#repubblica

Noi siamo in una repubblica, è vero; ma ciò non toglie che l’umiliazione sia di fatto il pane quotidiano di tutti i deboli.
Simone Weil, Risposta a una domanda di Alain

#nemico

Il nostro principale nemico è all’interno del nostro paese.

Karl Liebknecht.
Ad maiora

Alluvione nei Balcani, raccolta fondi di Ipsia

Ricevo e volentieri vi informo di questa raccolta fondi lanciata da Ipsia, ong da sempre impegnata nei Balcani. Io li ho conosciuti per il corso di serbo-croato e per quello di geopolitica. Mandano volontari preparati. Aiutiamoli!

Ad maiora

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Ciao a tutti/e, come molti di voi magari sanno in questi giorni Bosnia e Serbia sono state colpite dalla più grande alluvione mai registrata in quest’area.

Come Ipsia (a livello nazionale, in collaborazione con tutte le sedi) abbiamo attivato una  raccolta fondi per coprire le spese della prima emergenza, mentre nei prossimi giorni valuteremo  con più precisione  altre necessità materiali. e per fare questo stiamo verificando insieme ad altre associazioni, le condizioni logistiche per attivare  una raccolta di materiale,farmaci e indumenti.

Al momento la situazione è la seguente: una cinquantina di morti, decine di migliaia di persone costrette a lasciare le proprie case, danni incalcolabili all’agricoltura e alle infrastrutture: la Bosnia-Erzegovina e la Serbia colpite dalle inondazioni più estese e devastanti mai subite finora.

Il bilancio delle vittime-è ancora provvisorio e destinato ad aggravarsi con il progressivo ritirarsi delle acque.

«Un quarto della popolazione è colpita dalle inondazioni e un milione di persone è senza acqua potabile

Oltre ai danni economici, spaventa l’allarme “mine”. Le enormi quantità d’acqua potrebbero portare ordigni inesplosi, residuati di guerra, fino alle gole  dal Danubio lungo il confine tra Serbia e Romania, o persino fino al Mar Nero.

Lo ha detto Fikret Smajis, capo dell’Ufficio regionale di Sarajevo del Centro per lo sminamento bosniaco (BHMAC)

Smajis ha invitato la popolazione alla massima cautela quando puliranno le proprie case e cortili e altre zone dove ci potrebbero essere stati campi minati le cui segnalazioni sono state  portate via dalle acque e dalle frane.

Nei due Paesi balcanici, dove oggi per la prima volta da una decina di giorni non si sono registrate piogge  continuano senza sosta le operazioni di soccorso alle popolazioni

Per contribuire:

CAUSALE: ALLUVIONI IN BOSNIA ERZEGOVINA

C/C 000000101434    

IBAN: IT68 D050 1803 2000 0000 0101 434 (BANCA POPOLARE ETICA)

Intestato a: IPSIA

Vi chiediamo gentilmente di divulgare il più possibile questo messaggio.

Vi ricordiamo inoltre che in occasione dell’Assemblea di IPSIA Milano del 28 maggio alle 20.45 ci sarà un incontro di approfondimento sulla Bosnia e la partecipazione ai mondiali, in cui cercheremo di dare degli aggiornamenti sull’alluvione.

A presto
IPSIA Milano

La prossima udienza sul caso Politkovskaja è stata rinviata al 27 maggio

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Nel tribunale di Mosca non si sono potute stabilire oggi i termini di condanna per i quattro colpevoli dell’omicidio di Anna Politkovskaja. L’udienza è stata rimandata al 27 maggio a causa dell’assenza di qualche avvocato. Otto anni, centinaia di fascicoli, una sentenza annullata e alla fine la decisione dei giudici: la condanna su tutti i punti.

Rustam Makhmudov è stato accusato di aver sparato contro Anna Politkovskaja nell’ascensore di casa sua. Lo zio, Lom-Ali Gajtukaev di aver organizzato l’omicidio.

 L’ex membro del RUBOP (direzione regionale della lotta contro la criminalità organizzata) Sergej Khadzhikurbanov diede un iuto a rintracciare la Politkovskaja. I fratelli Ibrahim e Djarbajl Makhmudov hanno agito come complici.

“Tutti sanno che si tratta di menzogna e falsità. Qui siedono persone innocenti”, ha affermato Lom-Ali Gajtukaev. I giudici tuttavia ormai si sono espressi, ora bisogna solo aspettare che vengano definite le pene.

 “Fino a quando non viene…

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Omicidio #Politkovskaja 5 condanne, un piccolo passo avanti

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Sono passati 7 anni e mezzo da quando Anna Politkovskaja è stata ammazzata nell’ascensore di casa sua, nel centro di Mosca.

7 anni di depistaggi, di ridicole conferenze stampa di uomini vicini a Putin, di indagini azzoppate, di giudici che scappavano.

7 anni dopo arrivano le prime condanne per l’assassinio della nostra Anna.
Un gruppo di ceceni le avrebbe fatto fuoco cinque volte: uno dei tre fratelli Makhmudov giudicato esecutore materiale, gli altri suoi complici. Questi tre sarebbero stati aiutati a vario titolo da uomini della sicurezza russa (immaginiamo nel tempo libero, non certo in orario di lavoro, altrimenti qualche superiore ne avrebbe dovuto rispondere).

Bene, bravi. I giudici popolari hanno emesso le condanne in base alle prove fornite. Ora il giudice dovrà stabilire l’entità della pena.

Ma perché tre ceceni e tre russi (un altro poliziotto era stato condannato – in un processo parallelo – a 11 anni di galera…

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