A due giornalisti turchi il premio per la libertà di stampa

L’associazione dei giornalisti turchi ha assegnato l’annuale Press Freedom Award a due colleghi incarcerati.
Si tratta di Bedri Adanir del quotidiano Ozgur Gundem:
http://bianet.org/english/freedom-of-expression/139283-journalist-bedri-adanir-still-under-arrest-after-three-years
E di Zeynep Kuray di BirGun:
http://www.ekurd.net/mismas/articles/misc2012/3/turkey3822.htm
Sono un centinaio i giornalisti turchi rinchiusi nelle carceri del loro paese.
Per loro la Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) ha lanciato una mobilitazione cercando di coinvolgere la distratta politica italiana (per non parlare di tg e quotidiani…):
http://www.fnsi.it/Esterne/Fvedinews.asp?AKey=14639
Ad maiora

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Guerra in Siria: Ankara ora teme i curdi

Dalla lettura dei giornali turchi, direi che attualmente, rispetto alla guerra civile in Siria, la principale preoccupazione di Ankara sia non tanto l’arrivo di rifugiati, quanto un risveglio dei curdi.
La chiusura della frontiera turco-siriana viene infatti motivata dal fatto che il Pkk avrebbe preso il controllo delle aree di confine in territorio siriano.
Quando una decina di anni fa andai nei territori curdi dell’Iraq in effetti, ci arrivai passando dalla Siria. L’attraversamento del fiume Tigri (confine naturale tra i due paesi) era già allora sotto il controllo dei curdi.
Ad maiora

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Ataturk e bandiera rossa

Sono due elementi centrali del panorama turco. Il fondatore dalla Turchia moderna e la bandiera che qui chiamano Ay Yildiz, luna e stella.
Si vedono ovunque.
Anche nei bar dove si continuano a servire alcolici.
Un ragazzo, Mehmet, mi ha confessato che il suo ramadan consiste nel non bere alcolici.
Ad maiora

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Fine digiuno a Istanbul

Se passate per la capitale turca durante il Ramadan (o Ramazan, come lo chiamano qui) andate all’Ippodromo.
Come un rito collettivo, al tramontare del sole, tutti assieme bevono, mangiano e festeggiano:


Ad maiora

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Parlando di Schettino a Bodrum

Su una imbarcazione (molto meno affollata di quella che vedete nella foto) che fa tappa in alcune delle isolette (turche) che circondano Bodrum.
Vale la pena vederle.
Ma, c’è un ma.
Quando il capitano, Mehmet, scopre che siamo italiani, la prima cosa che chiede è di Schettino…
Ride amaramente, chiede come abbia fatto a incagliarsi e domanda se e quando rimuoveranno la carcassa della Costa. Sorrido a denti stetti e credo di fare il punto della situazione (compreso il mancato recupero di due corpi).
Una volta ci chiedevano della mafia o del calcio. Poi per anni ci hanno poi domandato delle avventure “sentimentali” di Berlusconi.
Ora invece siamo noti per l’inchino di Schettino.
Turisti italiani qui, comunque, solo una sparuta presenza. Purtroppo.
Ad maiora.

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