenofoba, sembra essere calato il silenzio su quel che accade in Ungheria.
Eppure a Budapest si susseguono manifestazioni di protesta, ma anche di sostegno al governo Orban. Questi, seppur azzoppato da una crisi che non ha saputo gestire, prosegue le sue azioni per minare le giovani fondamenta della democrazia ungherese.
Uno dei diritti sotto attacco della destra ungherese è certo quello alla libertà di informazione.
Per questo l’associazione Annaviva (che l’11 gennaio ha organizzato un presidio di solidarietà davanti al consolato ungherese di Milano) ha deciso una nuova iniziativa per raccontare anche in Italia quel che accade e mantenere la pressione sul regime di Budapest.

Sabato 11 febbraio
ore 11
Ostello Bello di Milano (via Medici 4)
Ungheria, libertà di stampa a rischio. Non chiudete Klub Radio!

Partecipano:
Andras Arato, direttore Klub Radio Budapest
Danilo de Biasio, direttore Radio popolare Milano

Modera:
Andrea Riscassi, giornalista Rai

Klub Radio è una nota radio indipendente di informazione di Budapest:
http://www.klubradio.hu/index.php?id=215

Ne è stata di fatto sancita la chiusura mettendone all’asta le frequenze e assegnandole a una radio commerciale.

Questo quel che succede:
http://expost24.com/2012/01/28/londa-nera-spegne-klub-radio-budapest/

Questo il corteo di solidarietà con la radio, organizzato in Ungheria pochi giorni fa:
http://iphone.france24.com/en/20120122-hungary-protest-klub-radio-voice-media-viktor-orban-eu

Non mancate!
Fate sentire la vostra vicinanza ai democratici ungheresi!

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L’altra Budapest in piazza in difesa di Klub Radio

Centinaia di persone sono scese in piazza ieri a Budapest per difendere il diritto di Klub Radio di continuare a trasmettere.
L’emittente indipendente (che fa principalmente informazione) ha infatti visto mettere all’asta le proprie frequenze, assegnate a un emittente poco conosciuta e commerciale. Tra poco dovrà chiudere per questo i battenti.
Dopo il grande corteo filo-governativo (e anti-europeo) di sabato, ieri è stata dunque la volta dell’opposizione cercare di farsi sentire: http://thestar.com.my/news/story.asp?file=/2012/1/23/worldupdates/2012-01-22T191331Z_2_TRE80L0Q6_RTROPTT_0_UK-HUNGARY-MEDIA-PROTEST&sec=Worldupdates
Le foto che vedete qui sono state scattate da un’amica di Budapest, Agnes, attiva nelle difesa dei diritti umani.
Annaviva sta organizzando per il prossimo 12 febbraio un incontro a Milano con il direttore di Klub Radio.
Non mancate!
Ad maiora.

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Il corteo nazionalista di Budapest visto dall’altra Ungheria

Ieri a Budapest sono scesi in piazza i sostenitori del governo nazionalista di Orban. In centomila hanno sfilato per questo “corteo della pace” (non so perché ma il nome – vagamente surreale – mi ha fatto venire alla mente la strada dell’Amicizia che univa Belgrado a Zagabria e che fu una delle prime a essere chiusa durante il conflitto).
Sui giornali ne ho trovato poche tracce. Io l’ho seguito sui siti ticinesi: http://www.tio.ch/Estero/News/665892/Corteo-di-pace-migliaia-di-ungheresi-in-piazza-per-Orban
Ma, soprattutto, l’ho osservato a distanza leggendo i commenti su quel fantastico gruppo su Facebook che è “L’altra Budapest ama la Repubblica d’Ungheria” (la maggioranza di destra ha infatti cambiato la Costituzione e ora il paese non si chiama più “Repubblica di”, ma solo Ungheria).
Sul forum sono state – e anche mentre scrivo vengono aggiunte- foto della manifestazione, con slogan anti europei, con il volto della Madonna stampato sulla bandiera magiara, con la mappa del Grande Ungheria e via dicendo.
I commenti (per lo più di ungheresi che si sono trasferiti in Italia) alle foto sono fantastici e dimostrano la vitalità di quanti hanno lasciato il loro paese ma gli sono affezionati. E si sentono fondamentalmente europei. Uno tra gli scritti, mi ha aperto più di altri il cuore (di questa mattinata passata a poche centinaia di metri da un raduno leghista…). Quello di Alexandra che sulla Grande Ungheria (tanto simile alla Grande Serbia, alla Grande Albania, a quelle “miserie dei piccoli Stati” mirabilmente descritti da Bibò) scrive: “Non devono cambiare i confini, ma la testa della gente”. E poi aggiunge: “Se non cambia la testa della gente, non ci sarà bisogno di confini”.
Andate a leggere.
Buona domenica.

Ad maiora

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