Atalanta, le analisi dopo il Venezia: «La reazione c’è stata», ma è «mezza risposta». Il cambio di modulo non basta a spiegare la vittoria

Mezz’ora convincente, poi troppe difficoltà. I commenti sul 3-1 al Venezia riconoscono i progressi dell’Atalanta, ma invitano alla prudenza: la ripartenza c’è, la continuità resta da trovare.

Sull’Eco di Bergamo, Roberto Belingheri titola «La reazione c’è stata. È il dato più positivo». Il punto di partenza: «Il difficile, qui, è non farsi abbagliare dagli estremi».

La nota positiva è un’Atalanta «capace di recuperare palloni, di andare in pressione con un’intensità forse mai vista in questo inizio di stagione. E capace finalmente di fare gol». Ma dopo il 3-0 torna una «fase difensiva ampiamente insufficiente», con «tante – troppe – occasioni concesse».

Belingheri tiene insieme i due aspetti: «La prima mezz’ora non significa guarigione totale, la seconda parte di partita non significa che nulla è cambiato. Il passo avanti c’è».

Sul Corriere della Sera, nell’edizione di Bergamo, Pietro Serina apre così: «Aspettavamo una risposta, è arrivata mezza risposta». Il titolo è «Mezz’ora di fuoco. Una risposta a Sarri durata troppo poco».

L’avvio offre un segnale preciso: «Una festa, insomma. E una risposta a mister Sarri: la squadra intende seguirlo». Il problema arriva dopo: «Le partite di calcio, però, da sempre durano il triplo di quella buona mezz’ora, ma l’Atalanta se l’è scordato».

Per Serina, prima di parlare di svolta, «bisogna ben capire quanto ha inciso il 3-0 del 30’ sul blackout successivo». E sul modulo il giudizio è netto: «Non ha vinto per il cambio di modulo. Quello dovrà risultare efficace in test ben più probanti. Ieri ha fatto tutto la testa».

Una lettura che trova un punto di contatto con Andrea Elefante sulla Gazzetta dello Sport: «A scanso di equivoci: questa vittoria dell’Atalanta non è effetto diretto del cambio di sistema scelto da Sarri».

Nell’analisi che accompagna «L’Atalanta rivede la luce», Elefante individua soprattutto una «maggior libertà mentale nel cercare soluzioni offensive». Nella ripresa, invece, il Venezia sfrutta gli spazi concessi da un’Atalanta «meno ordinata e pressante».

Paolo Vavassori, sull’Eco di Bergamo, riassume la lettura tattica nel titolo «I nerazzurri a due facce. Brillanti e poi disordinati». Il contrasto: «L’Atalanta si distende bene quando attacca, con lucidità e tempismo nella capacità di sfruttare gli spazi. In difesa invece concede troppo e in questa fase talvolta la copertura degli spazi è incerta».

La conclusione: «Nel complesso prima mezz’ora col turbo innestato e di qualità a costruire il successo. Poi però s’è spenta la luce troppo presto».

Sempre sull’Eco, Massimiliano Bogni dedica a Bellanova «La nuova vita di Bellanova. È diventato indispensabile». Rispetto alle difficoltà della scorsa stagione sembra «visibilmente il più rinfrancato e concentrato della retroguardia atalantina».

Il simbolo è l’anticipo che avvia il terzo gol. Il cambiamento riguarda anche la fiducia: «Più sicuro nelle analisi post partita, più fiducioso nel lavoro della squadra». Segnali, scrive Bogni, «per diventare uno dei nuovi leader dell’Atalanta di Sarri».

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Atalanta-Venezia, le pagelle a confronto: Krstovic mette tutti d’accordo, Elmas divide meno di De Ketelaere. Hainaut si salva, Sarri promosso

Krstovic è il protagonista indiscusso del 3-1 sul Venezia. Il confronto fra quotidiani e siti sportivi offre invece letture diverse sulle difficoltà dell’Atalanta: Elmas raccoglie le valutazioni più basse, mentre su De Ketelaere e sulla difesa le distanze sono più evidenti. Tra gli ospiti emerge Hainaut.

Il migliore dell’Atalanta è Nikola Krstovic. La doppietta trova un riconoscimento unanime: L’Eco di Bergamo, Gazzetta dello Sport, Tuttosport, Sky, TuttoMercatoWeb, CalcioAtalanta e Pianeta Atalanta gli assegnano 7,5; Corriere dello Sport e TuttoAtalanta arrivano a 8.

Alle sue spalle spicca Bellanova. L’Eco lo colloca sullo stesso piano del centravanti, con 7,5, mentre il 7 ricorre nelle altre valutazioni. Anche Kessie esce bene dal confronto: il gol che ha aperto la partita accompagna una prestazione premiata soprattutto con il 7.

All’estremo opposto c’è Eljif Elmas. Il 5 di Gazzetta e Corriere dello Sport, insieme ai numerosi 5,5 delle altre testate, ne fa il nerazzurro più penalizzato nel confronto. Sky che come vedremo fa una partita tutta sua, si ferma alla sufficienza. L’espulsione pesa sul bilancio di una serata nella quale l’Atalanta, dopo il vantaggio costruito in mezz’ora, ha progressivamente perso il controllo della partita.

Più controversa la prova di De Ketelaere. Pianeta Atalanta gli assegna 5, Eco, Gazzetta e Corriere dello Sport 5,5; altre testate scelgono il 6 e Sky arriva misteriosamente a 6,5.

Anche la difesa divide. Scalvini passa dal 5,5 di Gazzetta e Tuttosport al 7 di Sky.

Nel Venezia il riferimento è Antoine Hainaut. L’autore del gol ospite riceve 7 da Sky, TuttoVeneziaSport e TrivenetoGoal, 6,5 da Eco e TuttoMercatoWeb. Gli altri quotidiani gli riconoscono la sufficienza.

Non c’è un migliore unanime. L’Eco premia con 7 sia Stankovic sia Yeboah; TuttoVeneziaSport assegna 7 al portiere. Su Stankovic le differenze sono particolarmente ampie: TuttoMercatoWeb scende a 5,5, mentre altre valutazioni riconoscono maggiormente il suo contributo nel contenere il passivo.

Il più bocciato è Matias Moreno. TuttoVeneziaSport e TrivenetoGoal gli assegnano 4,5; Eco, Gazzetta, Corriere dello Sport, Tuttosport e TuttoMercatoWeb scelgono il 5. Soltanto la generosa Sky arriva al 6. È il giudizio negativo più condiviso fra gli ospiti, con Juan Jesus a sua volta insufficiente per gran parte delle testate.

Per gli allenatori il confronto va letto a parte. Maurizio Sarri è promosso da tutti, ma con intensità differenti: Gazzetta, Corriere dello Sport e Sky gli danno 7; Tuttosport, TuttoMercatoWeb, TuttoAtalanta e CalcioAtalanta 6,5; Eco e Pianeta Atalanta restano sul 6.

Per Giovanni Stroppa prevale invece l’insufficienza. I quattro quotidiani scelgono il 5,5; TuttoMercatoWeb, TuttoVeneziaSport e TrivenetoGoal scendono a 5. Sky gli riconosce il 6. E qui concordo.

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Atalanta, i giornali di martedì 13 ottobre: Sarri riparte con tre gol e chiede continuità, «Possiamo essere un problema per tutti»

L’Atalanta torna a vincere: Kessie e la doppietta di Krstovic firmano il 3-1 sul Venezia. I giornali raccontano la partenza travolgente e le difficoltà della ripresa. Sarri cerca continuità, mentre in vista del Pafos sono da verificare le condizioni di Scalvini e Bellanova.

L’Eco di Bergamo richiama il successo già in prima pagina: «L’Atalanta riparte. Battuto 3-1 il Venezia». All’interno, Luca Bonzanni firma «Atalanta, missione compiuta. Tre punti e qualche brivido». Il sommario riassume la serata: «Partenza lampo con tre gol in mezz’ora e partita indirizzata al meglio». Poi il gol degli ospiti e una ripresa nella quale «la difesa nerazzurra rischia: per i veneti due legni e un gol annullato».

Sul Corriere della Sera Bergamo, Marina Belotti titola «Tre gol, poi l’Atalanta rischia». Il richiamo in prima pagina è altrettanto esplicito: «Atalanta, finalmente i gol e i punti. Ripresa in affanno, troppi rischi». La cronaca accompagna il ritorno al successo con le parole di Sarri: «Nella ripresa abbiamo smesso di prenderli a centrocampo, siamo diventati sporchi nell’uscire. Dobbiamo tenere la pressione non 35 ma 70 minuti».

La Gazzetta dello Sport sceglie «Questa è vera Dea. Doppio Krstovic e Venezia a fondo», con il grande titolo di pagina «L’Atalanta rivede la luce». Il Corriere dello Sport, nel servizio di Patrick Iannarelli, apre invece con «Dea, bella in 30’. Stroppa rischia» e aggiunge: «Kessie e doppio Krstovic. Venezia, solo Hainaut».

Su Tuttosport, Fabio Gennari firma «Sarri riparte. Stroppa no. Il Venezia cambia?». Il giornale presenta il successo attraverso il «fattore K»: il gol di Kessie e la doppietta di Krstovic. Nel sommario mette già insieme campionato ed Europa: «Nerazzurri soddisfatti, ma in ansia per Scalvini: giovedì c’è il Pafos in Conference».

Le parole dell’allenatore occupano una pagina dell’Eco. Bonzanni raccoglie la soddisfazione e le richieste di Sarri sotto il titolo «Primi 45’ di livello. Peccato aver subito gol». Il passaggio centrale è questo: «Vista la prima mezz’ora, dobbiamo avere coraggio: se riusciamo a fare così per 60-70 minuti, possiamo essere un problema per chiunque».

Il tecnico riconosce il calo: «Nel secondo tempo, lasciando la supremazia a loro, ogni palla riconquistata poteva essere l’occasione per andare in porta». Sul cambio di sistema evita conclusioni definitive: «È talmente definitivo che abbiamo fatto l’ultima mezz’ora col 4-3-3 per avere un centrocampista in più».

La Gazzetta dello Sport, con Matteo Brega, riprende il tema nel titolo «Sarri soddisfatto: “Con il 4-2-3-1 più pericolosi”». Il tecnico spiega anche la scelta di Krstovic: «Mi serviva più profondità contro e anche più pressione». E difende De Ketelaere: «Ha fatto qualche allenamento di buon livello, ha lamentato potenziali che raramente ti fa uscire contento dalle partite».

Sull’Eco, Massimiliano Bogni raccoglie le voci dei protagonisti. «Kessie: “Vittoria importante”. Krstovic: “Il 2-0? Rete bellissima”» è il titolo.

L’ivoriano sottolinea il valore dei tre punti: «Siamo molto contenti della vittoria, dopo 3 sconfitte era importantissimo prendere i 3 punti». Sul proprio gol aggiunge: «Segnare fa sempre piacere, ma sono un giocatore “collettivo”: sono felice di aver fatto gol perché ho aiutato la squadra».

Krstovic racconta il colpo di testa sul calcio d’angolo: «De Ketelaere deve fare un blocco per me e l’ha fatto perfetto, ero libero, ho voluto piazzarla sul secondo: un gol bellissimo per me». Poi il bilancio della prestazione: «Con il nuovo modulo è stata una partita difficile: nel primo tempo abbiamo fatto molto bene, sia nel muovere la palla sia nel pressare».

Bellanova chiarisce il motivo della sostituzione: «Nulla di grave, sono uscito a scopo precauzionale». E descrive il lavoro richiesto da Sarri: «Prima di strafare ed essere troppo aggressivo il pensiero va sempre dietro, ma il mister ci ha detto che preferisce vederci sbagliare in eccesso».

Il notiziario dell’Eco titola «Da verificare Bellanova e Scalvini. Oggi la ripresa». Per l’esterno il problema è al gluteo; maggiore attenzione per il difensore, che ha avvertito dolore al flessore.

Sul fronte veneziano, i quotidiani segnalano la posizione delicata di Stroppa dopo la sesta sconfitta in sei giornate e indicano Paolo Zanetti fra le possibili alternative. La Gazzetta dello Sport riporta però le parole del direttore sportivo Davide Nicola: «I risultati sono penalizzanti, il lavoro a testa bassa e la squadra mi sembra molto viva». Stroppa ribadisce: «Sono molto deluso dal risultato e allo stesso tempo convinto che questo gruppo sia forte e competitivo».

Nel suo solito bel racconto su quel che accade sugli spaltiDino Nikpalj dell’Eco parla degli striscioni polemici delle sue curve per il calcio d’inizio alle 18.30 di lunedì e per il divieto di trasferta a Milano ai non tesserati. Fra gli striscioni, «Lunedì 18,30, noi a lavorare: televisioni dovreste imparare» e «18-10 tutti a Milano».

La carrellata delle Prime parte dalla Gazzetta dello Sport: «Ora si fa sul serio», dedicato agli impegni di Champions di Inter e Napoli. In alto, «Milan bocciato», con le valutazioni di Gerry Cardinale sulla squadra.

Il Corriere dello Sport apre con «Chivu no limits» e le parole dell’allenatore dell’Inter: «Non sempre vince chi spende di più». In alto «Lucio, amaro Juve», mentre l’intervista al presidente del Como Suwarso propone «C’è la fila per avere Fabregas».

Tuttosport celebra il successo granata sull’Udinese: «Sì, Toro! Ci vuole Kulenovic». In alto, il mercato bianconero: «La Juve promette un vero 9 a Lucio». Per l’Atalanta, il richiamo è «Kessie+Krstovic. L’Atalanta risale. Salta Stroppa?».

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Atalanta-Venezia, i numeri della vittoria: Krstović tra i bomber del 2026, Kessie torna al gol dopo quattro anni e il Venezia eguaglia un record negativo del 1950

Il 3-1 restituisce all’Atalanta i tre punti dopo tre sconfitte consecutive, ma non cancella tutti i problemi della squadra di Maurizio Sarri. Anzi, i numeri ufficiali della Lega Serie A raccontano una partita per certi versi sorprendente: il Venezia, ultimo in classifica e ancora senza punti, tiene maggiormente il pallone e costruisce occasioni di qualità superiore rispetto ai nerazzurri.

La differenza la fanno la partenza fulminante della Dea e la precisione nelle conclusioni.

Nonostante la sconfitta, il Venezia chiude con 2,52 gol attesi contro gli 1,90 dell’Atalanta. Un’indicazione della qualità delle occasioni costruite, che conferma quanto la difesa nerazzurra abbia sofferto soprattutto nella seconda parte della gara.

Il Venezia registra tre grandi occasioni secondo le statistiche della Lega, senza riuscire a sfruttarle. L’Atalanta, invece, trasforma in tre reti una produzione offensiva complessivamente inferiore per qualità delle opportunità.

Il possesso palla è nettamente favorevole agli ospiti: 63% contro 37%. Anche i passaggi mostrano una differenza marcata: 592 tentati dal Venezia, 343 dall’Atalanta, con una precisione rispettivamente del 91% e dell’83%.

Il predominio nel palleggio non si traduce però in una maggiore precisione offensiva.

L’Atalanta conclude 22 volte, centrando lo specchio in 11 occasioni: esattamente la metà dei tentativi. Il Venezia tira 19 volte, ma soltanto quattro conclusioni impegnano direttamente il portiere avversario.

È qui che si spiega una parte importante del risultato: i nerazzurri arrivano meno spesso a costruire occasioni di elevata qualità, ma sono molto più precisi quando calciano.

Anche i cross premiano l’Atalanta, con il 41% di riuscita contro il 28% del Venezia.

Il protagonista offensivo è Nikola Krstović, che partecipa direttamente a tutte e tre le reti nerazzurre. Prima serve l’assist a Kessié per il vantaggio al 4’, poi firma personalmente il raddoppio al 7’ e il terzo gol al 31’.

Una doppietta che porta l’attaccante montenegrino a quota undici reti in Serie A nell’anno solare 2026.

La prima rete è invece quella di Franck Kessié, che torna a segnare nel massimo campionato italiano dopo oltre quattro anni. Il suo precedente gol in Serie A risaliva al 22 maggio 2022, quando vestiva la maglia del Milan.

Per ritrovare una rete di Kessié con l’Atalanta bisogna tornare ancora più indietro, al dicembre 2016, contro l’Empoli.

La squadra di Sarri segna due volte nei primi sette minuti e trova il terzo gol poco dopo la mezz’ora. Il Venezia accorcia al 37’ con Hainaut, ma è soprattutto nella ripresa che emergono le difficoltà difensive nerazzurre.

I lagunari colpiscono due traverse, si vedono annullare un gol per fuorigioco e continuano a creare pericoli. Il grafico dell’andamento della partita conferma il cambiamento: dopo le fiammate atalantine del primo tempo, il Venezia trova sempre più spazio.

Eppure la differenza non è atletica. Le due squadre percorrono praticamente la stessa distanza: 117,84 chilometri l’Atalanta, 117,24 il Venezia.

L’Atalanta conquista una vittoria necessaria, ritrova i gol dei suoi attaccanti e interrompe una serie negativa che rischiava di pesare sulla classifica e sul morale.

Ma il successo contro un Venezia ancora fermo a zero punti dopo sei giornate non può nascondere quanto accaduto dopo il 3-0.

Il dato dei gol attesi, le tre grandi occasioni concesse e le difficoltà della ripresa indicano che Sarri ha ancora parecchio lavoro da fare. La buona notizia è il ritorno della concretezza offensiva. E ora testa al Pafos.

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Atalanta-Venezia 3-1, Krstović e Kessie rilanciano Sarri: tre gol in mezz’ora, poi la Dea soffre e chiude in dieci

Davanti a 20.923 spettatori, per un incasso di 432.997,70 euro, si affrontano Atalanta e Venezia, due squadre che insieme hanno perso otto delle prime dieci partite di campionato. Maurizio Sarri cerca il riscatto dopo tre sconfitte consecutive, mentre Giovanni Stroppa è stato confermato nonostante lo zero in classifica.

Alla New Balance Arena finisce 3-1 per l’Atalanta, travolgente nella prima mezz’ora e decisamente meno convincente nella ripresa. Decidono la doppietta di Nikola Krstović e il gol di Franck Kessie. Il Venezia resta ultimo senza punti, ma esce da Bergamo con parecchi rimpianti.

Il Venezia parte meglio e al 2’ Basić conclude centralmente dopo una triangolazione, senza impensierire Carnesecchi. Ma al 4’ l’Atalanta è già avanti: Krstović viene fermato, riesce comunque a servire Kessie e l’ivoriano supera Stanković con un delizioso pallonetto. È il suo primo gol dal ritorno in nerazzurro.

Passano appena tre minuti e arriva il raddoppio. Angolo di Elmas dalla destra, colpo di testa di Krstović e pallone che scavalca il portiere veneziano. Al 7’ è già 2-0.

Stroppa perde Correia per un problema muscolare e inserisce Sagrado. Al 9’ Stanković evita il terzo gol respingendo una conclusione di De Ketelaere. Al 20’ è invece Halhal a salvare sulla linea un tiro a giro di uno scatenato Kessie.

Il tris arriva al 31’. Bellanova avvia l’azione, Rowe entra in area e calcia. Stanković respinge, ma Krstović raccoglie il pallone e firma la doppietta personale. L’attaccante montenegrino conferma l’ottimo momento di forma dopo le prestazioni con la Nazionale.

Sembra una partita già chiusa, ma al 37’ il Venezia torna in corsa. Cross di Sagrado e colpo di testa di Hainaut, lasciato completamente solo dalla difesa nerazzurra. Il 3-1 riaccende le speranze degli ospiti.

La ripresa è un’altra partita. Il Venezia attacca e nel giro di un minuto colpisce due traverse. Prima Kristensen devia sul legno un colpo di testa di Adams, poi Yeboah, completamente libero in area, centra la traversa con una conclusione ravvicinata.

Sarri interviene subito, sostituendo un deludente De Ketelaere con Samardžić. Il Venezia trova anche la rete con Adams, ma il gol viene annullato per un fuorigioco di pochi centimetri.

L’Atalanta prova a reagire. Bellanova serve Samardžić, che di testa sfiora il quarto gol. Dall’altra parte Yeboah supera Scalvini, in difficoltà anche fisicamente, ma non riesce a battere Carnesecchi.

Al 66’ Sarri sostituisce Bellanova e Scalvini con Bernasconi e Kolašinac, dovendo fare i conti con le poche alternative disponibili al centro della difesa.

Le occasioni continuano. Stanković respinge una conclusione potente di Bernasconi, Basić sfiora il palo su punizione e Adams spreca clamorosamente da pochi passi, mandando il pallone sul fondo.

Sarri inserisce anche Gaetano e Zalewski per Kessie e Rowe. Proprio Zalewski serve a Krstović un pallone invitante, ma il montenegrino, forse stanco, conclude debolmente tra le braccia del portiere.

Nel finale arriva anche l’espulsione di Elmas. All’87’ il macedone interviene duramente su Helgason a centrocampo. Tremolada inizialmente estrae il giallo, poi viene richiamato al VAR e trasforma l’ammonizione in cartellino rosso. L’Atalanta chiude in dieci.

L’ultima occasione è del Venezia, con Schingtienne che, completamente libero, non trova la porta di testa.

Finisce 3-1. L’Atalanta interrompe la serie negativa e conquista tre punti preziosi, mostrando un attacco efficace e un Krstović in grande condizione. Ma il secondo tempo conferma quanto lavoro resti da fare, soprattutto in fase difensiva. Il Venezia gioca una buona ripresa, costruisce numerose occasioni, ma paga ancora una volta gli errori sotto porta e una difesa troppo fragile.

Per Sarri arriva il risultato che serviva. Non ancora, però, una prestazione convincente per tutti i novanta minuti.