Atalanta, i giornali di giovedì 15 ottobre: Sarri chiede umiltà contro il Pafos, emergenza in difesa e Scamacca guida l’assalto alla Conference

Anche la Conference League sbarca a Bergamo. Questa sera alle 21 l’Atalanta affronta il Pafos nella prima giornata della fase campionato. I giornali si concentrano sulle ambizioni della squadra di Maurizio Sarri, sull’emergenza difensiva e sulla necessità di non sottovalutare i ciprioti. Spazio anche alle parole di Carnesecchi, agli avversari e alla terza sconfitta consecutiva dell’Under 23.

L’Eco di Bergamo apre con «Su il sipario, Pafos da battere. Ma non è da sottovalutare». Paolo Vavassori sottolinea la necessità di affrontare la gara «con l’atteggiamento che poi è diventato sofferenza nella ripresa».

Il quotidiano dedica ampio spazio alla conferenza dell’allenatore. Il Tito,o del pezzo di Luca Bonzanni è: «Sarri: Atalanta umile. No alla superficialità». Il tecnico avverte: «Mi aspetto la classica partita europea, cioè difficile, con modifiche e sofferenza». E aggiunge: «Valutare un avversario sulla differenza reti in chiave classifica è come valutare una persona dalla partita già per vinta: pensiamo ai punti, invece».

Sulle condizioni della squadra, Sarri spiega: «Nel primo tempo con il Venezia a livello atletico abbiamo mostrato valori finora mai espressi». E sul poco tempo a disposizione: «Non è un calcio che mi fa impazzire, la penso un po’ come le curve».

Sempre L’Eco di Bergamo, con Paolo Vavassori, affronta l’emergenza di Zingonia: «Kessie, polpaccio ko: forfait. Scalvini rischia 2 settimane». Pasalic è pronto a sostituire l’ivoriano, mentre per Scalvini gli esami hanno evidenziato una distrazione di basso grado del muscolo flessore della gamba sinistra. Il recupero potrebbe richiedere circa quindici giorni.

Il quotidiano ricorda anche i precedenti dell’Atalanta contro squadre cipriote: «Quindici stop su 15 partite. Per i nerazzurri 3-1 all’Apollon». Giovanni Cortinovis ripercorre la tradizione favorevole, con quindici incontri senza sconfitte, e la vittoria del 2017 contro l’Apollon Limassol. Con foto di Ilicic…

Dino Nikpalj racconta il Pafos attraverso due approfondimenti. Il primo, «La nuova frontiera del calcio cipriota (con i soldi russi)», ricostruisce la nascita del club nel 2014 e la crescita sostenuta dagli investimenti. Il secondo è dedicato a David Luiz: «David Luiz, il fan di Sarri: Una persona fantastica». Il brasiliano ricorda il rapporto con l’attuale allenatore dell’Atalanta ai tempi del Chelsea: «Ho quasi iniziato a fumare per colpa sua».

Massimiliano Bogni raccoglie invece le parole dell’allenatore cipriota Ricardo Sá Pinto: «Grandissime motivazioni e i giocatori si divertono». Il tecnico spiega: «Vorremmo vincere, però siamo consapevoli della differenza di livello, per cui il pareggio sarebbe un risultato importante per noi». E aggiunge: «Stiamo obiettivamente affrontando un avversario di altissimo livello».

Il Corriere della Sera con Marina Belotti, presenta la gara: «Atalanta sperimentale, Sarri inizia con il Pafos». Il quotidiano mette in evidenza l’assenza di Kessie, i problemi di Scalvini e la possibilità di un cambiamento tattico.

Nelle pagine bergamasche il titolo è: «Sfida Carnesecchi: Siamo i favoriti». Il portiere non nasconde le ambizioni: «Dobbiamo solo toglierci le catene, ci vogliono attributi a cambiare modulo dopo anni». E sul ruolo dell’Atalanta nella competizione: «Forse, avere un peso sulle spalle è positivo: non dobbiamo avere paura di nessuno, serve più spavalderia».

Carnesecchi guarda anche al percorso europeo: «Mi aspetto una partita europea, difficile. L’umiltà è essenziale per vincere momenti di sofferenza».

Il Corriere dello Sport, con Patrick Iannarelli, sceglie «Dea, attenta». Il richiamo di Sarri è netto: «Il Pafos può metterci in difficoltà». Il tecnico insiste sull’atteggiamento: «Valutare il nome di una squadra e di conseguenza il suo valore di forza con superficialità non è corretto». La parola d’ordine è concentrazione, anche per evitare che il favore del pronostico diventi un ostacolo.

La Gazzetta dello Sport titola «Operazione Conference» e, nell’articolo di Matteo Brega, «Atalanta un torneo da favorita. Sarri col Pafos cerca conferme». Il quotidiano sottolinea che i bookmaker considerano la formazione bergamasca tra le principali candidate al successo finale. Nell’approfondimento da Zingonia, Davide Giovanzana scrive: «La Dea è in emergenza: fuori Scalvini e Kessie». Sarri ribadisce: «Dobbiamo essere umili e accettare situazioni di difficoltà».

Tuttosport, con Fabio Gennari, titola «Sarri avvisa l’Atalanta: Il Pafos ha qualità». Il tecnico è esplicito: «Valutare il nome è da superficiali. Hanno fatto bene in Champions. Il calcio moderno? Non mi piace». Il quotidiano riporta anche le parole di Carnesecchi: «Giocare con il blocco basso porterà risultati».

Spazio infine all’Atalanta Under 23, sconfitta 2-0 a Latina nel recupero della settima giornata di Serie C.

L’Eco di Bergamo, con Lorenzo Sala, titola «Atalanta U23, troppo poco. Netta sconfitta a Latina». Il quotidiano evidenzia le difficoltà nel possesso palla e in difesa, oltre all’espulsione di Pounga nel primo tempo. L’allenatore Nicola Beati ammette: «È stata una gara particolare, condizionata dalle condizioni disastrose del campo». E aggiunge: «Dobbiamo lavorare ancora di più, i numeri non mentono».

La Gazzetta dello Sport sceglie «Baez e Cioffi: riparte il Latina. Per l’Atalanta U23 un altro stop», mentre Tuttosport sintetizza: «L’Atalanta U23 perde male in casa Latina». I nerazzurri incassano la terza sconfitta consecutiva e vengono superati in classifica proprio dai laziali.

Nelle prime pagine dei tre quotidiani sportivi nazionali domina la clamorosa rimonta del Real Madrid contro la Roma di Gasperini, passata dal 3-1 al 3-4 negli ultimi minuti. La Gazzetta dello Sport apre con «Scempions», Corriere dello Sport con «Special beffa» e Tuttosport con «Mou-Rüdiger, così fa Malen».

Per l’Atalanta, spazio anche sulle prime pagine: La Gazzetta dello Sport scrive «Atalanta coppa da (quasi) favorita», il Corriere dello Sport annuncia «Conference, Scamacca all’assalto del Pafos».

Ad maiora

Il Mister del Pafos parla dell’Atalanta: «Può vincere la Conference, ma noi non abbiamo nulla da perdere». Il tecnico dei ciprioti elogia Sarri e non disdegnerebbe un pari

Il Pafos arriva a Bergamo con la consapevolezza di affrontare una delle favorite della Conference League, ma senza alcun complesso d’inferiorità. Nella conferenza stampa della vigilia, l’allenatore Sà Pinto riconosce la differenza di valori con l’Atalanta, sottolineando però che la sua squadra non ha intenzione di recitare il ruolo della comparsa: «L’Atalanta è una grande squadra, con una storia importante nel calcio italiano. Sappiamo che sogna di vincere questa competizione e che questo è uno dei suoi obiettivi. Ha grandi giocatori, tante soluzioni e un allenatore esperto. Ma noi vogliamo affrontare questa sfida con entusiasmo e cercare di ottenere il miglior risultato possibile».

Per il Pafos la Conference rappresenta un’altra tappa di un percorso di crescita internazionale. «È il terzo anno consecutivo che partecipiamo alla fase a campionato di una competizione europea. Per noi è motivo di grande orgoglio. Il nostro torneo nazionale non ha il livello di quelli di Italia, Spagna o Inghilterra. Affrontare queste squadre è una motivazione straordinaria per i giocatori, per il club, per i tifosi e per tutta la città».

Il portoghese Sà Pinto ha apprezzato anche le parole di Maurizio Sarri, che nella conferenza stampa del mattino aveva elogiato il Pafos: «È sempre bello ricevere complimenti dagli avversari. Significa che ci rispettano, così come noi rispettiamo loro. Ma domani vogliamo dimostrare le nostre qualità. Non abbiamo l’obbligo di vincere e questo ci permette di giocare senza pressioni. Rispettiamo l’Atalanta, ma non abbiamo paura». E aggiunge: «L’Atalanta ha praticamente due grandi giocatori per ogni ruolo. Ha qualità individuale, esperienza e forza fisica. Anche quando non gioca una grande partita, come è successo contro il Venezia, ha calciatori capaci di risolverla in qualsiasi momento».

Un riferimento anche al lavoro del nuovo allenatore dei nerazzurri: «Forse non riescono ancora a fare il pressing alto che vuole Sarri, forse non hanno ancora raggiunto il livello che lui desidera. Ma restano una squadra molto pericolosa, capace di farti male in qualsiasi momento».

Il Pafos dovrà prestare particolare attenzione alle transizioni offensive e agli attaccanti atalantini. «Sono veloci quando recuperano palla, forti quando attaccano e portano molti giocatori negli ultimi metri. Hanno attaccanti alti e potenti, sono pericolosi sulle prime e sulle seconde palle. Dovremo essere concentratissimi quando non avremo il possesso».

La speranza è che organizzazione e disciplina tattica possano compensare il divario tecnico: «Dovremo fare una partita praticamente perfetta. Sappiamo che i livelli sono differenti, ma crediamo che con la giusta mentalità, una buona organizzazione e una strategia efficace possiamo ottenere un grande risultato».

Al seguito della squadra sono attesi circa 300 tifosi ciprioti, arrivati anche da altre città dell’isola. «Sono orgoglioso dei nostri sostenitori. Ci accompagnano ovunque e hanno il nostro stesso spirito. Siamo combattenti, abbiamo una mentalità vincente e non ci arrendiamo mai fino alla fine. Anche quando le cose non vanno come vorremmo, continuiamo a credere che tutto sia possibile».

Accanto all’allenatore, anche Nikolas Ioannou che ha parlato delle difficoltà della trasferta italiana, richiamando la propria esperienza nel nostro calcio (Como e Samp) : «In Italia si lavora moltissimo sulla tattica e sulla preparazione fisica. L’Atalanta segna facilmente, ma nelle ultime partite ha anche subito gol. Potrebbe essere un aspetto da sfruttare».

A chiudere una domanda diretta dell’addetto stampa del Pafos all’allenatore dei ciprioti: firmerebbe per un pareggio a Bergamo?

«Noi giochiamo sempre per vincere. Ma conosciamo il livello dell’avversario e, naturalmente, un pareggio sarebbe un buon risultato».

Ad maiora

Atalanta-Pafos, si ferma anche Kessie: distrazione muscolare per Scalvini, sei nerazzurri alle prese con problemi fisici alla vigilia dell’esordio in Conference League

L’Atalanta si prepara all’esordio nella fase principale della Conference League, ma Maurizio Sarri deve fare i conti con un’infermeria sempre più piena. Alla vigilia della sfida contro il Pafos, in programma giovedì 15 ottobre alle 21 allo Stadio di Bergamo, arrivano aggiornamenti poco incoraggianti sulle condizioni di diversi giocatori nerazzurri.

La notizia più significativa riguarda Giorgio Scalvini. Gli esami strumentali ai quali è stato sottoposto il difensore hanno evidenziato una distrazione di basso grado dei muscoli flessori della gamba sinistra.

Si ferma anche Franck Kessie. Il centrocampista non ha partecipato all’allenamento pomeridiano a causa di un sovraccarico al polpaccio destro. Anche le sue condizioni saranno rivalutate nei prossimi giorni.

Non sono gli unici problemi per Sarri: Kossounou ha proseguito le terapie, mentre Kamaldeen Sulemana ha lavorato in palestra. Programma differenziato anche per Pompei, che ha svolto lavoro sul campo, e per Isak Hien, impegnato sia sul terreno di gioco sia in palestra.

In totale sono sei i giocatori infortunati.

Domani mattina Éderson e compagni torneranno in campo a Zingonia per un’ultima seduta prima della partita contro i ciprioti.

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Carnesecchi difende la nuova Atalanta: «Era arrivato il momento di cambiare, ci vogliono coraggio e attributi. Possiamo diventare una grande squadra»

Marco Carnesecchi non ha dubbi: la nuova Atalanta ha intrapreso la strada giusta. Alla vigilia dell’esordio in Conference League contro il Pafos, il numero uno nerazzurro difende con convinzione la scelta della società: «Sono veramente felice di quello che ha fatto tutto il mondo Atalanta, di prendere e cambiare radicalmente la nostra storia. Per farlo bisogna avere coraggio, bisogna avere attributi, per usare un termine francese. Era arrivato il momento di fare questo cambiamento».

Una trasformazione che coinvolge direttamente Carnesecchi, chiamato spesso a intervenire più di quanto accadesse in passato. Ma per lui non è un problema: «Fare molte parate non è un problema, anzi è uno stimolo. Essere un aiuto per la squadra mi dà molta consapevolezza. È anche una cosa nuova per me e sono felice di farla, perché arricchisce il mio bagaglio personale di esperienza».

Il portiere spiega anche perché imparare a difendere più bassi possa rappresentare un passo avanti: «Voi vedete un’Atalanta diversa rispetto a quella degli ultimi anni, più compatta, che abbassa il blocco di venti metri e difende nella propria metà campo. Ma le grandi squadre quante volte lo fanno? Per diventare una grande squadra, competitiva e capace di vincere trofei, questa deve essere una caratteristica».

Carnesecchi guarda soprattutto al futuro: «Quando toglieremo le catene e saremo pronti ad andare in avanti, tutto il lavoro tattico di questa fase iniziale porterà risultati. Saper difendere bassi e creare spazi è molto importante. La gestione della partita era una caratteristica che ci era sempre mancata».

La Conference League rappresenta intanto un’occasione importante, con la Dea tra le favorite: «È giusto avere un peso sulle spalle. Dobbiamo essere felici di essere considerati una squadra forte in Europa. Non dobbiamo avere paura di nessuno e soprattutto di noi stessi, perché forse l’unico nostro ostacolo possiamo essere proprio noi. Dobbiamo essere spavaldi, determinati e non avere paura di sbagliare».

Ma c’è un aspetto del suo gioco che continua a non soddisfarlo: «Mi manda ai matti non riuscire a fare qualche uscita alta in più, non dominare il gioco aereo. Ci sto lavorando, va già meglio rispetto all’anno scorso. È stato un blocco più mentale che fisico. Io non ambisco a essere uno dei migliori, ma il migliore».

Infine la Nazionale e la concorrenza con Gianluigi Donnarumma: «Noi abbiamo Donnarumma e con lui si parte da 0-0 per un bel po’ di volte. È un valore aggiunto, un punto di riferimento, il nostro capitano. Non sono dispiaciuto di non giocare, perché in questo momento il bene della Nazionale viene prima di qualsiasi singolo, che sia Carnesecchi, Bastoni, Barella o Tonali».

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Sarri prima di Atalanta-Pafos: «Tre partite in sei giorni, il calcio moderno non mi fa impazzire. La penso come le nostre curve»

Tre partite in sei giorni, pochissimo tempo per allenarsi e una sfida europea da non sottovalutare. Maurizio Sarri presenta Atalanta-Pafos partendo dal calendario e non nasconde il proprio disappunto.

«Se fai tre partite in sei giorni, il tempo per preparare le partite praticamente non esiste. Se ti posso dare la mia opinione personale, non è un calcio che a me fa impazzire. La penso un po’ come le nostre curve». Una posizione netta sui ritmi imposti dal calcio moderno, che il tecnico condivide con i tifosi.

Sulle possibili rotazioni non si sbilancia: «Le valutazioni saranno fatte sia oggi sia domattina. In questo momento è importante tenere in ballo più giocatori possibile».

Sarri respinge i dubbi sulla tenuta atletica emersi dopo il secondo tempo contro il Venezia: «Dal punto di vista fisico abbiamo espresso valori che durante questa stagione non avevamo mai espresso. Le efficienze calcolate con l’intelligenza artificiale sono di livello top europeo».

Il problema è stato soprattutto nella gestione della partita: «Abbiamo perso il controllo, abbiamo fatto diventare la gara un’azione noi e un’azione loro. Questo non mi piace, soprattutto quando siamo avanti di due gol. Dovevamo capire quando andare diretti e quando palleggiare».

Sul Pafos, il tecnico invita a dimenticare il blasone: «Il livello di una squadra non si valuta solamente in base al nome e a quello che ha vinto in passato. È una buona squadra, con giocatori brasiliani e portoghesi di ottima qualità tecnica. Mi aspetto la classica partita europea, anche con momenti di sofferenza».

La parola chiave è umiltà: «Tutte le squadre nell’arco dei novanta minuti prima o poi ti mettono in difficoltà. Bisogna accettarlo e saperlo superare». Tanto che, quando gli viene chiesto dell’importanza della differenza reti in una Conference League con sole sei partite, replica: «Se mi fai una domanda di questo genere, vieni meno a quello che io chiedo ai miei: l’umiltà».

Una battuta anche su De Ketelaere, utilizzato più centralmente contro il Venezia: «In nazionale ha giocato più accentrato, stavamo provando anche questo modulo e ho pensato di metterlo alla prova in quella posizione».

Infine, l’elogio a Carnesecchi, al suo fianco in conferenza stampa: «È uno di quelli che non posso lasciare facilmente fuori dal campo. Ha le potenzialità per fare la differenza e voglio che la faccia. Per lui questa responsabilità non è un peso, ma uno stimolo».

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