Presidio di Annaviva in una fredda serata milanese per dire basta all’accanimento putiniano contro le Pussy Riot.
Proprio nel giorno in cui una delle due ragazze poteva essere scarcerata (per curare il figlio) si sono svolti sit-in in tutto il mondo (anche in Russia, ovviamente).
Milano con Annaviva (presenti anche alcuni attivisti di Amnesty International) ha voluto esprimere la propria indignazione per la condanna a due anni di carcere. E per la decisione contraria emessa dai giudici oggi.
In piazza molte meno persone di agosto, quando ci fu la sentenza.
Ma l’importante è esserci.
Ad maiora
annaviva
#FreePussyRiot domani mobilitazione mondiale. Con presidio a #Milano
Mentre Depardieu paga il suo obolo da schiavo del regime putiniano attaccando l’opposizione russa e le Pussy Riot ( http://www.vanityfair.com/online/oscars/2013/01/gerard-depardieu-pussy-riot-russia-putin-guinara-karimova-music-video ) domani, 16 gennaio, sarà una giornata importante per il futuro giudiziario delle due ragazze condannate a due anni di carcere per 45 secondi di concerto in chiesa.
Verrà infatti deciso se Maria, madre di una bimba, possa essere scarcerata: http://lepersoneeladignita.corriere.it/2013/01/15/pussy-riot-domani-si-decide-su-una-seconda-scarcerazione/
Proprio per fare pressioni sulla giustizia russa (affatto indipendente dal potere politico) è stata lanciata una giornata di mobilitazione internazionale con manifestazioni in 13 città del mondo: http://freepussyriot.org/
Tra queste città c’è Milano dove domani, alle 17, Annaviva ha organizzato un presidio in via Dante sotto la bandiera russa per l’Expo: http://annaviva.org/2013/01/10/annaviva-per-le-pussy-riot/
Vi aspettiamo!
Ad maiora
Le cinquanta sfumature di grigio delle #PussyRiot
La carriera di un sorvegliante del carcere e, soprattutto, nel lager si fa sulla pelle dei detenuti.
Varlam Šalamov, I racconti della Kolyma
E spero stiano facendo carriera gli aguzzini che un giorno sì e l’altro pure sanzionano le Pussy Riot in carcere. Una delle due, in isolamento perché minacciata, è stata punita per non aver sentito la sveglia: http://www.ilmondo.it/esteri/2012-12-21/russia-nuova-sanzione-pussy-riot-carcere-si-sveglia-tardi_165433.shtml
Maria Alekhina aveva d’altronde scritto una lettera aperta qualche giorno fa, ma dicendo che questa non è vita: http://pubblicogiornale.it/mondo/pussy-riot-carcere-lettera/
Le cinquanta sfumature di grigio delle prigioni russe sono tutt’altro che eccitanti. Scrive Maria: “Tutto è grigio qui intorno. Anche se è di un altro colore, contiene un elemento grigio. Tutto: gli edifici, il cibo, il cielo, le parole”.
Annaviva ricorderà le Pussy Riot con una manifestazione a Milano nel pomeriggio del 16 gennaio e una serata all’Ostello Bello la sera del 17.
Ad maiora
#FreePussyRiot #1October2012. A Milano in piazza anche per ricordare Anna. RT pls
Non si ferma l’efficiente macchina repressiva del regime putiniano. Dopo la sentenza che, il 17 agosto, ha condannato le tre Pussy Riot a due anni di colonia penale (escludendo qualunque forma di condizionale, malgrado fossero incensurate) lunedì inizierà il processo d’appello.
Proprio quel giorno, il primo ottobre, è prevista una mobilitazione internazionale per chiedere la liberazione delle tre ragazze, colpevoli di un mini-concerto antiputiniano nella Cattedrale moscovita del Cristo Salvatore. Qui l’elenco delle città coinvolte: http://freepussyriot.org/
A Milano, Annaviva organizza un presidio in via Dante, alle 17.30, sotto la bandiera russa per l’Expo. Chi abbia voglia e modo di venire, porti una balaclava da indossare.
Il gruppo punk femminista è stato candidato al Premio Sakharov che il Parlamento Europeo assegna a dicembre a chi lotta per difendere la libertà di espressione. Ma intanto in Russia si continuano a cercare le due ragazze sfuggite all’arresto (erano in cinque a cantare in chiesa).
I Nashi, gruppo di balilla putiniani, ha posto una taglia sulla loro testa: 50mila rubli, 1250 euro.
Pura propaganda. Ma dà l’idea di quanto fastidio abbia dato quel concertino di 45 secondi in chiesa nel quale le tre ragazze denunciavano – in stile punk – l’abbraccio tra le gerarchie ecclesiastiche e il regime putinano, invitando la Vergine Maria a liberare la Russia da Putin.
Contro di loro si è mosso l’intero apparato giudiziario russo. Quello che ha condannato due volte Mikhail Khodorkovskij e che in questi giorni sta dando la caccia a quanti hanno manifestato il 6 maggio a Mosca, nel primo corteo dell’opposizione conclusasi con scontri di piazza.
La stessa giustizia russa che in sei anni non ha trovato un colpevole per l‘omicidio di Anna Politkovskaja, assassinata il 7 ottobre 2006.
In piazza, lunedì andremo, anche per chiedere giustizia per lei e per tutti quei giornalisti e attivisti dei diritti umani uccisi in questi anni, senza che nessuno abbia mai cercato di arrestare gli assassini.
Perché l’unica cosa che sembra contare, per la giustizia russa è difendere lo status quo, difendere la tirannia di Vladimir Putin.
Ad maiora
Il 5 e 6 ottobre, torna in scena a Milano Elsa K. Vi aspettiamo!
Annaviva e Lattoria presentano
presentano
LA NUOVA EDIZIONE DI
EL’SA K
Di Andrea Riscassi
regia di Alessia Gennari,
con Sara Urban e Paola Vincenzi,
musiche di Federico Gon.
5 ottobre 2012 – ore 21
6 ottobre 2012 – due repliche ore 18:30 e ore 21
Alle 17:30 di sabato 6 ottobre: tavola rotonda
AREAPERGOLESI via G.B. Pergolesi 8, Milano
Dopo l’indiscusso successo di pubblico e critica del 2011, torna in scena a Milano la nuova edizione di EL’SA K , per commemorare il sesto anniversario della morte di Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata a Mosca sul portone della sua casa.
Era il 7 ottobre 2006 quando degli assassini tuttora impuniti hanno tentato invano di fermare la sua battaglia contro il regime di Vladimir Putin, in nome della libertà di informazione e in difesa dei diritti umani.
L’opera teatrale, scritta da Andrea Riscassi per la regia di Alessia Gennari, narra la vicenda di El’sa Kungaeva, giovane cecena stuprata e uccisa dopo essere stata rapita da una pattuglia di soldati russi guidati dal colonnello Jurij Budanov. Di El’sa Kungaeva, del suo omicidio e della violenza consumatasi sul suo corpo si era a lungo occupata Anna Politkovskaja.
Anna ed El’sa si alternano sulla scena, per restituire le voci di due donne alla storia e alla memoria.
Pur occupando lo stesso spazio scenico, ciascuna vittima del proprio destino tragico, Anna ed El’sa si evocano senza dialogare. L’’evocazione diviene così pretesto per raccontarsi e raccontare. E ad essere raccontati non sono solo il caso di El’sa e il lavoro dei Anna: attraverso le loro parole, rivivono i frammenti del conflitto russo-ceceno, insieme alle implicazioni politiche e sociali di quella guerra ancora latente.
Mettere in scena questo dialogo è fare del teatro il luogo deputato per la memoria attraverso una finzione che si fa cruda e amara rappresentazione del reale. E’ fare del palcoscenico lo spazio del ricordo, della possibilità di una ricostruzione e ricomposizione della verità.
Per info e prenotazioni: 2012elsak@gmail.com
