Avanti!

TORNA L’AVANTI! 18 ANNI DOPO (E SENZA LAVITOLA)

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa notizia relativa alla rinascita de “Avanti!” storico quotidiano socialista. Chiuso dal 1993 in questi anni ne è uscita un’edizione guidata da Lavitola e preceduta dalla “L”. Ne avevamo già scritto qualche tempo fa, quando il faccendiere, ora latitante, era passato all’onore delle cronache: https://andreariscassi.wordpress.com/2010/10/04/avanti-lavanti/

Il 25 novembre, dopo qualche giorno da una sentenza favorevole del Tribunale di Milano, è uscito di nuovo “Avanti!” edito da Critica Sociale.

Ad maiora, anzi: Avanti!

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Per iniziativa di Critica Sociale,  riprendono le pubblicazioni dell’Avanti!, il quotidiano socialista che cessò le sue pubblicazioni nel novembre del 1993 per il fallimento della casa editrice del PSI.

Esattamente dopo 18 anni dalla sua chiusura ed in occasione del 120° anniversario della fondazione di Critica Sociale, la Rivista di Filippo Turati ha ottenuto il 15 novembre scorso dal Tribunale di Milano la conferma della proprietà e il titolo esclusivo ad editare il quotidiano la cui testata venne registrata dalla Critica Sociale a sua tutela nel 1994, un anno dopo la cessazione delle pubblicazioni, in base alla legge sulla stampa numero 48 del 1947.

Direttore dell’Avanti! è  l’on. Rino Formica – che svolgerà un ruolo di garanzia verso tutte le componenti socialiste presenti negli attuali schieramenti politici – mentre Direttore responsabile, in rappresentanza della proprietà e dell’editore è Stefano Carluccio, già caporedattore dell’Avanti! di Milano.

Lo scopo della Critica Sociale nel rieditare l’Avanti! è duplice:

– da un lato, sottrarre il quotidiano – dopo il lungo periodo di paralisi dovuto al prolungato processo falimentare della vecchia editrice – dall’abuso del nome della sua testata di cui è stato oggetto in questi anni, contando sulla buona fede di molti lettori ed ex militanti socialisti bisognosi di un punto di riferimento dopo il crollo del proprio partito; 

– dall’altro di rendere l’Avanti!  direttamente disponibile, attraverso la convocazione di una Conferenza Nazionale, alle Fondazioni socialiste, alle organizzazioni, alle associazioni territoriali, senza preclusioni o pregiudizi circa le scelte di schieramento compiute in questi quindi anni di bipolarismo rissoso a cui il ritorno dell’Avanti! indende contribuire a porre termine per una svolta autentica ed un nuovo corso politico della democrazia.

 In questo numero, la pubblicazione “simbolica” e di buon auspicio di uno straordinario documento storico: il Numero Zero dell’Avanti! pubblicato da Turati e Bissolati il 2 aprile del 1893 a cura dell’ “Unione tipografica socialista di Milano” per lanciare il movimento di sottoscrizione popolare che portò tre anni dopo, il 25 dicembre del 1896, alla nascita del primo quotidiano nazionale dei lavoratori italiani.

E’ la medesima strada sulla quale il numero 1 della Nuova Serie dell’Avanti, 115 anni dopo, intende nuovamente incamminarsi verso una casa editrice fondata su un azionariato diffuso e indipendente.

Avanti! L’Avanti

Subito dopo averne visto in azione il direttore-editore Valter Lavitola tra Montecarlo e Santa Lucia, era intervenuto Roberto Biscardini della direzione del Psi. Una precisazione a suon di l e punti esclamativi: “E’ da anni che la gloriosa testata del PSI Avanti! è infangata dalla presenza di un giornale di area berlusconiana che si chiama L’Avanti diretta da Valter Lavitola. Una testata apocrifa che gode di ingenti finanziamenti pubblici e che tutti credono che sia l’organo ufficiale del Partito Socialista Italiano. Per cavilli burocratici non siamo ancora riusciti ad ottenere la chiusura di questa testata. Chiediamo almeno agli organi di stampa di dare di questa testata notizie corrette. Il PSI con L’Avanti con la L non c’entra.”

Oggi, sulle colonne del Corriere della sera, interviene uno storico giornalista di area socialista come Alberto La Volpe (già direttore del Tg2, poi sottosegretario prodiano e dalemiano). Si appella ai socialisti del Pdl, in particolare a Stefania Craxi e Fabrizio Cicchitto, perché “convincano il loro leader a far cessare questo sconcio”. E conclude (lui che nel cognome ha l’animale che nelle favole viene considerato il più furbo) con una citazione – animalesca – del grande Trilussa: “Forse ‘ste bestie non mi capiranno ma provo armeno la soddisfazione de pote’ di’ le cose come stanno”.

Il quotidiano socialista, fondato nel 1886 e diretto ai tempi da Leonida Bissolati, è stato diretto anche da Claudio Treves, Pietro Nenni, Riccardo Lombardi, Sandro Pertini, Bettino Craxi, Ugo Intini e Antonio Ghirelli. Ma anche dall’allora socialista Benito Mussolini.

Travolto da Tangentopoli, è stato chiuso nel 1993.

Ora è ripartito con la stessa grafica e con una L in più. Ha anche un aggiornato sito internet: http://www.avanti.it/

Ad maiora. Anzi, Avanti!