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L’oppio dei popoli.

Conference League 2026/27: l’Uefa esclude la squadra azera del Turan Tovuz per partite truccate

Tra le possibile avversarie dell’Atalanta, salvo che vadano a buon fine i ricorsi, non ci saranno gli azeri del Turan Tovuz che pure sono arrivati terzi nel loro campionato e che avrebbero dovuto accedere alla prossima Conference League (avrebbero bissato le loro partecipazioni internazionali, visto che avevano disputato l’Europa League nel lontano 1994/95).

La Uefa ha infatti escluso il Turan Tovuz dalla prossima Conference perché 7 dei suoi giocatori sono stati squalificati a vita per partite truccate. Il caso risale al 2019 ma la Uefa ha applicato il regolamento che prevede il divieto a partecipare ai tornei europei per i club “direttamente e/o indirettamente coinvolti in attività volte a truccare o influenzare l’esito di una partita a livello nazionale o internazionale”. 

La società ha annunciato che ricorrerà ovunque possibile contro questa decisione.

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Conference League 2026/27, le possibili avversarie dell’Atalanta: UNA Strassen (Lussemburgo, 734 km da Bergamo)

L’UNA Strassen è un club della cittadina di Strassen, comune di 10mila abitanti del Lussemburgo. E’ stato fondato nel 1922 ed è uno delle più storici club del paese. Non ha mai vinto titoli, ma grazie alla Conference League ha potuto affacciarsi alle competizioni internazionali: nelle ultime due edizioni è stata eliminata al primo turno. Vedremo come andrà stavolta. UNA Strassen è arrivata quarta nella BGL Ligue, così si è qualificata al primo turno di Conference. Qui sfiderà la squadra di San Marino de La Fiorita (andata il 7 luglio alle 19.15). Se passerà il turno se la vedrà con un cliente difficile come il Partizan Belgrado.

Gioca le sue gare interne al Stade An de Millewisen, che ha una capienza di 2.500 spettatori.

Secondo Transfermarkt il valore della rosa è di 2,24 milioni.

I followers su Instagram sono 3k.

Strassen dista da Bergamo 734 km, meno di otto ore di auto. Anche se non credo che questa formazione arriverà fino ai playoff.

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Non passa lo straniero… Il calcio ai tempi dell’autarchia

Quattordici anni di calcio autarchico, per il periodo che va dalla disfatta di Corea agli arresti per il calcioscommesse. Di questo tratta il divertente libro di Davide Steccanella “Non passa lo straniero (ovvero quando il calcio era autarchico)”.

Molti dei nomi che sono contenuti nel volume mi erano usciti dalla mente. ma altri, leggendoli, mi hanno subito venire il mente le figurine che a quel tempo, gli anni ’80, come tutti i ragazzini erano uno dei miei migliori passatempi.

Steccanella racconta stagione per stagione quegli anni nei quali le partite si giocavano tutte ella stessa ora e dove “Tutto il calcio minuto per minuto” e “90° minuto” erano gli unici strumenti per sapere quel che accadeva (salvo ovviamente recarsi allo stadio, e al tempo, non era facile perché registravano spesso il tutto esaurito, mica come oggi dove si va solo di decoder).

Alla fine di ogni campionato ci sono due schede degli eroi, tutti italiani ovviamente, dimenticati: da Alberto Ginulfi a Odoacre Chierico (indimenticabile riccioli rossi).

Dopo il Mundial spagnolo le frontiere vennero riaperte: uno, due stranieri a squadra. Poi dopo Bosman, un fiume inarrestabile. Col risultato che ci sono partite dove i giocatori nati in Italia si contano sulle dita di una mano.

E allora è divertente ricordare come era un tempo il calcio in Italia. E come non sarà più.

Ad maiora

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Davide Steccanella

Non passa lo straniero

Jouvence Editore

Pagg. 153

Euro 14

Uralkali, da Kerimov a Prokhorov

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L’azienda russa, tra i maggiori produttori mondiali di fertilizzanti, vede uscire dai proprietari Sulejman Kerimov ed entrare Michail Prochorov. Il tutto per accontentare i bielorussi, in una sfida tra i due paesi che va avanti da mesi.

Da notare che Kerimov è il proprietari dell’Anzhi, la squadra di calcio (russa, anzi daghestana) dove andò Eto’o dopo l’Inter.

E Prokhorov è il proprietario della squadra Nba, Brooklyn Nets. Ma soprattutto è stato uno dei candidati (dell’opposizione!) a sfidare alle presidenziali Putin. Che ora lo manda a gestire questo importante nodo economico…
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Giovane Riscassi

Quando giocavo nella squadra del Corriere (sì, quello di via Solferino…).
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Nella foto, ormai storica, altri colleghi noti…
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