Siamo sempre a Sansepolcro, ma questa volta nel centro della cittadina della provincia di Arezzo. Il blog trip di Aboca ci ha portato nel bellissimo Palazzo Bourbon del Monte che ospita l’Aboca Museum.
In questo video potete visitare, insieme ai blogger, questo museo. Con le spiegazioni della responsabile Annazita Di Carlo potrete entrare nelle varie sale che compongono questo particolare museo privato: sala dei mortai, la stanza della storia, la sala delle ceramiche, la stanza dei vetri, l’antica spezieria (con il coccodrillo imbalsamato), la cella dei veleni, una farmacia dell’800, nella torretta (con l’incontro a sorpresa con il fondatore di Aboca, Valentino Mercati) e infine la Bibiotheca Antiqua.
Questo museo delle erbe (che ha anche un ottimo sito) è aperto tutti i giorni dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 (15 tra aprile e settembre) alle 18 (19 tra aprile e settembre).
La visita costa 8 euro. 6 se siete un gruppo di almeno 5 persone. Il biglietto ridotto (10-14 o over 65) costa 4 euro. I bambini con meno di dieci anni entrano gratis.
Vale la pena entrarci, se passate di qui.
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Aboca
#Abocatour Visita alle coltivazioni di Aboca (video)
Nel blog trip organizzato da Aboca interessante è stato l’incontro sempre a Sansepolcro (Ar) con Fabrizio Zara, botanico che avevamo già conosciuto nel viaggio in Vallarsa.
In questo video Zara spiega quali piante Aboca coltivi sia ai fini di studio di nuovi prodotti, sia per la vera e propria produzione. Il 90% delle piante utilizzate è di autoproduzione, grazie a 1.000 ettari di terreno in Valtiberina.
I laboratori sono impegnati a cercare di evitare che nelle piante finiscano anche sofisticanti. Di qui anche la coltivazione di piante (anche velenose, in zone protette) che vengono utilizzate come campioni (genetici) da laboratorio.
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#Abocatour negli stabilimenti di Aboca
Questo blog tour ci ha portato a visitare gli stabilimenti di Aboca, azienda leader in Italia nel mercato dei farmaci naturali, ossia realizzati solo con piante medicinali e senza prodotti chimici. È un approccio alla salute che riscuote sempre più successo se, come ci ha spiegato la dirigente marketing (e amica) Alessia Scarpocchi, Aboca – che ha fatturato di 80 milioni lo scorso anno – è al nono posto nel mercato generale dei farmaci (al settimo se si aggiungono i proventi dell’erboristeria).
Con i numeri mi fermo qui, salvo che per ricordare che questa azienda, che nasce e cresce tra le province di Arezzo (Sansepolcro) e Perugia (Pistrino) ha la bellezza di 500 dipendenti.
L’elemento chiave su cui lavora Aboca è che il ciclo produttivo integrato e verticale: nei limiti del possibile infatti è la stessa azienda a produrre – con 1000 ettari in Val Tiberina– tutte le piante che utilizza per i dispositivi medici (ma anche per gli integratori alimentari e i cosmetici).
La visita agli stabilimenti di produzione è istruttiva. Il primo trattamento cui vengono sottoposte erbe e semi è l’essicazione che serve per conservarle, preservando le qualità organolettiche.
Poi vengono selezionate con macchine che un tempo venivano utilizzate dall’industria dei tabacchi e che ora hanno funzioni meno dannose per la salute umana. A proposito di salute, in tutti i reparti che abbiamo visitato, c’è un intenso profumo di fiori: l’ambiente di lavoro in questo senso – salvo che non andiate nei campi – è imbattibile. Comunque, la terza fase consiste nell’eliminazione di eventuali batteri utilizzando il vapore acqueo.
Inizia poi la fase di produzione vera e propria. Ci sono state illustrate le rigide misure previste per la pulizia dei macchinari per evitare che sostanze diverse entrino in contatto. E ci è stata mostrata la produzione delle tisane. Le bustine in cui sono contenute non hanno né colla né punti metallici ma vengono solo pressate. Sono poi a loro volta inserite in bustine di carta e alluminio (quindi queste andranno poi a finire nell’indifferenziata, mentre la bustina con la tisana andrà nell’umido).
Molto interessanti anche i reparti dove vengono prodotti i dispositivi medici. Dato che non vengono utilizzati additivi chimici, per ottenere i farmaci si usano i metodi della concentrazione e soprattutto della liofilizzazione (metto i link perché, dal basso dei miei studi classici, le spiegazioni tecniche risulterebbero imbarazzanti).
Ah, una cosa ho scoperto: viene utilizzato parecchio miele e Aboca ha avviato la produzione anche di questo “regalo” delle api.
Per ora mi fermo qui.
Salvo per ricordare che, pur in una fase di pesante crisi, questo mercato è in continua crescita (+44% in 5 anni). Forse perché, diminuendo i soldi, le scelte si fanno più attente.
“Quel che non si fa è importante come quello che si fa”, si dice qui. Una frase da tenere a mente ogni volta che si va a fare la spesa. Al super come in farmacia.
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#AbocAseminar. Lella Costa legge Calvino (in quota)
Lella Costa legge brani di “La strada di San Giovanni” di Italo Calvino.
A Vallarsa, sui pascoli della Malga Prà di Mezzo – Malga Boffetal.
Nell’ambito di “A seminar la buona pianta” (Noi e le piante: parola, musica, arte).
Ecco il video:
http://www.youtube.com/watch?v=_uShfYDmn4k&feature=youtube_gdata_player
http://www.labuonapianta.it
#AbocAseminar
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#abocAseminar. Imparando a conoscer piante in Vallarsa
A seminar la buona pianta.
Ancora fino a domani.
Il programma qui:
http://www.labuonapianta.it/
Le foto di questa mattina (sole e vento).
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